carmignano. NESSUNA CITTADINANZA ONORARIA PER NINO DI MATTEO

Nino di Matteo

CARMIGNANO. Ieri sera abbiamo presentato una mozione che chiedeva al Consiglio Comunale di dare la cittadinanza onoraria al Magistrato Nino Di Matteo ed esporre sul palazzo comunale uno striscione esprimendo con questo gesto vicinanza, piena solidarietà, senso civico e morale di una comunità che intende rendere omaggio ad un uomo, simbolo di un’Italia che con dedizione, impegno e senso del dovere, porta avanti il proprio lavoro nella ricerca della verità e per il trionfo della legalità, pur conscio dei rischi e delle pressioni che minano la serenità e sicurezza sua e dei sui cari.

Noi avevamo pensato di fare una mozione facilmente condivisibile anche dalle altre forze politiche visto che il nostro comune si è presentato con il proprio gonfalone a Prato, il 21 marzo scorso in occasione della giornata dedicata alle vittime della mafia organizzata da Libera.

La maggioranza presente in Consiglio Comunale ha proposto un emendamento stravolgendo il significato della mozione. Noi per rispetto di questo magistrato condannato a morte dalla mafia l’abbiamo ritirata.

Un consigliere per motivare il diniego ha chiesto cosa avesse fatto questo di Matteo per Carmignano, come se la lotta alla mafia fosse solo un problema di Palermo.

Un altro consigliere ha proposto di sostituire la cittadinanza onoraria con un invito al magistrato per venire a Carmignano e organizzare insieme ad altri magistrati una conferenza.

A questo punto abbiamo capito che non c’era interesse a promuovere e condividere questa iniziativa. Perchè non è concepibile che un consigliere si chieda cosa ha fatto Nino Di Matteo per il nostro paese.

Così come la proposta di organizzare un evento è logisticamente impossibile per problemi di sicurezza visto che questo magistrato, che si occupa del processo sulla trattativa Stato-Mafia, per il suo impegno è stato condannato a morte da Totò Riina, e vive in uno stato di massima protezione.

Ancora una volta ha prevalso la superficialità e l’ideologia di partito sul buon senso e noi vogliamo stigmatizzare questo comportamento richiamando i membri della maggioranza ad una maggiore coscienza civile e dimostrare con atti pratici quelle che rimangono spesso solo parole.

Noi volevamo solo testimoniare la vicinanza della nostra comunità a chi combatte la mafia rischiando la vita, come già successo in tanti comuni. Non era una mozione politica.

Noi come M5S comunque, insieme al movimento delle agende rosse, troveremo il modo di dare un segnale contro la mafia, che è viva e vegeta qui in Toscana, da parte di quei cittadini che invece vogliono urlare forte e chiaro il loro no.

Oggi corre il ricordo della strage di Capaci; sarebbe stato il modo migliore per ricordare Giovanni Falcone, sua moglie e la sua scorta.

[movimento cinque stelle carmignano]

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