CARC: «SUONA LA CAMPANELLA, È TEMPO DI LOTTE!»

Oggi sposi, un’unione felice
Oggi sposi, un’unione felice

PISTOIA. I mesi passati hanno visto la mobilitazione, ampia e dispiegata, di studenti, professori, personale amministrativo e tecnico delle scuole contro il Ddl Giannini, anche detto Buona Scuola, ulteriore atto del processo di smantellamento dell’istruzione pubblica. La riforma Giannini è parte di un progetto che viene da lontano volto a vanificare le conquiste che tra il 1945 e il 1975 consentirono l’accesso all’istruzione pubblica alle masse popolari e che, nella fase terminale della crisi del sistema capitalista, vengono progressivamente smantellate. Con questa riforma, la scuola (al pari di sanità, lavoro, servizi, ecc…) diviene merce e ognuno accede a quella che può permettersi.

Renzi esorta i privati a mettere mani e piedi sulla nostra scuola come sta succedendo a Bologna dove il tempo pieno nelle scuole verrà gestito dall’Unione degli industriali. Ma quale condizionamento subirà la didattica? Quali conseguenze per i lavoratori?

La sistematica professionalizzazione del sistema di formazione attraverso le 600 ore di inserimento lavorativo (200 per i licei e 400 per gli istituti tecnici e professionali) vengono spacciate come una grande opportunità, ma per chi? Per le aziende private che si ritroveranno ad avere manodopera a costo zero!

Le mobilitazioni in difesa di scuola e università degli ultimi 20 anni dimostrano che nessuno di coloro che sono stati, che sono e che andranno a governare sono disposti a difendere gli interessi delle masse popolari degli studenti e dei lavoratori perché farlo significa andare contro i propri. Renzi attraverso le sue politiche sta ben dimostrando quali sono gli interessi che difende: quelli degli industriali, appunto a cui apre le porte di un nuovo ambito di valorizzazione dei propri capitali, di certo non dei migliaia di precari che pensava di rabbonire con il suo faraonico (quanto inconcludente) piano assunzioni!

Le lotte rivendicative che hanno impegnato il movimento studentesco in questi anni mostrano che la strada per la difesa e il miglioramento dei diritti (lavoro, scuola, salute) è quella dell’uscita dall’orizzonte del capitalismo per la costruzione di un sistema sociale alternativo basato sulla produzione collettiva e pianificata.

Il simbolo del Carc
Il simbolo del Carc

La costruzione del socialismo, nel nostro Paese, passa dalla creazione di un Governo di Emergenza Popolare che faccia subito fronte agli effetti della crisi.

Per farlo dobbiamo costruire la rete di Nuove Autorità Pubbliche (la rete di organizzazioni operaie e popolari) che prendano in mano la direzione del Paese, parallelamente rendere ingovernabile il Paese impedendo l’attuazione delle misure del governo fino a cacciarlo.

“Far saltare” il primo giorno di scuola e organizzare un’assemblea con studenti e docenti, come hanno fatto i lavoratori a Firenze, è un’iniziativa positiva perché va in questo senso; promuove la mobilitazione, l’organizzazione e l’insubordinazione a una legge ingiusta!

Le organizzazioni studentesche devono coordinarsi tra loro (bando al settarismo, costruiamo un fronte!) e con le organizzazioni dei lavoratori della propria scuola, per iniziare ad occuparsene, prendendo in mano la direzione di tutte quelle attività che la politica locale lascia andare in malora (ad esempio promuovendo scioperi al contrario per la manutenzione degli edifici scolastici). Ma anche uscire dalle scuole per coordinarsi con il resto delle organizzazioni operaie (come quelle presenti nelle fabbriche fiorentine di Gkn, Cso) e popolari (come le Mamme No Inceneritore) per costruire una rete di nuovo potere che inizi a governare il territorio.

[carc pistoia]

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