CENNI COMMENTA LE PREVISIONI DI BILANCIO DELLA GIUNTA BIFFONI

Foto 1
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PRATO. Prima di commentare le previsioni di bilancio della giunta Biffoni, occorre puntualizzare come oggi ci veniamo a trovare in una situazione congiunturale dove, oramai da diversi anni, le risorse disponibili per i comuni sono sempre più ridotte per cui le amministrazioni non hanno altra possibilità che una maggiore efficientazione della spesa corrente ed il reperimento di risorse tramite la valorizzazioni di oneri ed estraoneri dovuti da società che investono sul territorio.

Nel primo caso porto ad esempio i risultati raggiunti dalla mia amministrazione con le riduzioni drastiche dei costi per le manutenzioni con affidamenti in house (circa 10 milioni in cinque anni) e con la gara del gas che ha permesso al comune di incassare 18 milioni da Toscana Energia e 6 milioni da Estra, oltre ai 30 milioni di investimenti in reti previsti nei 12 anni di contratto; nel secondo caso le opere realizzate con i fondi provenienti da Esselunga per il Bastione delle Forche, da Omnia per il rifacimento di piazza delle Carceri e delle strade del centro, da Coop per la realizzazione della tribuna della pista di atletica Ferrari.

In questa situazione la combinazione positiva delle cause contro Consiag e contro Dexia avrebbero permesso di prevedere differenti valutazioni rispetto a quelle fatte, tali da mettere in sicurezza la spesa corrente e gli investimenti non solo per il 2015 ma anche per gli anni a venire.

Sul fronte degli investimenti previsti nel bilancio 2015, è lampante quanto sia stata limitata l’azione dell’attuale amministrazione, se si pensa che la composizione dei 51 milioni del piano del bilancio preventivo sono suddivisi in 8,3 milioni provenienti da investimenti già previsti dalla mia giunta, 18 milioni investibili grazie alla gara del gas, 7,7 milioni da project financing (quindi investimenti di altri soggetti), rimanendo circa 17 milioni resi disponibili dalla giunta Biffoni per investimenti sulle scuole.

Foto 2
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Un occhio particolare va riservato alla necessità ed opportunità di abbassare la pressione fiscale, anche tenuto conto che solo per gli Swap sono stati accantonanti 16,1 milioni per la copertura in caso di perdita nella causa. Oggi essendo favorevole il giudizio per il comune di Prato non hanno avuto nemmeno il coraggio di liberare l’avanzo di gestione 2014 da destinarsi a spesa corrente, pari a 4,5 milioni che avrebbe permesso di abbassare la pressione fiscale di Tasi ed Imu e non applicare la tassa di soggiorno, tra i pochi comuni italiani, data la necessità per Prato di sviluppare il settore turistico. Altro motivo di dissenso rispetto al bilancio presentato è che nel piano investimenti, garantito per oltre il 50% da azioni della mia giunta, anziché indirizzarlo ad investimenti con progetti immediatamente canteriabili, sono stati indicati progetti ancora da definire e che di conseguenza non attuano la necessaria movimentazione economica che il nostro territorio ha bisogno.

Mi ha provocato un forte imbarazzo aver letto tra le righe del bilancio il finanziamento per una consulenza esterna per il prolungamento di via Facibeni a Casale, forse la struttura tecnica attuale del comune non ha tali capacità? Oppure il finanziamento in conto capitale di oltre 185 mila euro al Creaf (non contenti degli oltre 25 milioni circa spesi fino ad ora) che compromette come connivente in tale sperpero anche la nuova giunta.

Sono rimasto sorpreso di veder finanziati con alienazione di beni di proprietà comunale, quindi con fondi incerti fino a vendita avvenuta, sia la piscina di via Roma che il restauro del Castello dell’Imperatore, così come la scuola di Mezzana, mentre si stanziano, con accensione mutui e fondi disponibili immediatamente, 6 milioni per l’acquisto del vecchio ospedale (erano 12 in totale a carico del comune, quindi mi dovrebbero spiegare se si tratta di una tranche, oppure se gli altri sei li mette qualcun altro) e con 1,5 milioni la ristrutturazione dello stadio di via Firenze.

Tutto questo insieme alle idee, anche buone, di finanziare la riqualificazione del centro storico, degli spazi urbani e delle piazze con i rammendi urbani al Macrolotto zero. Tutti buoni propositi ma che non permettono di muovere l’economia perché mancanti di progetti definitivi. Spero molto nell’apertura dell’assessore Faltoni per rivedere il piano investimenti insieme agli assessori competenti, ma se tanto mi da tanto e nonostante la positività dell’intervento, nell’unico momento in cui la giunta avrebbe potuto accogliere la riduzione della pressione fiscale come proposto dal nostro emendamento, purtroppo la chiusura è stata totale.

Questo bilancio nasconde altre situazioni critiche che se interpretate in modo strettamente tecnico, fanno sì che tante risorse che potrebbero essere impiegate in diminuzione delle tasse o maggiori servizi, in realtà vengono accantonate per rassicurare i dirigenti del loro operato. Esempio palese è che la paura di un ricorso di Dexia per la causa Swap ha fatto accantonate in questo bilancio risorse spendibili per 16,1 milioni, e non è stato possibile in nessuna maniera di far approvare un emendamento per liberare 4,5 min. Questa è la risposta che ho ricevuto dalla ragioneria comunale per motivare il diniego alla nostra proposta, giudicate voi. (foto 1)

Foto 3
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È comprensibile che argomenti prettamente tecnici non siano di facile esposizione e comprensione per i cittadini, quando invece una trasparente contabilità amministrativa metterebbe i cittadini in grado di esprimere giudizi completi su quanto poi la politica e la burocrazia operano. È stato solo il buon senso e non i tecnicismi contabili, ciò che mi ha permesso di portare avanti con determinazione un bando di gara sulla distribuzione del gas, con l’opposizione di tutti ed in particolare degli attuali amministratori con il sindaco Biffoni in testa, che ha portato milioni di beneficio per l’amministrazione (unica in tutta la Toscana) e sempre con il buon senso ad aver intrapreso (unica amministrazione in tutta Italia) un processo complesso ed insidioso a Londra per affermare quello che fin dal primo momento è apparso, ovvero una grande truffa accettata dalle precedenti amministrazioni che sarebbe costata al comune di Prato e quindi ai cittadini oltre 35 milioni di euro e che invece l’ostinata volontà di affermare giustizia ha fatto si che anche in campo ostile come quello della corte di Londra venisse riconosciuta la giustezza delle nostre richieste.

Ho ascoltato ieri molti interventi che parlavano di mancanza di coraggio da parte della giunta Biffoni, ma devo dire a questo punto che si tratta solo ed esclusivamente di mancanza di buon senso, perché ad esempio si vincola il 22% (come media di riferimento) del totale dei ruoli iscritti per la Tari a copertura dei mancati introiti, quando ad esempio per il 2010 è stata incassata per l’87%, quindi sarebbe stato sufficiente il 13%. Comunque tornerò su questo ed altri argomenti, premettendo che ritengo assurdo il continuare a drenare risorse facendo pagare ai cittadini tre volte la stessa tassa, prima la rata annuale e poi gli accantonamenti su quella che non ho incassato e su quella che dovrò incassare.

Concludo portandovi ad esempio come la spesa corrente del comune dopo un trend decrescente nel corso del mio mandato, dove è passata da oltre 70 milioni del 2009 a poco meno di 61 milioni del 2014 (per tre quarti coperto da un mio bilancio) sia nuovamente tornata a salire nelle previsioni del 2015 oltre i 62 milioni di euro. (foto 2 e 3)

Quindi la domanda che vi pongo è che se per il futuro siano necessari dei bravi politici che ci raccontano ciò che vogliamo sentire dire, oppure dei buoni amministratori in grado di gestire al meglio il bene comune. A voi la risposta.

Scarica:

 Roberto Cenni
Consigliere Comunale
Capogruppo Prato con Cenni

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