CASTELLI (CONFARTIGIANATO): «NO AL ‘SEMAFORO’ INGLESE»

«Italia si batte per qualità. Il Parlamento europeo ha raccolto le nostre sollecitazioni»
La Confartigianato di Pistoia
La Confartigianato di Pistoia

PISTOIA. L’Europarlamento ha bocciato, grazie anche all’impegno dei parlamentari italiani, il sistema inglese dell’etichetta “a semaforo” sugli alimenti e ha chiesto di rimettere in discussione il fondamento scientifico dei profili nutrizionali.

Alla soddisfazione espressa dal presidente nazionale di Confartigianato, Giorgio Merletti (“Il Parlamento europeo ha accolto le nostre sollecitazioni. Non si può bloccare gli alimenti in base alle loro caratteristiche nutrizionali”), si aggiunge quella di Gaddo Castelli, presidente degli alimentaristi di Confartigianato imprese Pistoia.

“Nel nostro paese sappiamo che non sono tanto gli alimenti in sé per sé che causano obesità – afferma Castelli – ma l’uso che se ne fa in abbinamento con altri generi e lo stile di vita sedentario.

Le etichette a semaforo sono concettualmente sbagliate nel caso in cui colpiscano alimenti storicamente presenti nelle tradizioni popolari e appartenenti al patrimonio culturale di ogni nazione, i formaggi per esempio sono un retaggio non solo italiano che risale agli albori della civilizzazione e perpetrato per secoli”.

Classificare gli alimenti soltanto in base al loro contenuto di sale, zucchero e grassi, significa paradossalmente penalizzare molti cibi della dieta mediterranea. In realtà non esistono cibi buoni o cattivi ma soltanto diete più o meno equilibrate, sulla base di come gli alimenti vengono associati tra di loro secondo le abitudini e le tradizioni dei diversi Paesi.

Senza considerare l’impatto economico provocato dalle soglie dei profili nutrizionali che rischiano di provocare gravi conseguenze sulla filiera agroalimentare italiana (formaggi, carni, dolci, e in generale prodotti tipici con marchio di qualità Dop, Igp, Stg) che, soltanto nell’artigianato, conta 91 mila imprese con 160 mila addetti. Si finisce così per giustificare l’imposizione di tasse supplementari o altre forme di restrizione, come appunto l’etichettatura a semaforo contro la quale Confartigianato si batte da sempre.

“Nei paesi anglosassoni – osserva il presidente Castelli –, sempre vittime di cattive abitudini alimentari, si è creata una corrente di pensiero che tende a demonizzare certi tipi di alimenti per arginare il fenomeno dell’obesità soprattutto infantile. Sarebbe un grande sbaglio se mettessimo a repentaglio le tradizioni di ogni nazione con queste etichette anziché favorire una educazione alimentare che insegni come assumere un giusto regime alimentare da abbinare ad una giusta attività fisica”.

[confartigianato pistoia]

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