«CARO ROBERTO, SEI CAMBIATO TROPPO PER I MIEI GUSTI!»

Loppa e Benigni a cena a casa in via della Madonna a Pistoia
Loppa e Benigni a cena a casa in via della Madonna a Pistoia

PISTOIA. Ho letto su Facebook che a dicembre premieranno Roberto Benigni con il Nobel; la proclamazione avverrà a settembre in Svezia. Il motivo la cultura e il meglio decantatore di Dante e della Divina Commedia.

Sono felice per Roberto che aspetta questo riconoscimento da tempo, dopo il suo Oscar con il film La vita è bella, dove ho avuto la fortuna di partecipare come umile attore ed avere il mio nome stampato nei titoli di coda.

Però Roberto come sei cambiato! Da quelle notti passate insieme nella tua casa di via Querini a Roma, zona Testaccio, dove non eri ancora proprietario di mega ville come oggi, dove desinavamo nelle trattorie da Bucatino e Felice con poche lire, dove passavamo le notti a farti raccontare il mio lavoro, autista di un pulmino con i ragazzi disabili, ispirandoti poi al personaggio di Dante nel tuo Johnny Stecchino.

Poi la tua voglia di riprendere un pubblico ben lontano dai tuoi monologhi alle feste dell’Unità, con il tuo monologo dissacratorio di Cioni Mario e ben venga invito del Papa, per il tuo meraviglioso Dante e grazie per l’invito a Papigno, alla serata su Rai, dove con il tuo ultimo del Paradiso e la spiegazione strepitosa della Divina Commedia sei riuscito a fare innamorare mio figlio, che mi accompagnava, per quel Poeta.

Poi I 10 Comandamenti per dare una mano a quella chiesa che si vergogna dei suoi adepti, che pur con la tonaca si permette di violare dei bambini in tutto il mondo, nella speranza che qualche Ave Maria possa assolverli da quel peccato inumano di essere dei pedofili.

La notizia svedese
La notizia svedese

Ultimamente sei stato una manna dal cielo per il tuo amico Matteo Renzi e tutta quella politica di sinistra ben lontana dalle feste dell’Unità che mi facevano emozionare da giovane umile sognatore, quando salivi su quei palchi pieno di tanti giovani come me che ti applaudivano e ridevano, ridevano, ridevano.

Sinceramente quando su Rai 1, hai spiegato l’Inno di Mameli, io non ho riso e sinceramente mi sono vergognato, che quelle meravigliose parole fossero, a rappresentarle, i tanti politici inefficienti e corrotti che ci rappresentano, soprattutto verso chi aveva degli ideali, a prescindere dai tanti soldi che riempiono il portafoglio!

Finisco questo mio pensiero con le tue parole del Robertaccio giovane: quando ti premiarono a Cinecittà con la statuetta di Donatello, dicesti che eri felice di essere premiato, ma era un premio che davano a cani e porci.

Lo dicesti alla Benigni e tutto il teatro rise perché ogni tua parola non ha un filtro ed è questo che fa di noi toscani dei dissacratori.

Ora, caro Roberto, questo premio, che tu riceverai con tutti gli onori, meritatamente, in Svezia e in tutto il mondo, io da toscano come sei tu e come è il tuo amico Renzi, lo vedo proprio come un premio da cani e porci: ma se dovessi passare una serata in buona compagnia, eviterei i tuoi amici clericali, politici e culturali e la passerei in uno stalluccio, oppure in un canile; perché forse ritroverei quelle risate che mi facevo, quando con il nostro amico Carlone Monni, ci deliziavi in televisione con quel mitico tele vacca!

Loppa

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4 thoughts on “«CARO ROBERTO, SEI CAMBIATO TROPPO PER I MIEI GUSTI!»

  1. Bè…parliamoci chiaro: Benigni ha avuto due vite. Una fuori dal coro e quella successiva come solista del coro….bravissimo, coltissimo ma gran ruffiano.
    Massimo Scalas

    1. vabbè: diciamo che oggi in Italia su cento persone ce ne saranno 5 he conoscono la Divina Commedia per intero (forse)….si capisce bene che il ragazzo è intelligente ed ha studiato: diamo a Cesare ciò che è di Cesare, sennò non siamo credibili mentre lo si critica. A mio avviso e per quel che mi riguarda.
      Buona serata

  2. Scusi, Paolo_36, ma il sig. Scalas ha ragione.
    Se un Dario Fo ha ricevuto il Nobel, perchè Roberto no? Guardi che Roberto ( Benigni) è il cantore della Canzone del Corpo sciolto. Roba da comunisti acculturati , progressivi e progressisti. Io sono pienamente d’accordo con il Nobel a Roberto; anzi, glielo darei ex aequo con Napolitano. A quest’ultimo per la medicina: era amico dei compagni russi che fecero “vedere” i carri armati anche ai cechi ( intendo cecoslovacchi……).

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