CARC. IL 21 FEBBRAIO A FIRENZE PER IL DIRITTO ALLA SALUTE

Marchionne e i diritti dei lavoratori
Marchionne e i diritti dei lavoratori

FIRENZE. Incalzati dalla crisi dei padroni i governi (non eletti) che si sono succeduti negli ultimi tre anni hanno distrutto centinaia di migliaia di posti di lavoro e altri ne distruggeranno. Il Governo Renzi-Berlusconi non è diverso: fedele e ligio ai diktat del padronato nazionale e dell’imperialismo Usa, è stato il principale promotore dell’eliminazione dell’art.18, per la gioia di Marchionne e di tutti gli sfruttatori della sua razza.

L’acutizzarsi della crisi del sistema capitalista condiziona ancora più fortemente la necessità dei padroni di valorizzare i loro profitti. Per ogni padrone, infatti, l’azienda è il suo capitale, gli serve a valorizzarlo e se quel profitto lo ricava con la delocalizzazione dell’azienda piuttosto che con la chiusura della stessa e l’investimento di capitali in operazioni finanziarie, non ci pensa due volte a farlo! Il capitalista non pensa e non penserà mai al futuro della propria azienda e dei propri dipendenti, ma sempre e solo al proprio tornaconto.

Per questo diciamo che gli operai devono prendere in mano le proprie aziende: per prevenire gli attacchi del padrone costruendo in ogni fabbrica organismi operai che si occupino della salvaguardia delle aziende, studiando qual è il futuro dell’azienda, quali beni può produrre che siano necessari alla popolazione del paese. Questo il primo passo: occupare la fabbrica, occuparsi del suo futuro.

Poi ce n’è un secondo che è quello per cui ogni organismo deve mettersi in collegamento con quelli di altre fabbriche per mobilitare ed organizzare le masse popolari, i disoccupati, i precari, i tecnici e professionisti della propria zona: uscire dalla fabbrica, per farsi autorità di governo del territorio.

Una cosa è certa: quando la classe operaia si muove catalizza l’attenzione di tutti gli altri settori ed ambiti della società. Le mobilitazioni di Pomigliano del 2010 sono un esempio: la caduta del governo Berlusconi ha dimostrato che i padroni non possono governare senza un certo grado di consenso e collaborazione da parte della classe operaia.

I capitalisti fanno pagare il prezzo della loro crisi alle masse popolari imponendo politiche di lacrime e sangue che ne peggiorano, progressivamente, le condizioni di vita, gettandole nella disperazione e nel caos di una vita incerta. È una guerra di sterminio non dichiarata che a fianco della distruzione dei posti di lavoro vede la progressiva eliminazione dei diritti, come quello dell’accesso alle cure mediche.

Dal 2010 al 2014, infatti, i tagli alla sanità ammontano a 31 miliardi di euro, un’emorragia di risorse che si traduce in tagli ai ticket, eliminazione di posti letto, chiusura di reparti, piccoli ospedali, distretti e punti nascita. Senza contare il peggioramento delle condizioni dei lavoratori della sanità schiacciati nella morsa del blocco del turn-over e dell’aumento del carico di lavoro.

Anche la Regione Toscana sta mettendo seriamente a rischio l’accesso al diritto alle cure per fare fronte alle voragini finanziarie create dai loro strapagati manager, Asl di Massa: 400 milioni di euro di buco, Asl di Siena: 10 milioni di euro di buco, stanno progressivamente distruggendo la sanità pubblica sui nostri territori.

La battaglia che dobbiamo combattere è una ed è quella per un lavoro utile e dignitoso, per l’accesso alle cure, all’assistenza, alla casa, allo studio. Sono i diritti che la classe operaia ha conquistato con il sangue nei decenni passati e che la borghesia vuole toglierci per salvaguardare i propri profitti.

L’alternativa è possibile: costruire un Governo di Blocco Popolare che risponda alle esigenze dei lavoratori dei disoccupati e precari, che metta in pratica, immediatamente, le misure necessarie a risollevare le sorti del Paese. Per farlo dobbiamo iniziare a coordinare le Organizzazione Operaie e Popolari per costruire un’unità di intenti e d’azione e iniziare così una nuova rete di governo del territorio

Iniziamo a farlo partecipando alla manifestazione regionale in difesa della salute pubblica promossa dal Ctds (Coordinamento toscano per il diritto alla salute) che si svolgerà sabato 21 febbraio a Firenze con partenza alle ore 15.30 da Piazza della libertà.

[comunicato carc pistoia]

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