centrodestra a quarrata. GIANCARLO NOCI, IN EFFETTI…

Una candidatura che sa tanto della novella esopica del leone, la lepre e il cervo. La vicenda Quarrata è «un po’ come il vino novello vicino alla svinatura: per niente fermo e, se mai, pronto a ribollire ancora un po’»
Massimo Bartolomeo e Giancarlo Noci

QUARRATA. E mentre ieri sera ha fatto la sua comparsa ufficiale l’H109 – una vera emozione in consiglio comunale, soprattutto nel vedere che non c’era nessuna nuova faccia a rappresentare il nuovo soggetto che si è rinnovato facendosi fotografare esattamente come sempre prima… – dice che a mezzodì era stata fatta la scelta del candidato del centrodestra quarratino: Habemus papam Iancarolum Noci.

A dirlo una semplice flashata su un facebook (qui sotto in immagine): ma accanto a Noci, nella cosiddetta conferenza stampa – a cui noi non eravamo stati invitati –, nessuno degli altri fiancheggiatori (Fdi-An/La Pietra o Forza Italia/Lapenna), tutti rigorosamente rimasti al loro posto o a Pistoia o Montecatini.

Una linea secca secca, e ufficiosa, per noi della stampa libera: “Noci va avanti”. Peggio del bollettino di guerra “La guerra continua” – perché di guerra si tratta, elettori quarratini. Nonostante la Vignolini, in casa-destra c’è un tiro di nervo che è peggio di un tiro di schioppo. Fdi-An (pare) non sa nemmeno cosa fare e se farà una lista (Ciottoli e Ferranti sono come il mago del Vernacoliere: àfoni; mentre Canigiani si rode in silenzio ma non per questo in maniera meno… rumorosa). Scapperanno, i dissidenti, verso liste civiche? Del resto pare che anche Noci avesse pensato di rivolgersi a Fiorello Gori e al finanziere Melani, quello che voleva salvare l’Italia ai tempi di Monti…

Tutti giurano di voler rispettare i patti (foedera non sunt mutanda, non “le federe non sono mutande“, ma “vietato non rispettare i patti”!), ma tutti mordono il freno; la situazione è ancora assai fluida e c’è – a nostro avviso – la possibilità di veder saltare all’improvviso il coperchio della pentola a pressione, che già sta lì a soffiare.

Unico a sorridere, come se niente fosse, pare essere Giancarlo Noci, che non sembra rendersi conto del fatto che non conta nulla essere “un padre fondatore” della Lega a Quarrata – forse l’unico vero leghista al 2%, perché altro è il nazionale e altro il territorio su cui poggi i piedi ogni giorno.

Noci su Facebook

Unico a sorridere come chi non si rende conto del fatto che essere stato come Ferrero, il primo e il migliore, non significa avere diritto assoluto di candidatura e, anzi (secondo il punto di vista nociano) di investitura al Sacro Romano Impero Comunal-Quarratino.

Così com’è la situazione, sembra di intravedere in Noci un qualcosa che soffre, irrimediabilmente, di Effetto Dunning-Kruger, «una distorsione cognitiva a causa della quale individui poco esperti in un campo tendono a sopravvalutare le proprie abilità autovalutandosi, a torto, esperti in materia».

E per non restare nel vago, riconoscendo in partenza che riserviamo vivo apprezzamento all’onestà del Noci (che però non basta dinanzi a una circolare ministeriale e alle sue trappole), vogliamo avvisare i “naviganti delle amministrative” (a cominciare dai leghisti quarratini) che, nella migliore delle ipotesi, anche se il resto del centrodestra affiancasse Noci, il “padre fondatore” della Lega non raccoglierebbe più di un seggio in consiglio, perché Mazzanti lo schianterebbe comunque: eppure – statene certi, parola di LineaLibera – qualcuno aveva offerto a Noci, a condizione che avesse fatto un passo indietro, la carica di Vicesindaco e un assessorato (a scelta) da portare avanti per 5 anni 5.

Onestamente, come osservatori e commentatori politici, ci pare di leggere la famosa storiella esopica del leone, della lepre e del cervo. Eccola. Un leone affamato trovò una lepre che dormiva sotto un albero (Vicesindaco + assessorato), ma mentre stava per divorarla, in fondo alla selva vide correre un cervo leggiadro (la candidatura a Sindaco per il centrodestra).

Ma la lepre era scappata…

Così, come avesse ogni mattina fatto colazione a pane e orecchie di volpe, pensò: «Ora mi pappo il cervo e poi torno e faccio la festa alla lepre».

Così, correndo, iniziò a dar dietro al cervo: ma fece così tanto rumore che svegliò la lepre la quale, con tre balzi, si mise ovviamente in salvo. Tuttavia, pur correndo come un matto, il leone non ce la fece a prendere il cervo, più veloce di lui. Così, a orecchie basse tornò a papparsi la lepre, ma quella se l’era bell’e svignata.

È chiaro, a questo punto, il destino segnato del buon Giancarlo Noci?

Da parte nostra crediamo che la vicenda Quarrata sia un po’ come il vino novello vicino alla svinatura: per niente fermo e, se mai, pronto a ribollire ancora un po’.

Buona bevuta, dunque, e buon Bacco a tutta la destra quarratina!

[Edoardo Bianchini]

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One thought on “centrodestra a quarrata. GIANCARLO NOCI, IN EFFETTI…

  1. Giancarlo Noci personalmente, l’ho conosciuto di recente, e, nonostante il suo credo politico (la lega a me fa lo stesso effetto del trapano del dentista), l’ho scoperto persona appassionata e, per quello che mi è stato possibile capire, intellettualmente onesta.

    Per questo spero che non prenda questo mio commento come una critica alla persona, ma solo al modo che sta avendo di gestire questa campagna elettorale.

    Nessuno può imporre ad un partito o movimento politico di scegliere liberamente il proprio leader. Ma, d’altro canto, nessun Partito può imporre il proprio candidato ad una coalizione.

    E, leggendo quel che Edoardo Bianchini scrive su Linea Libera, a questo punto direi che la linea scelta dal Noci sia proprio quella di non ammettere discussioni o proposte alternative alla sua candidatura a sindaco.

    Da elettore, se mi fosse chiesto un parere, direi al Noci che se qualcuno nutre dei dubbi riguardo la sua candidatura, meglio sarebbe interrogarsi sul perché lo faccia. Un candidato che fa parte di un partito non può sganciarsi dai vantaggi e gli svantaggi di questa sua appartenenza. E la lega, nel nostro territorio, non può essere altro che un partito che “raccatta” i voti di chi ama la protesta senza costruire, ma è un mio personale giudizio, niente di veramente realizzabile. E quindi Giancarlo Noci come leghista, sempre a mio parere, sarebbe destinato ad avvicinare molte meno persone di quanto Giancarlo Noci come persona potrebbe ottenere.

    Per questo, se veramente volesse bene alla città e se il suo obiettivo fosse diverso da quello di sedere su una poltrona, più probabile quella di semplice ed inutile consigliere comunale che quella di sindaco, dovrebbe valutare l’opzione di fare un passo indietro.
    Piccolo passo indietro che permetterebbe di far fare un balzo in avanti alle speranze dei quarratini che, soffocati dall’incapacità di questa classe dirigente, vorrebbero respirare un po’ di aria fresca.

    lorenzo rossomandi

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