chiantibanca: REPLICA DI UN GRUPPO SOCI

 

Il Presidente Cristiano Iacopozzi

FIRENZE. “Come possono nove persone mettere in dubbio la presenza e il voto favorevole di migliaia di soci?”.

Così, in una lettera al presidente di ChiantiBanca, Cristiano Iacopozzi, un gruppo di soci dopo il ricorso presentato da altri soci nel quale si chiede l’annullamento della decisione assembleare di adesione della banca alla holding Cassa Centrale Banca (Ccb), presa quando al vertice
dell’istituto chiantigiano c’era Lorenzo Bini Smaghi. Un ricorso che viene definito nella lettera “pretestuoso e irrilevante”.

Ma il gruppo di soci si rivolge all’attuale Presidente anche perché ha appreso dalla stampa che “la nostra banca – scrivono – nutre ancora perplessità su l’adesione al Gruppo Trentino”, ricordando che tale adesione fu “presa praticamente all’unanimità dei partecipanti”. Tra i motivi dell”impugnazione c’è proprio in fatto, secondo i ricorrenti, che tale decisione fu presa tra “pochi intimi”.
I firmatari della lettera all’attuale Presidente sostengono anche di avere “il ragionevole dubbio che le scelte del Cda siano influenzate più dalla salvaguardia di interessi di parte che da quelli della banca”, scrivono dicendosi “sorpresi” che nella reazione dell”istituto alla notizia del ricorso “il Cda non sia entrato nel merito e non abbia chiarito le scelte pendenti da tempo, ma si sia limitato a chiarire che il ricorso non riguardava le poltrone del Cda stesso che sarebbe rimasto in carica”. I soci concludono dicendo di aspettarsi dal Presidente che “insieme al Consiglio gestisca Chiantibanca nell’interesse generale e no di alcune particolarmente, con trasparenza e equità, soprattutto nei confronti dei dipendenti e dei soci”.

[comunicato stampa – soci ChiantiBanca]

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