CATALANO-BALDI & SERRAVALLE SENZA PACE

Il palazzo municipale di Serravalle capoluogo
Il palazzo municipale di Serravalle capoluogo

SERRAVALLE. [e.b.] C’è una legge chimica che dice che niente si crea e niente si distrugge, ma tutto si trasforma. Il problema è quello di un Comune in cui, come abbiamo scritto ieri (vedi), la tensione sta salendo perché il prossimo turno bussa alle porte e, nonostante i vari problemi che Serravalle dovrà affrontare in un futuro più o meno prossimo, in molti ambirebbero, come direbbe Dante, a sobbarcarsi per guidare le sorti comuni del Comune.

L’Assessore Gianfranco Spinelli
L’Assessore Gianfranco Spinelli

Gianni Catalano è un problema, ma non il solo. È un problema perché sta in mezzo a due schieramenti (troiani-achei come nell’Iliade?) che si stanno facendo la guerra: quelli di Masotti – prima mischiati a quei di Casale nelle varie feste… – hanno ricevuto l’ordine, così si dice, di non mischiarsi più. E viceversa. E così ognuno si è ristretto all’interno del proprio territorio, che, nel caso di Serravalle, è assolutamente disomogeneo: tant’è che nel 1988-89 Casalguidi pensava di fare una secessione per metter su Comune per proprio conto, ricordate?

Leardo Corsini
Leardo Corsini, ex-Sindaco e maggiorente del Pd

Un Pd spaccato in due, almeno per ora. Una diarchia Mochi-Mungai, ma con altri astri rotanti: che faranno, infatti, il sellino Spinelli e il rifondarolo Daghini se non domani, doman l’altro? Confluiranno nel Pd? E da quale parte? Del primo o del secondo squadrone? Di Mochi o di Mungai? La situazione sta proprio a questo punto. In mezzo scorre il fiume, verrebbe da dire citando un film famoso. Un fiume che si chiama Catalano e che – si mormora – sarebbe stato convocato in grande segreto da Riccardo Baldi per un faccia-a-faccia con Massimo Baldi, nella speranza di sciogliere qualche nodo sulla famosa cena di Casale.

Ci garantiscono che è vero e che non dovranno passare più di due o tre giorni per il rendez-vous. Ma altri scenari si prospettano sul piano del Pd. Di solito, infatti, al di là dei segretari, non sarebbe la prima volta che la sinistra di Serravalle, all’ultimo minuto, vede spuntare – come un Bonaparte da 5 Maggio che si siede arbitro in mezzo ai contendenti e fa silenzio – il geometra Leardo Corsini in veste di ago della bilancia come ex primo cittadino e potenza della sinistra in carne ed ossa.

Sempre citando un titolo di film famoso: riuscirà il nostro eroe a dare unità e compattezza a un partito e a un’amministrazione che, in questo preciso istante, assomiglia, più che altro, a un patchwork?

E com’è bella l’uva fogarina e come è bella saperla vendemmiar… Del resto settembre è alle porte.

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