CHAPEAUX, EMMA DANTE!

La famiglia Macaluso
La famiglia Macaluso

PISTOIA. Un altro livello, impercettibile, impalpabile. Un condensato di danza, arte, fotografia, recitazione e la mano di una donna, Emma Dante, che ha saputo dirigere un cast di prim’ordine.

Le sorelle Macaluso, in scena ieri sera, venerdì 10 aprile e in replica stasera (alle 21) e domani, domenica 12, alle 16, al teatro Manzoni, penultimo appuntamento stagionale, sono la  summa di una miriade di informazioni artistiche ricevute negli ultimi anni. Da quando, scendendo nei dettagli, con l’avvento di Pina Bausch, la danza è cambiata e con questa, l’universo del musical ha dovuto reinventarsi.

Ma non basta per spiegare il capolavoro di Emma Dante. Occorre essere più tassonomici e intimarvi a non perderlo, altrimenti rischiereste di confondere la sommità della rappresentazione con la nostra euforia recensoria, E’ uno spettacolo che fa venire la pelle d’oca, che incolla alla poltrona, che non concede via d’uscita, scampo. Sùbito, dall’inizio, quando sul limitare del palcoscenico ci sono appoggiati gli scudi che serviranno ad aprire le danze, tribali, delle sette sorelle Macaluso.

Sono siciliane e non fanno assolutamente nulla per cercare di addolcire il loro spigoloso dialetto. Di quello che si dicono, rinfacciano, minacciano, sghignazzano, con proletaria truculenza non si capisce quasi nulla. Ma non serve. Bastano i loro corpi invecchiati, deformi, le loro smorfie da Pupi, le loro impresentabili sottovesti, la loro tangibile povertà, il desiderio di risorgere, l’accontentarsi nel vedere il mare, la rassegnazione di una vita cadenzata tutti i giorni agli stessi ritmi bestiali, il confidare lo scettro della vendetta ai figli, la morte, che è dolore apparante, ma liberazione reale.

Anzi, la morte non esiste, perché anche quelli che non ci sono più restano ad ingombrare lo spazio già di per sé angusto, occupato dagli escrementi che il padre toglie dalle fognature intasate per soli 20 euro, ricoprendolo di merda, che è il colore della sua vita, l’odore dei suoi passi. A poco o a nulla serve che si pettini e che si spruzzi un po’ di profumo. Piace solo a sua moglie, morta, certo, ma risorta, in un momento nel quale la famiglia sta assistendo ad un altro decesso, quello di una delle sette sorelle, un imperdonabile distrazione della quale viene accusata la maggiore, che a sua volta rinfaccia ad una sorella la morte del proprio figlio, che rappresentava, per lei e per l’intera famiglia Macaluso, la possibilità del riscatto.

E’ una promessa del calcio, non mantenuta ma solo perché interrotta, perché se la vita non si fosse fermata troppo presto, quel ragazzo, con la maglia del Napoli numero 10, quella di Maradona, avrebbe fatto esplodere il San Paolo e avrebbe dato ai Macaluso il loro giusto peso.

Letteralmente fantastiche, Serena Barone, Elena Borgogni, Italia Carroccio, Marcella Colaianni, Alessandra Fazzino, Daniela Macaluso, Leonarda Saffi e Stephanie Taillandier; straordinari Sandro Maria Campagna e Davide Celona; inavvicinabile Emma Dante, direttrice di un’orchestra scordata, nel senso di dimenticata, che continua a vivere il proprio sogno con il folle coraggio, ricco di illusioni stupefacenti, di riscatto.

Che non arriverà mai, nemmeno di fronte al poetico nudo di una delle sorelle, che sognava, da bambina, di iscriversi alla scuola di danza Passi d’angelo e che per indossare il tutù dei suoi desideri, deve prima togliersi la divisa scura, pantaloni e camicia, che la fa somigliare, indistintamente, ad una delle altre sei e restare completamente nuda, continuando a danzare, con le altre sorelle che riprendono la via del fondo indiscriminato e buio, con il padre e la madre che consumano, con voluttà, ancora un rapporto e con il nipote calciatore che agonizza tra spasmi indicibili.

Una leggerezza imbarazzante, una poesia esplosiva, un’eleganza irritante; una rappresentazione che arriva diritta alla bocca dello stomaco e lascia, per più di un istante, senza fiato.

Oggi pomeriggio, sabato 11 aprile, alle 17:30, alla libreria Lo Spazio di via dell’Ospizio, l’intera compagnia teatrale, moderata dal direttore artistico dell’Atp, Saverio Barsanti, incontrerà il pubblico. Per noi sarà l’occasione, emozionante, per ringraziarla.

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