CENTRO RICERCA DEL PADULE, INTERROGAZIONE IN REGIONE

Riserva Naturale del Padule di Fucecchio
Riserva Naturale del Padule di Fucecchio

FIRENZE. “Quali iniziative la Giunta intenda assumere per assicurare per il futuro una continuità di gestione della Riserva naturale del Padule di Fucecchio, visto che il Padule, unitamente ad altre 6 aree umide toscane, fa parte del novero delle zone umide di importanza internazionale in base alla Convenzione di Ramsar; se non ritenga opportuno definire, con gli Enti disponibili, un progetto di rilancio della gestione del Centro per dare continuità alle attività in corso, evitando con ciò la dispersione di un ricco patrimonio di esperienze maturate nel corso di un ventennio di gestione dell’area”.

Sono queste le domande che i quattro consiglieri regionali eletti in provincia di Pistoia rivolgono alla giunta regionale, attraverso un’interrogazione urgente.

Aldo Morelli, Gianfranco Venturi (Pd), Roberto Benedetti (Ncd) e Antonio Gambetta Vianna (Più Toscana) portano quindi all’attenzione della Regione la situazione del Padule di Fucecchio ed, in particolare del futuro del Centro di ricerca, documentazione e promozione.

Nel testo dell’interrogazione viene ricordata la lodevole e variegata attività del Centro, e “che fino ad oggi il Centro pur operando con risorse limitate, ha saputo coinvolgere esperti e professionalità, a partire dalle Università, che sono stati supporto fondamentale alle azioni di soggetti pubblici e privati, i quali hanno poi sviluppato importanti azioni di tutela e promozione del territorio”. I consiglieri regionali ritengono che “il Centro rappresenta un’eccellenza di sicura rilevanza regionale e la cui salvaguardia costituisce una priorità per la stessa Regione Toscana”.

Per questo bisogna intervenire per porre rimedio al fatto che “alcuni comuni, già facenti parte del Centro, hanno deliberato l’uscita dal Centro, ritenendo che la sopravvenuta impossibilità della Provincia a proseguire nel finanziamento della suddetta convenzione, e l’impossibilità dei comuni stessi di farsene carico, non consentisse più il proseguimento della attività del Centro medesimo; con tale decisione – scrivono Morelli, Venturi, Benedetti e Gambetta – viene a vanificarsi il percorso, già avviato dalla Provincia di Pistoia, di concerto con la stessa Regione, volto a definire con gli Enti e Associazioni interessate per la messa a punto di un progetto di riorganizzazione e rilancio del Centro, garantendone nel contempo la prosecuzione delle attività”.

[becchimanzi – ufficio stampa pd]

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