caritas 2015. “ABITARE NELLA CITTÀ E NEI POVERI”

Un gruppo di volontarie, fuori dall’Aula Magna del Seminario, ha presentato manufatti venduti presso il mercatino solidale solitamente ospitato ogni fine settimana al circolo della Parrocchia Oscar Romero di Santomato
Presentazione Dossier Caritas 2015
Presentazione del Dossier Caritas 2015

PISTOIA. Nell’Aula Magna del Seminario Vescovile, ieri la Caritas Diocesana di Pistoia ha presentato l’annuale rapporto sulle povertà e sulla rete di ascolto e assistenza ai bisognosi.

Un rapporto di 56 pagine, con i dati raccolti dai centri d’ascolto, i luoghi in cui direttamente si incrocia la richiesta di aiuto e, nei limiti delle possibilità diocesane, l’offerta.

I centri d’ascolto (CdA) sono: il CdA diocesano di Pistoia (via Puccini); la mensa Don Siro Butelli, il Centro Mimmo, lo Spaccio della solidarietà della Misericordia di Pistoia, il Volontariato Vincenziano di Pistoia in Piazza San Leone, l’associazione San Martino di Porres, l’associazione Il DelfinoOnlus, il centro d’ascolto zonale S. Maria Assunta di Quarrata, il CdA zonale Tonino Bello di Agliana, i CdA parrocchiali di Oste (Montemurlo), Limite sull’Arno e Casalguidi, il CdA Suor Margherita Caiani di Poggio a Caiano ed i CdA zonali di Carmignano, Lamporecchio e Montale.

La redazione del dossier, coordinata da Francesca Meoni, Giovanni Cerri e Sara Lupi, ha visto anche la collaborazione degli avvocati Manuela Guzzo e Saura Bardi, perché da tre anni la Caritas offre un servizio di assistenza legale, molto richiesto nei casi di morosità incolpevole, perdita della casa o situazioni in cui ci sono profughi o ricongiungimenti familiari di cittadini stranieri.

Dal tavolo dei relatori il Vescovo Fausto Tardelli, insieme a Marcello Suppressa e don Paolo Tofani, rispettivamente Direttore e Vicedirettore Caritas, ha detto chiaramente che i numeri  sono uno specchio della nostra società moderna, in cui il profondo disagio, l’emarginazione e la sofferenza vengono  marginalizzati dalla percezione collettiva e dal dibattito pubblico, frenetico e attentissimo però su tantissimi altri argomenti.

Volontarie del mercatino Caritas santomato
Volontarie del mercatino Caritas di Santomato

La domanda esponenziale di lavoro, rivolta assai spesso da donne, ai centri d’ascolto, dovrebbe stimolare tutta la società a ripensare l’emergenza lavorativa, che sintetizza perfettamente tutte le altre crisi vissute da tanto da immigrati quanto da famiglie e pensionati italiani.

Ci sono alcune buone prassi da raccontare, come l’estensione della ritiro alimenti presso numerosi negozi o punti vendita della distribuzione organizzata: in questo modo, oltre a fornire viveri agli indigenti, quantunque non sia più il bisogno più domandato, si evita la produzione di rifiuti.

A un centro d’ascolto una mamma raccontava l’imbarazzo della figlia, che a scuola aveva sentito che è opportuno ridurre il consumo di carne rossa per motivi di benessere e salute, privilegiando legumi, frutta e verdura: loro però, a casa, avevano già iniziato l’alimentazione virtuosa, ma solo perché la carne rossa è troppo cara!

All’ingresso dell’Aula Magna un gruppo di volontarie della parrocchia di Santomato, ci ha mostrato un banchino con i manufatti venduti presso il mercatino solidale solitamente ospitato ogni fine settimana al circolo della Parrocchia Oscar Romero.

Ci sono pezzi di legno abilmente lavorati con ornamenti natalizi, componenti elettronici riassemblati come contenitori e centrini ricamati. «Non compriamo – ci dice Anna – trasformiamo ciò che verrebbe buttato in manufatti, a volte anche restituendo nuova vita a ciò che troviamo abbandonato presso i cassonetti, come le damigiane.

«Siamo 26 donne e due uomini, ci alterniamo e in fondo all’anno riusciamo a destinare circa 8mila euro al Fondo “Famiglia e Lavoro” della Caritas Diocesana. Aiutiamo gli altri e durante le ore che mettiamo a disposizione si ride, si scherza e, talvolta, si piange insieme dei problemi della vita».

[Lorenzo Cristofani]

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