carc. REFERENDUM CONTRO LA SANITÀ DI ROSSI, UN PRIMO BILANCIO

«Il nostro Partito trae un bilancio positivo da questa campagna nell’ottica di considerarla uno dei tanti passi fatti nella giusta direzione, cioè quella che porterà le masse popolari a “cacciare questi farabutti”»

LOGO CARCFIRENZE. Nei mesi di settembre e ottobre, insieme ai vari comitati sorti in tutta la regione, abbiamo raccolto le firme per indire il referendum abrogativo della Legge Regionale 28/2015: in meno di due mesi sono state raccolte 50.000 firme!

Questa legge nelle intenzioni dichiarate “riorganizza” la sanità pubblica in funzione del risparmio, ma di fatto accentra il potere decisionale in mano a pochi e strapagati super manager, peggiora il servizio pubblico rendendolo inefficiente, per poi sparare a zero sui danni e sui difetti appositamente generati e concludere che è meglio affidarlo alle mani di efficienti privati piuttosto che lasciarlo nel carrozzone politico degli sprechi.

Quando si parla di smantellamento dei servizi pubblici e conseguente privatizzazione, bisogna tener presente che non è la contraddizione pubblico-privato ad essere centrale bensì quella di classe: da una parte le masse popolari (quelli che per vivere devono lavorare) che vogliono vedere rispettati i propri diritti e lottano per essi (poter studiare, potersi curare gratuitamente, avere un tetto sopra la testa), dall’altra parte la borghesia imperialista (quelli che non lavorano o se lavorano lo fanno per aumentare la loro ricchezza) che ha come suo unico obiettivo aumentare il proprio capitale.

sanita toscana pubblica Comitato 21 marzoLa privatizzazione del servizio pubblico, infatti, è il modo che i capitalisti e i loro governi hanno trovato per continuare ad accrescere il capitale in questa fase di crisi acuta e terminale.

Continuare a mantenere un servizio pubblico non garantisce loro alcun profitto; per questo privatizzano ciò che di pubblico è rimasto: sanità e scuola, agendo su più fattori come la diminuzione dei lavoratori con conseguenti turni massacranti per quelli che rimangono portandoli all’esaurimento che poi si riversa su malati e pazienti, fatiscenza delle strutture pubbliche a causa dei tagli (contro le belle e lussuose cliniche private), mancanza di farmaci e materiali, lunghe liste di attesa in contrapposizione alle liste, brevissime, del privato, innalzamento dei ticket sanitari a fronte di prezzi più bassi offerti sempre dal privato.

Il nostro Partito trae un bilancio positivo da questa campagna nell’ottica di considerarla uno dei tanti passi fatti nella giusta direzione, cioè quella che porterà le masse popolari a “cacciare questi farabutti” e a costruire l’unica alternativa possibile e cioè un governo di loro diretta emanazione, sostenuto dalle Organizzazioni operaie e popolari del territorio.

Un servizio pubblico può funzionare solo se è in mano ai lavoratori e al resto delle masse popolari organizzate in comitati, che impediscono i processi di privatizzazione e diventano Nuove Autorità Pubbliche impegnate concretamente a tutelare interessi e bisogni della collettività.

Sistema Renzi & Neoliberismo oltranzista
Sistema Renzi & Neoliberismo oltranzista

Il successo della campagna referendaria è un’ennesima prova del fatto che nella regione del Presidente del Consiglio e roccaforte elettorale del Pd cresce impetuosamente l’avversione nei confronti di Renzi (50.000 firme in due mesi…), del Pd (alle ultime elezioni ha perso 400mila voti) e della sua banda tra cui Enrico Rossi, attuale governatore della Toscana, già Assessore alla sanità nel periodo in cui lievitavano i buchi nelle Asl che oggi indica come causa della distruzione della sanità pubblica.

Detto questo, non dobbiamo guardare al referendum come l’unica chance per rispedire al mittente la L. R. 28/2015: è sicuro, infatti, che i vertici del Pd faranno di tutto per sabotarlo e, se si arriverà a vincerlo, procedere comunque nella distruzione del servizio sanitario pubblico perchè loro sono i portavoce degli interessi dei grandi gruppi privati (misericordie, assicurazioni,ecc…) che dallo smantellamento della sanità pubblica hanno tutto da guadagnare!

Il referendum rischia di non servire a niente se chi lo promuove è convinto (e cerca di convincere anche coloro a cui si rivolge) che sia il fine attraverso cui vincere la battaglia contro la demolizione della sanità pubblica. Invece, è utile, anche se non decisivo, se chi lo promuove fa della campagna referendaria una campagna di organizzazione e di mobilitazione delle masse popolari: utenti e lavoratori del servizio sanitario… allora, serve eccome!

La campagna referendaria, quindi, deve essere l’ambito in cui dare seguito, estendere e sviluppare le campagne per lo sciopero dei ticket sanitari, le battaglie in difesa dei piccoli ospedali periferici, quelle contro l’apertura dei megaospedali centralizzati, quelle condotte dagli operatori della sanità per garantire un servizio pubblico ed efficiente e un lavoro utile e dignitoso, in sintesi: per promuovere il coordinamento e l’unità d’azione fra comitati e associazioni, fra medici, infermieri, ausiliari, personale esterno e utenti della sanità.

Sono loro e nessun altro che possono organizzare adeguatamente il funzionamento e potenziamento dei servizi, mobilitando i medici, gli infermieri e gli operatori disoccupati che sono necessari, stabilire cosa e quanto serve, collaborando così con tutti gli altri settori delle masse popolari alla costruzione di una Amministrazione Regionale di Emergenza che faccia fronte da subito agli effetti peggiori della crisi per le masse popolari e che abbia la forza di opporsi alle imposizioni del governo centrale.

Federazione Toscana del Partito dei Carc
federazionetoscana@gmail.com

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