CHIACCHIERE E PRESUNZIONE

Uno e trino, ma sempre bombino...
Uno e trino, ma sempre bombino

CON IL DEF (Documento di Economia e Finanza) Renzi mette sul piatto 10 miliardi di tagli alle spese e nessun aumento dell’imposizione fiscale.

I tagli alle spese: essenzialmente dalla riforma della Pubblica Amministrazione, centralizzazione degli acquisti e stretta sulle partecipate (4-5 miliardi); minori agevolazioni fiscali e riordino degli incentivi alle imprese (1,5 miliardi); gli ultimi 3-4 miliardi si dovrebbero recuperare dagli interventi contro gli sprechi delle Regioni.

Il Fisco: escluso l’aumento dell’Iva, nessuna nuova imposizione (oggi è il 43,5% del Pil, dati Istat).

A parte la necessità di tenere bene a mente questi contenuti per verificarne l’attuazione, non appare del tutto efficace, per esempio, la centralizzazione degli acquisti che se da una parte può scongiurare gestioni personalistiche, dall’altra impone lungaggini e costi aggiuntivi per procurarsi un qualsiasi bene necessario alla gestione che debba provenire da altre città.

La stretta sulle partecipate suona un po’ una sconfitta se si considera che si partiva dalla necessità di abolirle; infine quando si parla di una razionalizzazione – sempre buona cosa – nel caso delle imprese è indispensabile aumentare e rendere più efficaci gli incentivi, data la crisi occupazionale spaventosa che abbiamo davanti agli occhi.

C’è sempre una morale. Questa è la nostra: ci sono tre ragazzi sulla soglia dei trent’anni, li indichiamo con le iniziali perché non è necessario identificarli, sono solo l’esempio di come vanno le cose oggi in Italia: G. è uno storico dell’arte, laureato a Firenze con la lode, ha fatto importanti ritrovamenti e studi apprezzati ovunque; N. è un architetto, si è laureato a Firenze con il massimo dei voti; G. è un biologo, si è laureato in biologia molecolare a Pisa.

G., lo storico dell’arte, adesso si trasferisce a Berlino; N., l’architetto, lavora in uno studio a Parigi e G., il biologo, dopo un anno nei laboratori di Cisanello senza prospettive, ha trascorso gli ultimi tre anni in Pennsylvania, dove ha potuto fare ricerca presso la locale Università.

I tre ragazzi, insieme fin dalle elementari, hanno frequentato adeguatissime scuole pubbliche, facoltà eccellenti di due delle più prestigiose Università italiane, note in tutto il mondo proprio nelle specifiche discipline da loro scelte. La loro formazione ha avuto un costo per il sistema Italia, questo sforzo economico ha prodotto buoni frutti, di cui altri, non l’Italia e gli italiani, godranno i benefici.

Purtroppo nessun documento di economia e finanza, nessuna manovra politica è efficace se non si riesce a cogliere i frutti di quei semi che abbiamo pagato a caro prezzo e che vanno a imbandire le tavole altrui.

Questo Renzi non lo vede nemmeno: e perché non è assolutamente capace di vederlo.

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