caso copit. IL GIP ARCHIVIA L’INDAGINE A CARICO DI DANIELA BELLITI

«Sto valutando, assieme al mio legale, di tutelare la mia persona nelle sedi competenti, anche per veder riparato il danno morale e politico che è mi stato arrecato. Lo ritengo un atto dovuto, non soltanto per rimarginare una ferita che ha segnato la mia vita, ma anche per stigmatizzare ogni strumentalizzazione della giustizia a scopi politici, che rappresenta la peggiore forma di degrado della sfera pubblica»
Daniela Belliti, Vicesindaco di Pistoia

PISTOIA. Il 30 marzo scorso, con deposito il 31 marzo, il Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Pistoia ha emesso il decreto di archiviazione totale dell’indagine che mi aveva coinvolta, ormai tre anni fa, insieme al Presidente di Copit Antonio Di Zanni, al dirigente del Comune di Pistoia dott. Arnoldo Billwiller, e ad altra persona, poi individuata come un broker assicurativo di Milano.

Riepilogo brevemente la vicenda.  Il 22 novembre 2014 ricevevo l’avviso di richiesta di proroga di indagini  preliminari, che sarebbero iniziate nel 2013 per fatti non indicati nella notifica, essendo, per quella fase, non accessibili informazioni e documenti.  I reati che mi venivano imputati erano quelli, gravissimi, di concorso in tentativo di peculato e estorsione.

In coerenza con la scelta di trasparenza assoluta assunta da questa amministrazione comunale, decisi di darne subito comunicazione pubblica al Consiglio Comunale e alla città, dopo essermi recata presso la Procura chiedendo di essere immediatamente ascoltata.

In quella comunicazione sostenevo: “Ignorando, al momento, la specificità dei fatti che mi sono contestati, non posso che auspicare un rapido chiarimento della vicenda. che allo stato attuale non solo non conosco, ma nemmeno sono in grado di immaginare, essendo tali ipotesi di reato totalmente estranee al comportamento da me sempre tenuto sia nella dimensione pubblica sia nella dimensione privata. Sono perciò serena circa gli esiti di questa indagine, che- ne sono sicura – può scavare in profondità in ogni mia azione e parola, senza trovare alcun elemento di conferma circa gli addebiti provvisori che mi sarebbero mossi.”

In quel dibattito, assunsi l’impegno di aggiornare costantemente il Consiglio Comunale circa gli sviluppi di questa incredibile vicenda. Ma da allora non sono stata destinataria di informazioni ulteriori, né la mia richiesta di essere ascoltata è mai stata accolta. Nello scorso mese di settembre il mio legale mi ha informato che il pubblico ministero avrebbe presentato richiesta di archiviazione. Oggi posso comunicare ufficialmente che in data 31 marzo è stato depositato il decreto di archiviazione totale dell’indagine e informare la città della sua origine e dei fatti oggetto di approfondimento.

L’indagine prende avvio dall’esposto presentato dall’ex assessore Ginevra Lombardi in data 27 maggio 2013, ovvero 4 giorni dopo l’uscita dalla giunta comunale. Esposto nel quale, tra varie altre cose, si sollevavano questioni di dubbia legittimità per alcune attività poste in essere  da  dirigenti e amministratori del Comune di Pistoia relativamente all’azione di risanamento del bilancio di COPIT e al tema dei corrispettivi – tema su cui, peraltro, Copit ha vinto al TAR il contenzioso aperto con la Provincia. “L’articolata attività di indagine – si legge nel decreto – non ha evidenziato, ad avviso di questo giudice, profili di responsabilità penale a carico degli indagati”.

VicesindacO Belliti e Presidente Copit [dal Tirreno web]
In merito all’argomento di indagine, torno ancora a citare un passaggio della comunicazione svolta in Consiglio Comunale il 24 novembre 2014. “Ci tengo fin da ora a precisare che, apparendo l’oggetto delle indagini riferirsi ad una vicenda che riguarda la gestione della azienda Copit Spa,  i rapporti con quest’ultima e con il suo presidente sono sempre stati ispirati alla funzione di indirizzo e controllo dell’azienda, indicando l’obiettivo del risanamento, della riduzione dei costi di gestione, e di un investimento forte sulla qualità del servizio. Tant’è che, come tutti voi sapete, grazie ad una spending review mirata e ad un efficientamento del servizio, Copit è passato da un disavanzo di oltre 1.400.000 euro del 2012 ad un utile di 162.000 euro nel 2013.”

Ricordo questi dati, inconfutabili, frutto del durissimo e difficile lavoro compiuto in questi anni nell’azienda Copit, perché avrebbero dovuto di per sé essere sufficienti a smentire dubbi e illazioni. Sono state invece svolte delle indagini, e a supporto di queste, intercettazioni telefoniche, per un intero anno (dal 13 giugno 2013 al 12 maggio 2014, costate peraltro alcune migliaia di euro), per fugare sospetti derivanti da una distorta lettura dei fatti e da evidente impreparazione di chi li ha rappresentati. Come dicevo al Consiglio Comunale, chi mi conosce sa che atteggiamenti meno che trasparenti e corretti mi sono del tutto estranei, avendo ispirato l’intera mia vita pubblica all’etica della responsabilità, al rigore, fino anche al sacrificio personale. E poiché Ginevra Lombardi mi conosce, il suo tentativo di gettare ombre sulla mia condotta non poteva che essere mosso da altre intenzioni.

Sto valutando, assieme al mio legale, di tutelare la mia persona nelle sedi competenti, anche per veder riparato il danno morale e politico che è mi stato arrecato. Lo ritengo un atto dovuto, non soltanto per rimarginare una ferita che ha segnato la mia vita, ma anche per stigmatizzare ogni strumentalizzazione della giustizia a scopi politici, che rappresenta  la peggiore forma di degrado della sfera pubblica.

Abbiamo appreso che Ginevra Lombardi si candiderà alla carica di Sindaco di Pistoia; considero positivo il fatto che prosegua la sua battaglia contro l’attuale amministrazione con la politica, e non più con le denunce – evidentemente inutili e inefficaci. Ma allo stesso tempo è bene ribadire che il governo di una città è cosa troppo seria per essere condizionata da risentimenti e rivalse personali.

[belliti – comunicato]

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