carta canta • 2. ALLA FINE TUTTO TORNA: BELLA STORIA DAVVERO QUELLA DEI CANCELLI SULLE INTERPODERALI E DELLE CATENE PER PASSO CARRABILE SULLA VICINALE DI VIA DI LECCETO

Più si va avanti sulle storie di Lecceto e più si capisce che Quarrata non ha né amministratori né tecnici degni di tale nome. E fa impressione pensare che la procura della repubblica di Pistoia non ha preso in mano neppure uno dei documenti (falsi o falsati) che hanno ridotto il borgo collinare in una discarica di abusi edilizi nel silenzio generale di maggioranze e opposizioni


Se si fosse trattato di quattrini, ci saremmo trovati davanti a una operazione di riciclaggio. Era stato già tutto autorizzato nel 1999? E nessuno aveva chiarito al Perrozzi e ai suoi tecnici che vicinali/interpoderali e pertinenze non possono essere chiuse ma devono essere mantenute aperte all’uso pubblico e di pubblica utilità?

 

 

 

 

 


 

SE TU CHIUDI COL CANCELLO

ALLA FINE FAI UN MACELLO!

 


Godétevi questa bella planimetria e studiatevela bene. È un invito rivolto anche alla procura di Pistoia

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


Ecco le due piazzole del miracolo Lecceto/Perrozzi

 

MI SEMBRA di aver letto da qualche parte, fra le innumerevoli denunce del ragionier non-dottor Romolo Perrozzi (se sbaglio scusatemi: ma me ne ha fatte una trentina o più, quindi credo di poter essere giustificato…), che il Ctu esperto contabile del Tribunale di Pistoia, forse anche ben noto allo stesso signor Claudio Curreli, mi accusava di averlo calunniato per aver scritto che «lui medesmo, concittadino di Ignazio Silone e delle Terre del Sacramento, aveva chiuso con catene le sue (?) due piazzole di via di Lecceto».

Lui – mi pare di ricordare – sosteneva di non averlo mai fatto: ma le menzogne e le prises de cul non durano in eterno. Perché i fatti parlano da sé, anche se la procura di Pistoia non li vuole sotto gli occhi e preferisce costruire le proprie accuse sul nulla di fatti.

Quando al ragionier non-dottor Romolo Perrozzi prese lo schiribizzo di iniziare a tormentare me e la mia famiglia, forse solo perché si era imbizzarrito come un cavallo per il fatto che gli avevo chiesto in che cosa si fosse laureato [nessuna risposta mai: però amava presentarsi come Dott. Rag. Romolo Perrozzi – glielo chieda anche lei, signora Elena Giunti…]; quando accadde questo, dicevo, la prima reazione del Perrozzi fu quella di chiudere con le catene le due piazzole di pertinenza e uso pubblico presenti a Lecceto. Così mia figlia e il suo compagno cominciarono a passarne d’ogni colore per poter raggiungere e vivere la loro abitazione.

A chiusura piazzole avvenuta (ricordate che le strade vicinali/interpoderali non possono e non devono essere ostruite neppure nelle piazzole e nelle pertinenze che ad esse fanno capo) ebbi – e non da solo – un incontro con l’allora segretario generale di Quarrata, il dottor Giuseppe Aronica, oggi a Pescia. Vi risparmio la data, l’ora e il momento, ma, se volete e siete curiosi, vi scrivo un articolo appositamente dedicato all’argomento.

In quel tempo, come si legge nel Vangelo, Aronica convocò anche l’allora comandante dei vigili, il geometra Oliviero Billi (oggi leghista di Agliana) e il geometra Giorgio Innocenti, dell’ufficio lavori pubblici o simili. Venne fuori che entrambi furono costretti a mandare una ispezione a Lecceto (vigili più geometra Innocenti) e fu appurato che:

  1. il Perrozzi, da vero cittadino modello, aveva chiuso le piazzole con le catene e senza permesso

  2. che quelle catene non erano autorizzate

  3. che quelle catene, in quanto non autorizzate, dovevano essere rimosse

Ed ecco il cancello del miracolo chiusura dell’interpoderale che ne blocca altre due…

A dire questo – vorrei ricordarlo pubblicamente al ragionier non-dottor Perrozzi, Ctu del tribunale di Pistoia – fu, all’epoca, l’architetta Nadia Bellomo, altra notevole campionessa di sorveglianza edilizia e bla bla bla.

Furono rimosse le catene? Non ci credete nemmen voi! Anzi il ragionier non-dottor si affrettò a chiedere la sanatoria di ciò che aveva pasticciato sulle piazzole e, inoltre, anche del cancello di chiusura della strada interpoderale che correva, sì, su suo terreno, ma che, in quanto vicinal-interpoderale, doveva restare aperta all’uso pubblico. Tutte queste cose ve le ho già raccontare altrove. Andate a rileggervele con attenzione.

Il ragioniere di Pescina, per sanare i suoi abusi, si rivolse allo Studio Sassaroli; e ve ne metto a disposizione tutte le carte: perché è un dovere, non di Edoardo Bianchini, di sputtanare qualcuno a gratis secondo la versione accusatoria Curreli/Martucci; ma di un qualsiasi normale giornalista o di un cittadino comune, per fare vedere ai quarratini l’inefficienza e l’inutilità dei politici e degli amministratori che si scelgono per farsi prendere in giro.

Questa perfetta operazione di colpo (illecito) di spugna avvenne sotto il sindaco più inutile di Quarrata, la super-permalosa dottoressa Sabrina Sergio Gori. L’assessore ai lavori pubblici, all’epoca (2008), se non sbaglio era l’altro super-inutile Mazzanti. Chiedo venia in partenza se ho sbagliato qualcosa. Le carte – e autentiche: non come quelle false del Comune e del Gelli – ci sono tutte e le conservo con la massima cura.

Lo studio Sassaroli presentò due domande a sanatoria:

  1. per il cancello realizzato nel 1995, ma evidentemente non in regola (quello che chiudeva una (+ altre due collegate) strade interpoderali – quindi Perrozzi non era in regola neppur lì…

  2. per le due piazzole le cui catene dovevano essere tolte in quanto non autorizzate, ma che di fatto nessuno (né il Billi né l’Innocenti) avevano toccato

La regalìa del Comune di Quarrata (o lo vogliamo chiamare, signor Curreli e procura di Pistoia, col nome più appropriato: favore) fu, intanto, questa e in duplice copia.

Nessun geometra, nessun architetto, nessun ingegnere seppe e/o volle dire all’ingegner Sassaroli che, le terre agricolo-agrarie, pur se di proprietà, ove vincolate da servitù di pubblica utilità consolidata nei tempi, non sono assolutamente esclusive.

Risultato: e nessuno vede nulla a cominciare dalla procura che inquisisce e rinvia a giudizio chi chiede l’applicazione della legge. Bell’Italia eh, democratici?

Così il ragionier non-dottor Romolo Perrozzi ottenne un bel regalo che non gli era dovuto: e dal 2008 ad oggi continua a imperversare – peraltro sorretto da un impianto accusatorio fasullo e traballino – con una serie di comportamenti che (mi perdoni la procura) sono, quelli sì, da stalker: mentre io che scrivo sono il vero perseguitato dal momento che sono stato costretto a cambiare i miei precedenti stili di vita. O provate a dimostrare il contrario, furboni!

Tutto questo cui prodest, a chi fa comodo? A me, Edoardo Bianchini, o al ragionier non-dottor Romolo Perrozzi tanto amorevolmente seguito e vezzeggiato dalla procura?

A mio parere sarebbe assai meglio che la procura iniziasse a esaminare i documenti, prima di rischiare di combinare altri guai all’infinito!

E tu, Mazzanti, parla col tuo segretario Guerrera. Pensate seriamente di fare ciò che avreste dovuto e vi siete rifiutati di fare: liberate il Montalbano dai cancelli e dalle catene che avete fatto piazzare dovunque perché siete politici e amministratori solo da burraco e da romanzi di avventura.

Lo stesso vale anche per le Signore Opposizioni (si fa per dire!) di Quarrata.

Edoardo Bianchini
[direttore@linealibera.info]


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