CENTRODESTRA MONTALE: «IL CDA ASSICURI LA DISMISSIONE DELL’INCENERITORE E SI DIMETTA»

«L’organo amministrativo ha completamente disatteso le richieste dei suoi soci, impegnando la società in obblighi mai concordati, mai discussi, mai espressamente approvati». Ai soci non resta che «revocare lo stesso C.D.A. per giusta causa o chiederne le immediate dimissioni»
L’inceneritore di Montale
L’inceneritore di Montale

MONTALE. Anche il centrodestra per Montale prende una posizione sulla convenzione tra Cis Spa e Ato Toscana Centro:

La polemica sollevata dal gruppo Agliana in Comune in merito alla firma da parte di Cis S.p.a. della convenzione per il conferimento dei rifiuti nell’ambito della gara per il Gestore Unico richiede che si faccia chiarezza sull’accaduto e si ribadisca il ruolo dei Comuni soci e, per quanto ci riguarda, il ruolo del Comune di Montale e della Giunta Scatragli, in tutta la vicenda.

Gli aspetti della Convenzione di cui l’Amministrazione del comune di Montale era a conoscenza , erano esattamente quelli riportati nel verbale dell’assemblea dei soci di Cis Spa del 14 ottobre 2011 e cioè:

  • 1) gli aspetti riguardanti il ristoro ambientale, che finalmente eravamo riusciti a far inserire nelle convenzioni di gestione del servizio
  • 2) le tariffe di conferimento.

Dopo quella Assemblea del 2011, i soci non vennero MAI più chiamati a discutere sui contenuti della convenzione e dei suoi aggiornamenti, né vennero avvisati della sottoscrizione.

Infatti il Cda di Cis spa ( Franceschi Edoardo, Pierotti Carlo, Gori Pierpaolo) ne approvò il contenuto con due singoli atti, nel maggio 2013 e nell’ottobre 2013, senza convocare i soci e facendo riferimento a quell’unica assemblea dei soci del 14 ottobre 2011.

Nessun altra riunione dei soci sull’argomento vi è stata dall’ottobre del 2011, come documentato dal Libro Verbali Assemblee del Cis Spa.

Cosa ancor più grave, in Consiglio Comunale a Montale, il 25/11/2013, il Presidente del C.d.a. Dr. Franceschi dichiarava che la convenzione “…passerà successivamente anche da un incontro con i Sindaci che dovranno autorizzarla……” quando, in realtà, era già stata approvata dieci giorni prima, per poi essere firmata il 10 dicembre 2013 (Verbali CdA di Cis Spa n.39 e 40), senza avvertire nessuno, senza consultare nessuno, senza passare dall’Assemblea dei soci.

Una affermazione falsa da parte di Franceschi, Presidente del C.d.A. , per di più fatta in sede istituzionale, ad un organo istituzionale.

Niente impediva che l’impianto venisse convenzionato con l’Ato per un periodo inferiore e la scelta di legare la durata della convenzione a quella ventennale della concessione , ha un unico significato; che il Consiglio di Amministrazione di Cis spa ha totalmente ignorato le indicazioni dei soci, ed in particolare del Comune di Montale, per quanto attiene la vita dell’impianto.

Indicazioni sul destino dell’impianto, e sulla volontà di procedere alla dismissione, di cui il Cda di Cis spa era bene al corrente e che nel tempo erano state più volte ribadite ed espresse anche in sede istituzionale con delibera di Consiglio Comunale del giugno 2013, ( delibera che fra l’altro indicava anche la data di dismissione, il 2023).

Mentre quindi, nel giugno 2013 l’Amministrazione Comunale di Montale approvava in Consiglio Comunale una mozione sulla dismissione dell’impianto con data ultima il 2023, in quello stesso periodo gli amministratori di Cis S.p.a. negoziavano quelle convenzioni che oggi sono sotto la lente dell’opinione pubblica.

Non dimentichiamo inoltre che Cis spa ed il suo organo amministrativo ben sapevano della battaglia fatta dal Comune di Montale per evitare che l’impianto entrasse nel perimetro di gara, sfuggendo così al controllo dei comuni soci, progetto che da tempo veniva coltivato in seno all’Ato Toscana Centro e che mai era stato avversato dalle precedenti amministrazioni e che aveva come unico scopo quello di asservire ad esigenze e decisioni altrui.

Come dichiarato anche da Scatragli, l’organo esecutivo del Cis spa, cioè il Consiglio di Amministrazione, non ha rispettato la volontà dei soci, a più riprese ribadita sicuramente da Montale ed in ultimo anche da Agliana, con Quarrata più tiepida sull’argomento, e cioè: lavorare per andare verso la dismissione dell’impianto o una sua riconversione.

Ed è, paradossalmente, lo stesso Presidente Franceschi a ricordarlo nel Consiglio Comunale di Montale del 25/11/2013: “..Per quanto riguarda l’impianto e la data-termine , è iniziato adesso, su sollecitazione anche di questa Amministrazione (Montale), un percorso volto all’eventuale riconversione dell’impianto cercando di andare ad una fine del ciclo …”

Se dunque, l’organo amministrativo ha completamento disatteso le richieste dei suoi Soci, impegnando la Società in obblighi mai concordati, mai discussi, mai espressamente approvati, ai Soci non resta che revocare lo stesso C.D.A. per giusta causa o chiederne le immediate dimissioni.

Crediamo sia necessario e doveroso che venga ribadita la volontà di arrivare alla dismissione dell’impianto entro la data di estinzione mutuo 2023 o ancor prima se possibile, come espresso da tutti i candidati, compreso Betti e Mangoni ora Sindaci di Montale ed Agliana, e che tale volontà sia resa ancor più chiara e ribadita con forza in tutte le sedi istituzionali e non ed a tale scopo presenteremo una mozione a cui seguiranno mozioni ad intervalli regolari così da mantenere sempre alta l’attenzione sull’impianto e sulla sua gestione.

Centrodestra unito Montale

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