casalwall west story. L’ASSEDIO ALLA CAROVANA DI LUNARDI E LA DECISA RISPOSTA DEL SINDACO: «NO PARTITI A FARE CASINO!»

LA MANOVRA. Sembra che l’assessore “in bilico” sia stato individuato, dal terzetto La Pietra-Pira-Boni, in Roy Bardelli: convincere lui per fare posto al leghista Giovannelli (ma è vero che scrive sui social sotto lo pseudonimo di Nelli?). E si sente in giro che Roy potrebbe accettare: gli hanno forse promesso un posto in qualche partecipata? Se così fosse, èccoti un altro dei puttanai classici della s-politica («s» sta per sudicia). Comunque, ad annusare l’aria, c’è da credere che, se entrasse in giunta il “cardinale in pectore”, potrebbero anche iniziare problemi di retta del carro-Lunardi. Perché quando entrano in moto i politici e arruffano i civici, sono i gatti neri stessi a toccarsi le palle se se li trovano dinanzi mentre girano!

NELLA GIUNTA DI PIER NESSUN PARTITO

OSI PENSAR DI METTERE IL SUO DITO!


Cristiano Giovannelli (Lega). Sarà lui che salirà a cassetta?

 

«ASSALTO alla carovana» è il titolo del film che si sta girando in questi giorni a Serravalle. La trama è delle più classiche. Un gruppo abbastanza ristretto di coloni cerca di giungere a fine consiliatura (mancano appena due anni ad avvistare la terra in cui la carovana è diretta), ma l’ultima parte del viaggio, fra canyon e indiani, diventa sempre più difficile e faticosa da percorrere. In qualsiasi momento si possono vedere segnali di fumo e ad ogni sosta i carri devono essere disposti in circolo contro l’attacco improvviso dei Sioux.

I coloni tremano, ma la guida, con la stessa sicurezza di un John Wayne (e non tanto da Ombre rosse, 1939; quanto da McLintock!, 1963, con scazzottate mirabolanti) li porta a destinazione fra mille difficoltà.

Il John Wayne di turno è un ex-maresciallo della forestale di Castellina e si chiama Piero Lunardi; la carovana è la sua giunta (che ogni tanto qualche cazzata e anche un po’ di più la fa – ma forse mai quante ne hanno fatte i compagni delle carovane democratiche precedenti) e i Sioux sono le due grandi tribù FdI e Lega più i sopravvissuti di Fi, che periodicamente vanno all’attacco della carovana non “per qualche dollaro in più”, ma per una seggiola o due in giunta. Vi è piaciuta la metafora? E sarà piaciuta anche al signor Massimiliano.Vab difensore dei presidi e delle maestrine della Cgil?

La lega serravallina nel 2017 parlava così

L’ultimo attacco alla carovana è un uovo di appena un giorno. Di nuovo un uovo, bucato di sopra e di sotto, ma che, per il grande capo Toro in Piedi e la Lega che lo accompagnava insieme a Massimo Boni, si è risolto in un uovo vuoto: dentro non c’era nulla, perché John Wayne di Castellina ha detto con molta decisione «dio me l’ha data (questa giunta – n.d.r.) e guai a chi me la tocca!». Ho fatto un po’ di confusione con Napoleone, ma la sostanza c’è tutta.

La manovra combinata dei Sioux sarebbe stata la seguente: io, Toro in Piedi dei Fratelli Sioux, cedo a te, alleata Lega, un posto a cassetta sul primo carro di Loonardee (si legge Lunardi), che dovrà buttar giù uno dei suoi aiutanti. Sarà Roy? Il suo posto sarà per Cristiano Giovannelli, che potrà così incassare un frigorifero o una lavastoviglie in giunta, anche se nessuno della tribù Lega ha mai fatto campagna con Loonardee e anzi, in campagna elettorale, la Lega remò sostanzialmente contro il capo-carovana.

Alla fine il Senatore ha scelto Barabba, perché… il sangue non è acqua

Sulla merce di scambio per Giovannelli, sembra che Toro in Piedi abbia buttato (non giù da cassetta, ma direttamente a mare) piccola squaw Elena Bardelli (Penna Nera), organizzatrice storica di Fratelli Sioux della riserva di CasalWall, sacrificata al contrasto fra lei e la sorella di Toro in Piedi.

Del resto il grande capo, sempre pronto a strapparsi i capelli dallo scalpo con Penna Nera, dicono che si è rotto le scatole di CasalWall per i dissidi interni fra i Fratelli Sioux, e preferisce lasciare il territorio agli indiani Papeete, che erano risultati, sembra, il primo partito della riserva indiana.

«La mia carovana non si tocca!» ha strillato Loonardee. «Chi vorrà andarsene, dei miei, potrà farlo liberamente: ma non sarò io a buttarlo di sotto al carro per far posto ad estranei».

La decisione di Loonardee, viso pallido che non parla con lingua biforcuta (e che lo ripete da un bel pezzo) sembra abbia spiazzato la lega indiana. E anche per stavolta la carovana si è salvata. La attende però un biennio finale duro e faticoso per arrivare al territorio di fine Consiliatura su un terreno accidentato su cui non mancheranno anche scontri con gruppi di Comanches della tribù dei PeeDee, in questo momento un po’ malridotti e con le toppe ai pantaloni di pelle di daino per varie lotte interne di potere e complicate vicende che minano la conservazione di uno dei templi del loro culto, il famoso Masott’s Archee (leggi: Masott’s Arci).

Anche Raffaele Landi dirà la sua

«Quello che hai visto ricordalo perché quello che non hai visto ritorna a volare nel vento»
dicono gli indiani Navajo.

Domanda finale. Grande Capo Toro in Piedi cosa avrà ceduto alla Lega, su Pistoia o altrove, pur di levarsi la Bardelli dai corbelli (e scusate la rima…)?
Avviso ai lettori. Uno di questi giorni pubblicheremo una piccola intervista a Raffaele Landi, fuggito dalla maggioranza, che ci rivelerà come la pensa su Serravalle & dintorni.

Edoardo Bianchini
[direttore@linealibera.info]
Libertà di espressione

Alla fine qualcuno ci rimetterà le penne?

 

«Non è necessario per le aquile essere corvi. Siamo poveri … ma siamo liberi. Nessun uomo bianco controlla i nostri passi. Se dobbiamo morire … moriamo difendendo i nostri diritti» [Toro Seduto]


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