catto&comunisti, cittadìn pòeri cristi. E IL SINDACO: «QUARRATA È UN POSTO DOVE SI VIVE BENE»

I comunisti locali, insieme ai democristiani locali, si sono dedicati – come i faraoni e le faraone d’Egitto, i polli e le galline mugellesi – ai matrimoni endogamici. La razza s’è impoverita e il risultato genetico è stato quello che siamo costretti a succhiarci oggi: sono dappertutto e sono i padroni d’ogni cosa

C’È CHI C’HA LA MI’ AFFRICA E CHI C’HA LA MI’ SQUOLA:

MA VOI CHIEDETE SEMPRE VANGELO E GORGONZOLA!

 


L’ex sindaca di Quarrata ci visse dieci anni benissimo. Poi il partito, per premio, la mandò in ferie a San Marcello: e anche lì passò una lunga vacanza di tutto riposo…

 

È VERO che a Quarrata – come disse a un Tg del Berlusca la syndaca inutilis, dottoressa Sabrina Sergio Gori – è un posto dove si vive bene. E non ci vuole molto.

La regola è una, univoca ed elementare: essere del Pd. Quelli che lo sanno, sono lì dalla prima giunta anomala Pci-Dc; 1990 – epoca Stefano Marini.

Con una differenza: che con Marini, sindaco dai mille problemi e dai mille limiti, il suo cervello politico funzionava. Marini era sveglio; è rimasto tale e lo sarà ancora. Ma come al solito (guardate i Lenzi quarratini, per esempio) il babbo inizia bene, mette su un impero e poi i figli e i nipoti lo buttano letteralmente nella merda – con licenza dei politicamente corretti che non amano udire le parolacce.

Così è accaduto anche per la politica/amministrazione quarratina. I comunisti locali, insieme ai democristiani locali, si sono dedicati – come i faraoni e le faraone d’Egitto, i polli e le galline mugellesi – ai matrimoni endogamici. La razza s’è impoverita e il risultato genetico è stato quello che siamo costretti a succhiarci oggi.

Non meglio tra un paio d’anni quando sapremo se al “soglio di Pietro” del Mazzanti salirà il suo delfino Romiti[no], fervente Pd, o il camperista-caravanista Simone Niccolai, l’apripista della modernità edilizia di Quarrata, di cui ha ereditato la “delega alle case e ai casini” dal cugino Luca Gaggioli, ex assessore – sempre “delle case e dei casini” della syndaca inutilis: la quale però – fino a prova contraria – fece spostare il “vallo d’Adriano” (leggi: tracciato di rispetto-distanze) della Villa La Màgia per (sembra) permettere l’edificabilità di un campo che stava nascosto (ma inutile come lei) dietro alla sua casa di via della Libertà (ma ovviamente soltanto quella di chi… pòle).

Ora la Syndaca si reincazza e mi rifà querela per diffamazione mentre un solerte giudice della procura di Pistoia, come è già accaduto, non andrà a verificare se quel che si dice e che è stato scritto e documentato da tempo, è vero o no.

Il difensore della legge si limiterà a ascoltare la voce della politica (che è voce del padrone, specie se di sinistra) e mi infliggerà altri 300 anni di arresti domiciliari, perché questa è – a mio avviso, che mi pare confermato – l’etica e l’ottica del palamarismo di stato anche nostrano.

un compleanno coi fiocchi

 

Ma torniamo alle famiglie che esercitano il potere locale a famiglie. La famiglia Gaggioli-Niccolai (due assessori, stesso programma) dà proprio l’idea di essere ben strutturata come i boiardi della corte zarista. N’esce uno, n’entra un altro: stessa lingua, stessa faccia e stessa razza (cito da Mediterraneo, intelligentoni democratici dell’Anpi).

Faccio un passo indietro su Luca, oggi preside amato, stimato, rispettato, temuto, vezzeggiato, leccato, lambito, candito, donato, ossequiato etc. etc. alla scuola media di Quarrata che lui stesso, quando scrive, tende a definire “la mia scuola”: meglio di Karen Blixen con La mia (sua di lei – n.d.r.) Africa.

Quando Luca era assessore della syndaca inutilis querelans SS Gpri, di sera, in pieno con[s]iglio comunale (e fu scritto) questo filosofo di razza (110 e lode dappertutto, laurea teologica compresa, summa cum laude); questo insegnante di religione con la vocazione alla politica e a saltare i gradini (tutto in maniera legale, ma i frequentatori del tempio divino sanno bene come tenere la legge sulla punta delle dita e abbreviano le vie del Signore che sono infinite); questo educatore del bon ton e del politicamente corretto, se ne uscì con una battuta adatta all’altezza del compito istituzionale che aveva.

Passerà alla storia come l’assessor non rompete i coglioni?

Nel rivolgersi alle opposizioni, disse, chiaro chiaro e netto netto, di non rompere i coglioni. Finesse cristologica, evidentemente appresa sui volumi dei Padri della chiesa quando studiava teologia per farsi santo; citazione fondamentale dal breviario di San Giovanni Crisostomo (che in greco significa bocca d’oro).

In altre parole, analisi dell’ascesa del Gaggioli: anni di insegnamento della religione e della morale cattolica; una decina appena di trincea in cattedre più o meno normali, poi transito immediato in dirigenza.

Nel frattempo s’è pure politicizzato offrendo i suoi preziosi contributi al bene collettivo di Quarrata e, uscito lui dalla cucina comunale, ha passato la stecca e il mestolo al cugino Simone Niccolai.

Se Berlinguer aveva parlato di questione morale, della stessa cosa non ne avevano mai parlato i Dc e i post-Dc, mielosi e margheritosi. Quindi: tuttappósto! Va tutto bene.

Il preside viene ricordato come autocrate e arrogante in veste di assessore di SS Gori inutilis. Non sembra, però, altrettale come “dirigente” dello stato di degrado attuale della pubblica d-istruzione. Però, a veder quel che accade quando compie gli anni, il 12 febbraio, le cose possono essere due:

è un duce: e perciò tutti s’inchinano
è un santo: e perciò tutti chiedono grazie e indulgenze

La scuola, infatti, nel filmato, si ferma. Tutti trattengono il respiro; non vola una mosca; tutti applaudono e comprano il biglietto; lui si offre al popolo avvolto da un’aura di modestia. Gli manca l’aureola sul capo.

Non trovo nulla di male nel festeggiare il compleanno di un dirigente statale: purché in privato. Ma qui il fenomeno (la prova è certa: c’è un filmato, anche se i filmati non piacciono punto all’elettricista-comandante dei vigili Bai) è evidente ed esteso.

C’è la figlia del preside che canta dal Gianni Schicchi e il Libiam ne’ lieti calici (Verdi, La Traviata). C’è un papiro per il teologo emulo di San Tommaso ed ex-assessore “alle case e ai casini”; ci sono gli applausi a scena aperta nella scuola che fu di quel fascista del capitano in congedo Bruno Poluzzi: epoca Mazzanti e SS Gori inutilis, terzini alla media unificata, 1968.

Lo avesse fatto il Poluzzi fascista, un compleanno così, tutto il Pci e Lotta Continua lo avrebbero consegnato direttamente alle BR!

Alla facoltà di teologia questo è un testo basilare

Insomma, da Luca Gaggioli, assessor che passa il testimone ad assessor cugino di via del Casone 31, vicino a via della Magona, non ci possiamo aspettare che la conferma della famosa frase di Andreotti: il potere logora chi non ce l’ha – ed è meglio non perderlo.

Queste due famiglie di Valenzatico ce l’hanno, il potere. Tanto che se lo sono trasferito. Illegalità? Che cazzo dite? Arcuri – quello bravo delle mascherine cinesi – risponderebbe certo che no!

Si tratta solo di vera e attenta democrazia; di servizio al pueblo cabron che bela, applaude e… s’appécora spontaneamente agli uomini cólti della provvidenza (sociale) di catto-sinistra.

Ma potrò dire liberamente quello che penso o prima di parlare e scrivere di personaggi pubblici dal popolo pagati, devo sottoporre i testi alla censura dei procuratori della repubblica?

Ricordo a tutti che criticare non è reato, ma non è l’Anpi che ce lo ha insegnato.

Dagli arresti domiciliari, Edoardo Bianchini
[direttore@linealibera.info]


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