cementizia. BONIFICA CON INTRALLAZZO?

La ex-cementizia di Stazione è una vera “bomba ecologica” che sembra però al centro di una possibile speculazione edilizia. Lunedì 29, il Consiglio Comunale non ha udito la risposta del Sindaco all’interrogazione dell’opposizione sulle vicende del rudere del fabbricato L’interrogante, consigliere Fedi paventa un intrallazzo da qualche centinaio di migliaio di euro
La cementizia

MONTALE. È deluso il Consigliere di opposizione Alberto Fedi di Montale che, nel consiglio comunale dello scorso lunedì ha discusso una interrogazione relativa alla vicenda del fabbricato “ex-cementificio” di via Vespucci, nella zona di Stazione a Montale.

Il sindaco Betti ha così risposto rassicurante: di aver scritto alla curatela ai primi di settembre per sollecitare la risposta e, nel frattempo, ha chiesto la verifica dello stato delle coperture di cemento-amianto per verificare se esiste un pericolo per la salute pubblica, in modo da poter emettere un’ordinanza per bonificare l’area dall’amianto problema segnalato all’Asl Toscana Centro

Fedi, nel colloquio intercorso ci precisa che:

1) Il Sindaco non ha risposto alla domanda nella quale chiedeva il motivo per cui, per un intero anno da settembre 2017 a oggi, non ha sollecitato né una risposta né l’intervento di bonifica alla curatela che pure si era impegnata a farla, come si legge nell’interpello.

2) La segnalazione all’Usl l’ha fatta il sottoscritto, a nome del nostro gruppo consiliare, circa venti giorni fa, per cui è sicuramente antecedente alla sua che è conseguente e tardiva

Alberto Fedi

“Entrando nel merito dell’argomento si deve mettere in evidenza questi aspetti: l’Amministrazione per risolvere il degrado di quell’area, intende acquisirla per destinarla a verde pubblico e a parcheggio e, per raggiungere questo scopo, intende permutarla con un’area di proprietà comunale posta davanti all’inceneritore.
Di questo ne riparleremo in modo esaustivo, in fase di discussione del POC, cioè del Regolamento Urbanistico, visto che su questo punto abbiamo presentato un’osservazione rilevante: di questa permuta ne trarrà un forte vantaggio un privato, che acquisirà l’area, per poi permutarla con quella di proprietà del comune. L’operazione gli permetterà di incassare senza colpo ferire, una plusvalenza di alcune centinaia di migliaia di euro”.

“La causale di questa permuta — spiega il consigliere Alberto Fedi — è ricondotta allo stato di degrado in cui si trova quell’area e, se fosse bonificata dall’amianto, verrebbe a mancare l’aggravante del pericolo per la salute pubblica, che per la verità in tutti questi anni non è mai stata all’attenzione dell’amministrazione: rimanendo lo stato di degrado ma in assenza del pericolo per la salute pubblica, si potrebbe aspettare tranquillamente, che il prezzo dell’area diminuisca o, addirittura, che la curatela ceda l’area al Comune per un prezzo simbolico, visto che tale area si trova in zona ad alto rischio idraulico, ha uno scarso o addirittura nessun interesse commerciale e che — senza l’assillo della criticità della salute pubblica — si potrebbe fare il tutto senza nessuna fretta”.
“Credo — continua —  che questo sia il motivo per cui non è stata emessa nessuna Ordinanza sindacale in merito, anche in presenza di un avvio di procedimento regolarmente comunicato alla curatela.

È evidente che l’Amministrazione non ha nessun interesse ad aspettare che si configurino queste condizioni, cioè la possibilità di acquisire direttamente l’area e vuole acquisire subito l’area tramite una permuta che favorirebbe, come già detto solo ed esclusivamente il soggetto privato, pronto sulla linea di partenza alla manovra.

Il sindaco Betti risponde in consiglio comunale

La curatela, dopo ben quattro aste andate deserte ha bandito un’ulteriore asta, il 24 gennaio prossimo, partendo da un valore di 270.000, mentre la base della prima asta era di 730.000 euro. Già a queste condizioni, tenendo conto anche delle spese inerenti la demolizione degli edifici presenti nell’area e per la costruzione dei parcheggi previsti che erano a carico del soggetto cedente, il costo complessivo della operazione sarà sempre abbondantemente inferiore al valore dell’area di proprietà comunale di via Tobagi (640.000 euro) e quindi più conveniente per l’Ente rispetto alla permuta prevista nel POC adottato.

Il valore dell’area davanti all’inceneritore è stabilito dall’Agenzia delle Entrate e così, il comune si troverebbe proprietario di un’area di 11.100 mq per farci un verde pubblico pagandola 640.000 € (il valore dell’area davanti all’inceneritore), pari a 60 euro al metro quadrato: un costo eccessivo e fuori dal mondo per un’area da destinare a verde pubblico.

[Alessandro Romiti]

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