CASETTA PULLEDRARI, DANNI COLLATERALI

La Casetta sotto la neve
La Casetta sotto la neve

MONTAGNA. Ci vorrà del tempo, forse molto, ma sono certa che la magistratura consegnerà alla giustizia i responsabili dell’ormai famoso, a livello locale, quanto stranamente snobbato dai mezzi d’informazione nazionali, Ammanco della Comunità Montana Appennino Pistoiese.

Sarà allora che la popolazione della Montagna potrà avere risposte, sarà allora che i colpevoli pagheranno. Ma saranno solo i colpevoli a pagare per l’amministrazione “non convenzionale” di un Ente che manipolava e gestiva un capitale, sia finanziario che immobile, di svariate decine di milioni di euro?

Purtroppo, a quanto pare, no!

Questa mia affermazione nasce da una notizia, naturalmente passata nella più grande indifferenza, che poco meno di un mese fa è stata pubblicata da La Nazione. Nell’articolo in questione, la famiglia Ponis, che da 12 anni gestisce l’immobile “Casetta de’ Pulledrari” nella Foresta del Teso, denunciava la volontà della Provincia di Pistoia, che ha in carico il patrimonio che gestiva l’ex Comunità Montana, di non volergli rinnovare la concessione ed anzi, in una lettera pervenuta lo scorso novembre ne chiede la restituzione delle chiavi entro fine gennaio; causa di questo impeccabile, quanto mai frettoloso provvedimento sarebbe la “morosità” dei gestori nei confronti dell’Ente, crimine per cui tale famiglia non può richiedere né tantomeno ottenere il rinnovo della concessione. Fatto sta che pochi giorni fa tre incaricati della Provincia si sono presentati al cospetto dei gestori e dei clienti presenti della Casetta de Pulledrari per ritirare le chiavi, pronti a sbattere fuori dal lavoro, nonché di casa (i Ponis risiedono in quella struttura), sei persone tra le quali una bambina.

Sembrerebbe “quasi” un provvedimento legittimo se non fosse che questa famiglia, alla Provincia di Pistoia, non deve proprio niente, semmai ha da avere!

Vi spiego perché, premettendo che ho seguito la questione durante il mio mandato da Vicesindaco del Comune di San Marcello e che quello che sottoscrivo l’ho già scritto, in una mia dichiarazione spontanea all’avvocatura della Provincia, che ben si è guardata dal convocarmi e ascoltarmi di persona.

La Casetta de’ Pulledrari è una struttura situata nella Foresta del Teso, sopra Maresca. Questa struttura un tempo bivacco per i muli, poi rifugio infine albergo e ristorante, negli anni ha ospitato varie gestioni, senza descriverle nei particolari ci basti sapere che tutte, bene o male, garantivano una fruizione dei servizi nei soli mesi estivi e nei giorni di festa.

Lodevole e, aimè, sfortunata, fu la cordata di marescani e non, che cercando di dare nuova dignità al locale e garantirne una gestione seria e continuativa finirono per rimetterci, come si dice “ ranno e sapone”. Dopo di loro un seguire di gestioni che cercavano di sfruttare lo sfruttabile, intanto il tutto andava in dismissione e il posto diveniva sempre più abbandonato. Fu allora che la Comunità Montana decise di fare un bando per la gestione dell’intera struttura al quale partecipò la famiglia Ponis che si aggiudicò la gestione.

La Casetta Pulledrari nella foresta del Teso in una antica cartolina
La Casetta Pulledrari nella foresta del Teso in una antica cartolina

Il buon fine del bando ebbe grande risonanza sulla stampa locale e l’allora Presidente della Comunità Montana affiancato dall’allora Sindaco di San Marcello ne decantarono le lodi traendone beneficio d’immagine nei confronti della popolazione Marescana, che tanto ha sempre tenuto a quell’area. Dalla direzione tecnica dell’Ente, intanto, veniva anticipata la partecipazione ad un bando di finanziamento che avrebbe portato nelle casse dalla Comunità Montana circa un milione di euro destinati alla ristrutturazione e l’ampliamento dell’intero complesso.

I Ponis, preso possesso della struttura, si misero subito all’opera per pulire e ristrutturarla al fine di renderla funzionante il più presto possibile e per portare avanti gli impegni presi in fase contrattuale. Fu in seguito a un controllo dei Nas (è da questo momento che vengo a conoscenza della questione) che i gestori ebbero modo di scoprire, con grande stupore e disperazione, che la Casetta de’ Pulledrari, nella quale avevano investito già svariate migliaia di euro, che gestivano e dove abitavano in 8 persone (allora 4 minori) con regolare residenza, non era abitabile!

La Comunità Montana aveva affidato, dietro bando, una struttura inagibile e per questo senza abitabilità!

Non idonea al servizio richiesto dal bando stesso e le licenze, rilasciate a suo tempo dal Comune di San Marcello al precedente gestore, che i Ponis avevano acquistato con regolare rogito notarile, erano carta straccia!

La questione era molto intricata in quanto per poter regolarizzare le licenze andava prima regolarizzata l’agibilità della struttura e procedere agli accorpamenti necessari, per fare questo dovevano essere fatti dei lavori strutturali straordinari molto ingenti sia a livello economico che edile.

A proposito! Nel frattempo si ebbe conferma di un dubbio che ci girava per la mente: per la Casetta de’ Pulledrari non esisteva alcun finanziamento pubblico e l’Ente non aveva partecipato a nessun bando (sbadati!).

Al fine di definire la questione mi feci promotrice di una serie di incontri tra le rappresentanze politiche e tecniche dell’Ente (ometto nomi e cognomi che comunque ho elencato nella dichiarazione all’Avvocatura della Provincia) che si prodigarono, a parole, nel rassicurare i Ponis riguardo alla solerte sistemazione invitandoli ad eseguire i lavori necessari e, udite udite, gli accorpamenti urbanistici in Comune, dopodiché avrebbero provveduto a trovare il modo di risarcire delle spese sostenute.

Fu così che con la determinazione nr. 699 del 30/12/2008 con oggetto: L.R. 39/2000 e 77/2004. Interventi per la conservazione e manutenzione del P.A.F.R. riconoscimento oneri per l’adeguamento delle strutture del complesso edilizio “Casetta Pulledrari”. Definizione per compensazione la Comunità Montana decretava: RILEVATO E CONSTATATO che la concessionaria al fine di adeguare e rendere fruibili i beni oggetto di concessione ha utilizzato risorse proprie per complessivi € 189.872,00 come da fatturazioni e nota fotografia e descrittiva di data 08/10/2008…

Luisa Soldati
Luisa Soldati

Come d’accordo vennero detratti subito € 61.257,37 di canoni per il resto continuarono con accordi e rassicurazioni “naturalmente” informali, così che i gestori seguendo le indicazioni trattennero a garanzia le quote relativo all’affitto continuando a presentare, come richiesto, le fatture dei lavori che nel frattempo continuarono.

Chiusa la Comunità Montana ma non la questione relativa alla regolarizzazione dei conti e della concessione, i Ponis hanno subito cercato e ottenuto un incontro con la Provincia contattando la Presidente Fratoni e mettendola al corrente della storia, argomentando e presentando la precisa documentazione, la Presidente si rese subito disponibile al fine di trovare al più presto una soluzione.

Eccola la soluzione tanto agognata! Andate via! Chi ha dato ha dato e chi ha avuto ha avuto!

Oggi la Casetta de’ Pulledrari, grazie al duro lavoro, alla volontà, alle spese e soprattutto all’amore della famiglia Ponis non è più il luogo abbandonato e dismesso di una decina di anni fa, oggi è un rifugio sempre aperto, un buon albergo ristorante con camere accoglienti anche per portatori di handicap, c’è un piccolo parco giochi per i bambini, un campetto per la pallavolo, un parcheggio (visto che quello pubblico è stato venduto dalla Regione ai campeggiatori e ne è “sconsigliato” l’utilizzo), ha un sistema di fognature, il bosco intorno e la vecchia pista da sci è diventato un giardino, la pulizia regna sovrana e i fornelli della cucina sono sempre accesi. Chiunque, nel paese di Maresca ma anche altrove, vogliate intervistare vi dirà le stesse cose che vi ho descritto.

Detto questo vorrei sottoporvi delle domande che mi frullano nella testa:

  • Come mai se non c’erano accordi relativi allo scomputo degli oneri di canone, la Comunità Montana non ha mai richiesto ai gestori la regolarizzazione del dovuto?
  • Come mai, considerato che sono molte le concessioni dell’ex Comunità Montana irregolari, ci si accanisce proprio su questa, ora che è tutta sistemata e rilanciata sul mercato turistico?
  • Come mai, mentre la Doganaccia, che aveva una situazione debitoria simile, la Provincia ha provveduto, giustamente, a sanarla lo scorso anno, invece sulla Casetta la solita soluzione non è neanche presa in considerazione?
  • Come mai c’è tanta fretta di sbattere fuori una famiglia e chiudere una struttura turistica pienamente operante che impiega 5-6 persone in inverno e anche il doppio in estate?
  • Pare che le pressioni arrivino direttamente dal nuovo Ente Regionale che gestisce il demanio regionale: come mai il Presidente Rossi tanto interessato e attento non è interessato a salvare questa azienda e l’indotto importante che interessa l’appurata buona gestione dell’area?
  • Come aveva fato il Comune di San Marcello a rilasciare delle licenze e delle residenze su una struttura inagibile?

Tra non molto, quando avranno finito di scannarsi per assicurarsi una candidatura alle regionali, i candidati verranno a promettere effetti speciali con esplosioni di opportunità e sviluppo, anche turistico, della montagna.

Lo fanno da sempre: i risultati di quelle promesse sono in vista a tutti noi. Anche ai Ponis avevano elargito promesse e rassicurazioni…

[*] – Lettrice, ospite

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