chiesa in travaglio. BURIANO E LUCCIANO SENZA MESSE DOMENICALI

Ignoti i motivi della scelta fatta da don Franco Monticelli. E il parroco di Quarrata, don Fausto Corsi, scrive ai fedeli delle due parrocchie
Don Franco Monticelli
Don Franco Monticelli

QUARRATA. [a.b.] “Rivolgo un saluto cordiale alla gente di Lucciano e di Buriano: dopo diversi anni di servizio domenicale, da oggi si interrompe questo rapporto, per incarichi che verranno. Ho avuto modo di conoscere persone veramente autentiche e di grande fede: buon viaggio, figliuoli, preghiamo a vicenda”.

Così, con poche parole scritte sulla sua pagina facebook, don Franco Monticelli, giovedì 10 settembre in mattinata aveva annunciato la sua rinuncia a presenziare le celebrazioni eucaristiche nelle due parrocchie – da tempo senza un proprio parroco – affidate alla propositura di Santa Maria Assunta di Quarrata.

Un annuncio inaspettato, improvviso che in questi giorni ha alimentato il pettegolezzo tra i parrocchiani sia di Buriano che di Lucciano, tanto che qualcuno sul profilo facebook della Chiesa di Buriano – aperto anche con il nome di Pietro Innocenti (se non sbagliamo si tratta proprio di don Henny Pietro Innocenti nato appunto il 25 marzo del 1912 in quel di Vinci) – ha scritto: “Il pettegolezzo soddisfa il voyeurismo latente in ciascuno di noi per cui, sia pure per interposta maldicenza, cerchiamo di spiare quello che accade nelle Chiese e nelle case altrui ecc. Alcune persone vivono sul sussurro quotidiano circa il comportamento o le disgrazie altrui. Talora queste mormorazioni possono rovinare la vita di una persona e di una comunità. La gente vede, sente e parla. Purtroppo però vede male, sente poco e parla troppo”.

A distanza di una decina di giorni ha cercato di dipanare la questione con un intervento garbato il parroco di Quarrata, don Fausto Corsi, che, rivolto ai parrocchiani delle due frazioni collinari quarratine,  ha cercato di chiarire la situazione venutasi a creare senza però trovare una spiegazione plausibile a quanto è successo anche perché – a quanto sembra – non è riuscito a parlare con il diretto interessato.

La lettera di don Fausto
La lettera di don Fausto Corsi

All’origine della scelta di don Franco Monticelli ci potrebbe essere anche una sorta di ripicca a un appunto ricevuto da un confratello di vicariato, relativo “alla sua non assidua presenza agli incontri di clero, diocesani e vicariali”, come farebbe pensare la lettura dell’intervento di don Corsi.

Ecco il testo:

Carissimi parrocchiani di Buriano, sono a disturbarvi con queste poche righe perché mi vedo mio malgrado costretto a chiarire la situazione di disagio che stiamo vivendo, creatasi a seguito della non disponibilità di don Franco a celebrare l’eucarestia domenicale.

Il motivo che mi spinge a questo è dovuto soprattutto a insistenti e fantasiose congetture che stanno passando di “bocca in bocca” (e non di “cuore in cuore” come dovrebbe invece avvenire tra coloro che almeno tentano di percorrere il cammino cristiano) relative alle motivazioni della scelta di don Franco.

Mi spiace parlare al suo posto e cercherò di farlo nel modo più rispettoso possibile. Io credo che don Franco abbia svolto in questi anni un servizio egregio con una disponibilità a tratti inimmaginabile. L’ho ritrovato dopo anni (eravamo vicini di parrocchia, lui a Piteccio e io a San Felice) e ho riscontrato la stessa disponibilità all’aiuto reciproco; a tratti eroica considerando i problemi di salute che ha avuto. Ho avuto modo di dirglielo e ringraziarlo per questo.

Don Fausto Corsi
Don Fausto Corsi

Ogni sacerdote, prima di essere tale, è anche un essere umano con la sua personalità, con specifici tratti caratteristici; e di conseguenza anche con una sensibilità teologica e pastorale proprie. Posso affermare con assoluta certezza che pur nella nostra diversità non ho mai ritenuto questo un motivo di divisione. Le scelte pastorali, le modalità celebrative, le sfumature teologiche che lui ha operato o portato avanti in questi anni, non sono state mai in me manifesto motivo di critica nei suoi confronti.

Risale al giorno 9 settembre alle ore 17:49 il messaggio con cui don Franco mi informava della sua non disponibilità a poter celebrare a Buriano e Lucciano. Ritengo, ma è solo una congettura e l’ultima parola dovrebbe averla don Franco che la sua decisione sia maturata in quella giornata quando al mattino, riuniti i preti dell’intero vicariato, don Franco si è sentito rivolgere critiche di un confratello, relative alla sua non assidua presenza agli incontri di clero, diocesani e vicariali che fossero.

Dopo questo mi trovo impossibilitato ad aggiungere altro anche perché non c’è stato altro se non il messaggio telefonico. Credo che da parte nostra sia giunto il momento di pregare gli uni per gli altri, sostenersi nelle fatiche e gioie della fede, collaborare con amicizia e fraternità per costruire comunità ecclesiali sempre più ispirate alla parola di Dio e non a battibecchi umani; adoperarsi perché il prossimo che oggi abbiamo accanto possa con il nostro aiuto essere felice e non rattristato da nostri calcolati comportamenti o umorali atteggiamenti ispirati più da volontà di ferire anziché di curare.

Non aggiungo altro se non la pagina di Vangelo che tra un po’ ascolteremo e per la quale chiedo a Dio di poterla prendere sul serio e non come uno dei tanti discorsi che “sarebbe bene seguire ma poi la vita è un’altra cosa”.

Che Dio ci perdoni se non riusciremo a farlo; che Dio ci risollevi ogniqualvolta non ci accorgiamo della propria piccolezza e continuiamo a scambiare per orgoglio e superbia la nostra miseria umana.

Buona Domenica.

Don Fausto

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