CEPPO: UN ‘QUARTIERE EUROPEO’ VOLUTO DA UN BERTINELLI CHE “SA DI NON SAPERE” (FARE IL SINDACO)

Un primo cittadino e un Rossi, filosofi che hanno rovinato la sanità toscana e quella pistoiese. E presto dovremo mettere mano alla tasca per rassettare anche l’assassinio delle Ville Sbertoli

Ospedale del Ceppo PistoiaPISTOIA. Entrando nel vecchio Ceppo, nato nel 1277, dove un tempo era l’ingresso del pronto soccorso, nella sala attigua all’Accademia Medica, vi erano immensi mortai del peso di svariati quintali. Tutti – diciamolo chiaramente – rubati? Così come lo scheletro in legno dell’orologio che fa bella mostra di sé svuotato, così come la campana della vecchia camera mortuaria, così come i letti in ferro delle “monachine” Ancelle del Signore e relative suppellettili. Dove sono? Che fine hanno fatto? Gradiremmo saperlo.

Come gradiremmo sapere se è disponibile l’inventario delle opere di pregio che nello “spedale del Ceppo” avevano dimora.

È un preambolo stizzito dinnanzi al progetto del futuro Ceppo pomposamente illustrato nelle sue finalità essenziali dal rosso-Rossi, assieme a Marroni, l’uomo che parlava ai trattori e al filosofo-Sindaco Bertinelli, che “sa di non sapere”, ma persiste nel non sapere, tanto pensa che gli altri non sappiano che lui “non sa” (fare il Sindaco).

Hanno esposto il progetto a Pistoia? No, a Firenze. Perché a Firenze non sappiamo; ma sappiamo che dopo avere già stabilito il destino del Ceppo, affermano che saranno interessati anche i cittadini nelle future scelte. Che però sono già state illustrate in conferenza stampa. Tutto in linea con il principio di democrazia che pervade questi signori che di politica campano e vivono e che saltano sul carro del bomba-Renzi per non perdere la seggiola alla quale sono incollati.

Un Presidente che vede lontano...
Un Presidente che vede lontano…

Di questo aspetto ha sapientemente, a mio parere, scritto un nostro cortese lettore, Piero Giovannelli, e lo ha fatto in maniera chiara e stringata (vedi).

C’è anche un altro aspetto, quello finanziario, secondo il quale il Comune intenderebbe partecipare all’acquisto del fabbricato qualora l’Azienda Asl 3, proprietaria del medesimo, non riuscisse a incamerare la somma voluta. Si parla di diciotto milioni di euro ed è stato scritto che se l’Azienda recuperasse solo 15 milioni di €, la differenza la metterebbe il Comune di Pistoia. Compresa la manfrina, pistoiesi senz’occhi né orecchie?

Si parla anche di un preventivo di spesa per modificare il Ceppo, pari a 50 milioni di euro per poter offrire a Pistoia, come dice il Sindaco, “un polmone di salute a tutta la città” dando vita anche a un “quartiere di stampo europeo” (su cui torneremo a tempo e luogo). Ma questa gente sa cosa è un quartiere di stampo europeo? L’ha mai visto o è semplicemente andata a Parigi ed è tornata dicendo che c’è la Tour Eiffel?

Facciamo due conti e teniamo bene a mente le Ville Sbertoli, il perché lo diremo in seguito.

Teniamo anche presente che a Prato, dove è stato creato un altro ospedale-mostro, gemello del San Jacopo, l’amministrazione comunale ha fatto una bella pernacchia all’Asl pratese che tentava il colpo come quella pistoiese (ma anche qui ci torneremo, conti alla mano).

Dunque, sommando alle centinaia di milioni spesi per costruire il “canotto/gommone” San Jacopo che galleggia, per ora, sull’acqua, e sommando i 19 milioni di euro annuali moltiplicati, al momento, per cinque anni alla ditta che provvede a tutto il comparto non medico, dalle pulizie all’edicola, esce fuori una cifra astronomica stratosferica, piddìna e sacrifica-gente.

Samuele Bertinelli
Samuele Bertinelli

Ma per il “nostro” niente affatto vecchio ospedale del Ceppo, queste somme non sarebbero state ben più che bastevoli per potenziare e qualificare l’offerta sanitaria e estenderne i servizi? Se poi si arriva a pensare che anche il convento annesso al vecchio ospedale è ancora parzialmente inutilizzato, ci viene da chiederci perché si sia voluto creare un eco-mostro al Campo di Volo e si sia di fatto assassinato il tessuto commerciale che, dal centro città, si snoda – 50 metri in linea d’aria – lungo via Pacini e zone limitrofe.

Qualcuno dirà che il San Jacopo produce anche eccellenze mediche. È vero come è vero che un’eccellenza medica non nasce certo perché piove dai soffitti, i muri di cartongesso si deteriorano, gli ambulatori sono ammassati in un budello stretto e privo all’interno dei medesimi di un minimo di privatezza, e il personale medico e paramedico è al limite della sopportazione – teste l’Intersindacale Medica e non «il cinci dell’Aiazzi», come si dice a Pistoia!

In compenso, però, con un caldo e tenero abbraccio ecologico-urbanistico, si partorisce vicino al Ceppo una ciclabile che tutto è fuorché tale, e che, probabilmente, era stata pensata ai suoi tempi per implementare il reparto ortopedia.

L’ospedale se ne è andato, ma questa corazzata Potëmkin (vera fantozziana «cagata pazzesca») è in itinere e noi speriamo che tale resti con grande disappunto dei residenti del viale Arcadia che già pregustavano il calcolato brivido, una volta usciti dal cancello di casa, di vedersi spazzare via da qualche ciclista “fumato”.

Ville Sbertoli, un vero macello
Ville Sbertoli, un vero macello

Accennavo alle Ville Sbertoli, un patrimonio di proprietà dell’Azienda, che è oramai distrutto, grazie alla cura delle proprietà immobiliari mostrata dai perfetti direttori generali pistoiesi.

Come qualche delinquente rideva, dopo il terremoto dell’Aquila, per i futuri guadagni della ricostruzione, così siamo portati a pensare che omologhi di questi “signori” stiano facendo altrettanto, sapendo che prima o poi qualche corbellata di milioni di euro sarà stanziata anche per le Ville Sbertoli; un altro osso da spolpare, possibilmente sempre dai soliti noti.

Così, purtroppo, viaggia l’Italia. Fa tremendamente male pensare che, salvo cause naturali che valgono per tutti i mortali e quindi anche per gli arroganti della Regione Toscana, ci dovremo sorbire, per altri cinque anni, un individuo, il rosso-Rossi, circondato dai suoi clientes, e padrone indisturbato della nostra salute e di quella dei nostri figli. Ma anche dei nostri portafogli.

D’altronde i voti si contano e purtroppo non si pesano: come certi cervelli che credono ancora nel vecchio Pci senza rendersi conto di avere subìto una violenza politica che li ha resi tutti Dc. Quella Dc che Di Pietro fece fuori, macellandola, per far largo al nuovo politically correct che avanzava…

Affari loro? No. Nient’affatto! Purtroppo solo nostri…

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