cavalli di frisia & cavalli di troia. LA GUERRA È IN ATTO. ORA I TRE DELL’AVE (NINCHI) DI AGRÙMIA DOVRANNO PUR USCIRE DALLA TRINCEA PER L’ASSALTO ALLA BAIONETTA

Tutte le giravolte scombinate con cui l’amministrazione Benesperi ha protetto i rei a danno degli innocenti. Storia degli anonimi di Agliana riscritta con qualche documento alla mano. Ma si potrà andare avanti all’infinito così?


Attenzione. Il testo è stato aggiornato


Eppure è notorio (tranne che ai Pm della procura di Pistoia e alla PG-carabinieri applicati alle indagini) che l’anonimato, ad Agliana, è una regola d’uso comune e consolidato che arriva fino in aula dove qualcuno deve ammettere di avere sporto denunce anonime: qualcuno interessato e non poco a certe vicende giudiziarie agrumiési

 

LO SANNO TUTTI, E PERCIÒ NESSUN GODA,

CHE L’ANONIMO A AGLIANA VA DI MODA

 


Sono ancora lì che si grattano in testa e si domandano se possono o no darmi una cosa che mi appartiene di diritto. Quanti laureati in giurisprudenza da mandare al macero, povera Italia di Mattarella!

 

INTORNO all’inizio di giugno di un anno fa, 2020, un misterioso informatore della segretaria Paola Aveta, le scrisse una bella lettera anonima con la quale, il rispettosissimo/a individuo/a campione/a della legalità dava buoni consigli alla «Fatina dai capellini rosa» strettissimamente legata al signor Maurizio Ciottoli (alias Agnellone, Panettone, Segatura, Trapélo etc.), assessore al personale, alla polizia municipale e ai lavori pubblici dello stra-famoso Comune di Agrùmia, sempre nel cuore di certa Blimunda.

Con tale lettera anonima, che riguardava anche la mia persona, si violavano una decina (ad abundantiam) di articoli del codice penale. E poiché la questione mi investiva direttamente, chiesi immediatamente (il 12 giugno 2020) una copia della lettera per provvedere con apposita personale denuncia.

L’Aveta avuta, voi, quella lettera che – si badi bene – per legge, in base al diritto costituzionale di difesa, non doveva essermi in alcun modo negata? Io no.

Tanto no che, anche in questi giorni (a distanza di un anno), pur avendone fatta nuovamente richiesta, mi sono sentito rispondere dal sindaco Luca Benesperi (alias Pedrito: e meno male che è laureato in giurisprudenza!) che per potermela consegnare, l’amministrazione ha fatto domanda di gentile concessione al signor Tommaso Coletta, presso la procura di Pistoia. Una manovra che sa tanto (e solo) di sviamento di potere e di più che ipotizzabile ipotesi di abuso d’ufficio.

Davvero il 68 e la conseguente distruzione della scuola e dell’università (e con esse dei cervelli) è stata l’arma letale della sinistra per decerebrare in massa gli italiani: forse peggio del lancio cinese del Covid-19.

Con queste bischerate superarono davvero se stessi

L’ultima lettera di risposta, firmata solo da Pedrito (Aveta & Ciottoli hanno preso il largo?) la Aveta vista qua sopra.

Ma la corrispondenza di un anno fa era estremamente interessante, perché:

  1. prima i tre moschettieri aglianesi negarono che tale lettera esistesse nei termini con cui la avevo richiesta io: «questa Amministrazione non è in possesso di alcuna documentazione con mittente …… @gmail.com come da Lei indicato»)

  2. poi scrissero «La corrispondenza pervenuta al Segretario Generale dott.ssa Paola Aveta da altro mittente è, altresì, riservata» […]

  3. infine, con la prosopopea degli ignoranti in cattedra, una professione oggi assai stimata e frequentata, “ragliarono” che la lettera non poteva essermi consegnata perché in contrasto con «quanto richiesto dall’art. 22 della L. 241/90»

Lasciatemi dire, con Fantozzi, una cagata pazzesca. Tenete presente anche che il prefetto inutile (perché etimologicamente e fattualmente non usabile) di Pistoia, Gerlando Iorio, aveva invitato i tre dell’Ave non Maria, ma Ninchi (e magari a cavallo) a farla poco lunga e a darmi quanto mi spettava. Ma in Italia, ormai, ognuno fa il cazzo che vuole: e per questo basta vedere il modus operandi della procura pistoiese. Criticare e pensare è reato?

Dunque, in questo quadro io risulto essere un danneggiato da un «pezzo di merda anonimo», che dà utili indicazioni alla Fatina dai capellini rosa e che può dare queste utili e morali indicazioni dopo aver violato il sistema informa(ggia)tico del Comune di Agliana. Da dentro o con l’aiuto di qualcuno di dentro.

Ma la parte migliore della storia viene in séguito. Il 16 giugno 2020, alle ore 10:45, la Fatina dai capellini rosa si presenta alla Guardia di Finanza di Pistoia e, con il suo cavalier servente, Agnellon-Segatura-Trapélo-Panettone etc., come un uovo depone una denuncia sulla vicenda lettera anonima che le è stata inoltrata in anonimo da un anonimo benefattore (o M o F, fate voi), ma che – lo potreste escludere in assoluto, mettendoci la mano sul fuoco? – potrebbe perfino essere un dipendente, talmente ben introdotto e vezzeggiato nell’mbiente, da muòvercisi con leggiadria «a passo di danza sulle punte delle sue ballerine».

Attenzione alle parti evidenziate. Sono da manuale

E l’Aveta ha anche il coraggio di mentire alla polizia giudiziaria affermando che «Allegati alla mail ricevuta sono riportati screenshot che tuttavia risultano illeggibili che mi riservo di esibirvi successivamente».

Perché dopo e non sùbilto? Ammesso che fossero illeggibili, se li sarebbe fatti rispedire, quegli screenshot, stampati alla perfezione in un secondo momento da un ipotetico benefattore in ipotesi noto anche a lei?

Vedremo poi se la signora Aveta li ha consegnati, gli screenshot. Se permettete, sono convinto che quegli affari fossero belli, spaparanzati e chiarissimi, ma che la signora segretaria si sia divertita a… fare l’ammuìna. Chi vivrà vedrà. E come al solito a giocare al rinvio.

Sta di fatto che la signora segretaria, alias “Fatina dai capellini rosa”, coinvolge anche il suo Agnellone personale e lo fa con-firmare la famosa querela. Con la quale – si noti bene – ha chiesto l’incriminazione di personale del Comune agrumiése, senza però fare cenno alcuno a chi, in ipotesi, potesse essere indiziato di responsabilità di documento anonimo, violazione del sistema informatico e quanto di peggio si possa immaginare.

Ripeto: si vedrà a tempo e luogo se e quanto potesse, in ipotesi, sapere, la signora Aveta, circa il benefattore anonimo. Personalmente credo che gli anonimi, di per sé, facciano tutti schifo, indistintamente. Sono, infatti, come quelli che tirano pietroni dai ponti che passano sopra l’autostrada.

Oltretutto è notorio (tranne che per i Pm della procura di Pistoia e per la PG-carabinieri applicati alle indagini) che l’anonimato, ad Agliana, è una regola d’uso comune e consolidato, che arriva fino in aula: dove qualcuno deve ammettere di avere sporto denunce anonime; qualcuno interessato, e non poco, a certe oscure vicende giudiziarie agrumiési. Anche se poi l’aula, con il sorriso commovente di certi compiacenti avvocati, finisce col perdonare agli anonimi perché… denunciare in anonimo cosa volete che sia? Sono bazzecole o – come dicono le toghe – è un reato di lieve entità, da prendere tranquillamente sotto-gamba. Capito, cittadini che pagate le tasse?

Ma il mondo va così anche oggi: che c’è chi pòle e chi non pòle. Se dalla tua hai un Pm o un giudice che ti vuole bene, stai a posto – come dicono nel Regno delle Due Sicilie. Altrimenti è cacca.

E allora, io devo credere che la legge è uguale per tutti? Levàtevi le fette di presciutto dagli occhi – anche quelli di Okkióne da Quarrata. Come disse una volta Pedrito, quando ci leccava i piedi e non solo, perché lo aiutassimo a vincere le elezioni: «In ogni guerra ci sono i morti».

Si guardi lui, ora, dalle pallottole vaganti. Perché in metafora, quando saremo in aula con il monte di stronzate che ha fatto, detto e riferito – grazie anche ai suoi legali – il sindaco dovrà pur uscire dalla trincea e venire all’assalto. E allora…

Povero Novecento tu sei come un agnello:
ti levan dalla puppa e ti mandano al macello.
Bombe a man, carezze col pugnal…

Edoardo Bianchini
[direttore@linealibera.info]

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Agrùmia tra anonimi, denunce e Madonnine

 

Pedrito, grand’amor per l’infradito

 

O Pedrito, quando avevi paura di non vincere, mi mandavi anche Provincialia, il libro-scandalo del Nesti, perché prendessi spunto per narrare la partigianeria fasulla di Agliana.
Oggi hai scoperto la poltrona e sei diventato cattivo fino a denunciarci. Secondo me, sia te che l’Agnellone, vi ha corrotti l’Aveta…

Federico Ferretti GIovannelli

O vicesindaco Federico Ferretti Giovannelli, tu che sei anche assessore ai servizi informatici, non ti senti smeleggiato dal duo e dall’Aveta che non t’ha nemmen considerato di striscio né t’ha avvertito della lettera anonima e della violazione del sistema informatico?
E poi non ti ha neppur portato con sé a presentare quella specie di querela a mezzo servizio fra il falso e il ridicolo. Ha preferito il suo cavalier servente Trapélo…

Una delle Madonnine devozionali del Billi

Voi, gente della Lega e della Pira, vi fate menare per il naso così facilmente?
Ci credo che il Billi – a quanto si sente – pensa di scappare a gambe levate per presentarsi da sé alle prossime.
Anche se, con tutte le madonnine e i crocifissini che prega su Facebook, ci credo poco che riesca a rimanere simpatico…


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