CGIL, ASSENTEISMO & MORALE: «IL SINDACATO SI TOLGA LA TRAVE DAL PROPRIO OCCHIO»

Bolognini (Serravalle Futura) alza il dito contro l’utilizzo e lo spreco delle risorse dei servizi sociali e dei giovani del Servizio Civile. La storia della anziana signora e della spesa fatta alla Coop di Quarrata. Lo sconcio della Legge 564 del 1996 sulla pensione dei sindacalisti riferita solo all’ultimo mese di stipendio. E perché l’Inps deve pagare anche per chi non ha versato contributi?
L’intervento della CGIL a cui fa cenno Bolognini
L’intervento della CGIL a cui fa cenno Bolognini

SERRAVALLE-CASALGUIDI. Ermanno Bolognini, Consigliere di Serravalle Futura, torna su Cgil e assenteismo: “macelleria mediatica” sì, ma diciàmola tutta, e scrive:

Non credo che il termine più appropriato sia “macelleria mediatica”, ma piuttosto “stupidità mediatica”.

La segreteria della Cgil di Pistoia ci informa che la responsabilità è del Prefetto e dei suoi dirigenti per presunti mancati controlli. Non solo, ma l’Autorità Giudiziaria dovrebbe astenersi dall’effettuare indagini per non incorrere in comportamenti anomali.

Voglio solo ricordare che qualora venisse accertato da parte di alcuni il compimento del reato di truffa aggravata nei confronti dello Stato con violazione dei doveri inerenti la pubblica funzione (assenza ingiustificata dall’ufficio in orario di lavoro) vi è l’obbligo dell’azione penale da parte dell’Autorità Giudiziaria.

Se la segreteria della Cgil, non riconosce tale funzione all’Autorità Giudiziaria, abbia il coraggio di trarne le conseguenze. Si faccia ricevere dal Procuratore dott. Canessa, e spieghi che in caso di accertamento di reato l’azione penale non deve essere condotta in quanto è sostituita dalle previsioni del Ccnl.

Seguendo questo principio, dica al Procuratore dott. Canessa anche di non fare le indagini sugli appalti perché un funzionario corrotto sarà sostituito da un funzionario corruttibile.

Per far capire che il silenzio talvolta è d’oro, voglio portare a conoscenza di tutti un fatto accaduto di recente nel nostro Comune.

Coop Quarrata
Coop Quarrata

Una signora di età avanzata era stata inserita nel gruppo di persone seguìte dagli assistenti sociali e dai ragazzi del servizio civile del Comune di Serravalle Pistoiese. I ragazzi del servizio civile, svolgono un periodo di lavoro a tempo determinato e sono retribuiti dal Comune o dalla Regione, comunque con risorse pubbliche. Durante l’orario in cui prestano servizio, essendo solo in quattro devono correre, in quanto hanno diverse situazioni da gestire.

Questa signora, di cui dicevo, chiedeva che il ragazzo a lei assegnato, si recasse con la macchina del Comune di Serravalle ad acquistare le provviste alimentari presso il supermercato Coop di Quarrata, compiendo circa 15/20 Km. tra andata e ritorno. Questa situazione determinava una sottrazione di tempo ad altre persone bisognose e un costo a carico della collettività, perché la benzina nell’auto la pago anche io.

Dopo qualche segnalazione, sembra che le modalità di effettuazione del servizio civile da parte del Comune di Serravalle Pistoiese sia stato cambiato. Questo, nonostante le amnesie dell’Assessore Simona Querci, alle quali siamo abituati come conferma la vicenda Mosconi (vedi).

La pagliuzza e la trave...
La pagliuzza e la trave…

Sembra corretto che qualcuno abbia dovuto segnalare un utilizzo distorto del servizio civile, oppure era preferibile che fosse l’amministrazione comunale stessa a verificare le modalità ed eventualmente decidere se intervenire? L’episodio che ho raccontato era un granellino di sabbia o una trave?

Oltre a ciò, vorrei suggerirvi (alla Cgil – n.d.r.) che in occasione delle manifestazioni o delle riunioni con i lavoratori che sostenete di difendere, oppure con gli ex lavoratori (esodati), oppure con i pensionati dopo 40 anni di contributi, spieghiate loro che mentre venivano realizzate le riforme delle pensioni, con grandi sacrifici da parte dei lavoratori, veniva introdotta la Legge 564 del 1996, la quale prevede che la base per il calcolo della pensione dei sindacalisti è costituita soltanto dall’ultimo mese di stipendio percepito.

In questo modo per un sindacalista è sufficiente lavorare pochi mesi, o anche uno soltanto, magari facendosi riconoscere uno stipendio alto, per poi avere accesso per il resto della vita ad una pensione calcolata come se quello stipendio fosse stato percepito per tutta la vita lavorativa. Ma dal momento che in realtà così non è, l’intera pensione del sindacalista pesa sulle spalle dell’Inps, e quindi dei cittadini.

Io ritengo che la chiarezza sia una virtù e che gli eventuali panni sporchi vadano lavati in piazza. Se poi siano granellini o travi lasciamolo stabilire ai cittadini.

Ermano Bolognini
Consigliere di Serravalle Futura

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