ci fa senso. LA “BUONA SCUOLA” FRA BUFALE, BUFALI E UN… ARROSOLATO FUTURO

Il Tirreno, 1° settembre 2015 - Assunzioni insegnanti
Il Tirreno, 1° settembre 2015 – Insegnanti di sostegno

DEL PIANO nazionale assunzioni, nell’ottica della “buona scuola”, ad oggi – quando la fase zero e A sono completate – si nota la mancata trasformazione delle cattedre di fatto in organico di diritto per le materie curriculari, mentre il contrario è stato fatto per le cattedre di sostegno che sono state in gran numero messe a ruolo (ed altre ne seguiranno).

Vediamo un po’ di storia e di numeri sul comparto “personale della scuola” e di conseguenza quanto costa in termini sociali (e quanto rende in termini di consenso).

Uno studio della Fondazione Agnelli, risalente al 2009, evidenzia che “Dal 2000 a oggi (2009, 6 anni fa – n.d.r.) le dimensioni del corpo docente della scuola statale italiana sono rimaste stabili: le cessazioni sono state compensate da nuove immissioni in ruolo, attingendo da una riserva sempre abbondante di precari.

Dal 2000-01 al 2008-09 sono stati immessi in ruolo in media circa 23mila insegnanti all’anno, per un totale di circa 203.000 neoassunti. Il grafico 1 evidenzia la crescita del corpo docente a partire dalla metà degli anni 70 rispetto all’andamento del numero di alunni, mentre il grafico 2 mostra il rapporto insegnanti/allievi, nelle tre fasi della formazione scolastica, nel raffronto con altri Paesi europei: in Italia tra curriculari e insegnanti di sostegno toccano circa 10 ragazzi a testa.

Relativamente all’a.s. 2013/2014 il Miur pubblicò una nota su sedi, alunni, classi e dotazioni organiche del personale docente della scuola statale. Dalle indicazioni ministeriali risulta che in Italia, nel 2013/14, c’erano:

  • – 7,8 milioni di studenti – poco meno del 10% dei quali stranieri (736 mila),
  • – 728 mila docenti che sono indicati nell’organico di fatto, e 101 mila insegnanti di sostegno chiamati a seguire 207 mila alunni con disabilità.
1 - docentigrafico1
Grafico n. 1

Per i professori i posti in organico di fatto sono 728mila in totale. Ad essi si aggiungono 101.391 per il sostegno, anche se il valore di previsione di questi ultimi è di 103 mila.

Ad oggi, 1° settembre 2015, con la buona scuola: dei 36.267 docenti assunti nella fase 0 (quella che si è già conclusa), 21.880 sono i precari che, tra posti comuni e di sostegno, andranno a coprire le cattedre vacanti, ovvero quelle lasciate libere dagli insegnanti che andranno in pensione a partire dal 1° settembre 2015.

Questa immissione in ruolo è, evidentemente, fisiologica e non strutturale: insomma la avremmo avuta comunque per effetto del turn over ed è, quindi, una presa di giro alla Renzusconnini (neologismo da Renzi-Berlusca-Giannini)

Ma ora guardiamo bene quanti sono gli assunti nel sostegno: i rimanenti 14.747 docenti, invece, saranno assunti per andare a coprire i posti vacanti del sostegno. La cifra viene fuori dalla somma dei 5.852 posti eccedenti le stabilizzazioni dello scorso anno e dagli altri 8.895 posti risultanti dalla variazione dei posti da organico di fatto a organico di diritto, operata in base all’articolo 15 del Dl 104 del 2013 (il meglio conosciuto “decreto Carrozza”).

Con le assunzioni del prossimo anno scolastico andrà a completamento anche il piano delle assunzioni previste per il sostegno dal precedente Governo Letta, che annunciava l’aumento di 26.684 posti proprio trasformando i posti previsti per l’organico di fatto in organico di diritto, l’unico utile per le stabilizzazioni in ruolo.

Tuttavia, le stabilizzazioni non dovrebbero coprire la totalità dei posti vacanti, ma dovrebbero avanzare circa 14 mila posti che saranno occupati con le assunzioni del piano della Buona Scuola.

Grafico n. 2
Grafico n. 2

Insomma, alla fine, 28.747 è il numero totale degli insegnanti di sostegno aggiunti, che così passano da 101.000 a 130.000. E per questo 207.000 alunni con disabilità saranno seguiti da 130.000 insegnanti di sostegno: ogni insegnante, dunque, avrà 1,5 alunni/allievi da seguire.

Il rapporto tra 7 milioni e 800 mila alunni (tutti, compresi i diversamente abili) e 750mila insegnanti ordinari, comprese le ultime assunzioni, sarà pari a 10,4 ragazzi per insegnante.

Se ce la possiamo permettere – e già questo è tutto da dimostrare – non è detto comunque che sia un’operazione intelligente.

Tranne, ovviamente, che per il Governo: che la porta avanti con la solita dose di drogato populismo applaudito dai più; cioè quel mix di spavalda stupidaggine acèfala che, pur caratterizzando la sopraffina intelligenza renziana, trova buon sostegno in destre, sinistre e furon-centri montiani (Giannini) pronti a fare di tutto pur di restare in sella fino al 2018 allorquando, dopo essersi fatti i quattrini (da parlamentari e non solo), potranno liberamente espatriare alle Cayman, mentre l’Italia della Merkel e del Pd liberista potrà pure schiantare, affondare e… magari anche licenziare una bella fettuccia dei nuovi assunti.

Prosit!

__________

 

I nuovi Presidi varati dalla democratica sinistra democristiana
I nuovi Presidi varati dalla democratica sinistra democristiana

P.S. – E fatemi fare anche una battuta. Volete la buona scuola davvero? Eliminate i Presidi-Dirigenti Scolastici: non sono mai serviti a nient’altro che far consumare carta igienica da circolari e ore inutili in riunioni-onco nel pomeriggio.

Negli anni 70 i compagni li volevano “elettivi”, poi, con Berlinguer, li preferirono manager. Ma erano solo docenti, il più delle volte con scarsa attitudine all’insegnamento e con un difficile rapporto con gli studenti e la cattedra – e si sa: in Italia… chi non sa fare comanda.

Senza capostazione, perfino i treni di Rete Ferroviaria Italiana riuscirebbero a mantenersi in orario: figuratevi la scuola senza Dirigenti! Andrebbe come un treno.

Sostenete questo quotidiano con un piccolo contributo attraverso bonifico intestato a

«Linee Stampalibera» Iban IT64H0306913834100000008677 su Intesa San Paolo Spa - Pistoia. Riceverete informazioni senza censure!

Print Friendly, PDF & Email

4 thoughts on “ci fa senso. LA “BUONA SCUOLA” FRA BUFALE, BUFALI E UN… ARROSOLATO FUTURO

  1. Buon giorno Direttore, io sono figlio di una maestra elementare che ha insegnato fino a fine anni 70, ho figli alle scuole elementari e per lavoro le ho girate tutte lavorandovi a lungo, dalle elementari alle superiori. L’idea che mi sono fatto è che da almeno 45 anni lo studente ha smesso di essere il fine della scuola. Il fine della scuola oggi è occupare più gente possibile senza alcuna selezione. Così ci sono quelli bravissimi e quelli che fanno i pedofili. I programmi scolastici si sono gonfiati di un sacco di roba inutile oppure utile ma fatta dalle persone sbagliate (l’esempio classico è l’insegnamento dell’inglese alle elementari svolto da insegnanti nemmeno laureate in lingue straniere…e che porta i bambini dopo cinque anni a sapere come si dice rosso in inglese….tutto questo mentre i loro pari età scandinavi sono praticamente bilingui).
    Il sostegno è per lo più visto dai precari come un mezzo per fare punteggio per la tanto agognata cattedra in una classe “regolare”: non è richiesta alcuna preparazione specifica e infatti io vengo poi chiamato a supplire a questa mancanza (a spese vostre). In tanti anni ho trovato solo un’insegnante che conoscesse il braille, ho visto insegnati di sostegno fare a botte con ragazzi autistici, ho provato, senza successo a far licenziare un’insegnante di sostegno che, ad un ragazzo non vedente che non capiva una cosa, aveva risposto:”guarda la lavagna”: lei è rimasta, lui ha abbandonato gli studi.
    E che dire dei bulli? Ho salvato una ragazzina di 12 anni da un pestaggio organizzato da tre coetanee in una scuola alla moda cittadina…risultato, predica e dito rotto per l’aggredita, nessun provvedimento per le bulle (e tutti che durante il pestaggio, insegnanti e genitori rimasero fermi a guardarmi invece di aiutarmi a dividerle)
    Da ultimo i dirigenti: ai tempi di mia madre si chiamavano direttori e verificavano continuamente la qualità didattica dei loro insegnanti, oggi sono dei burocrati sommersi dalle scartoffie che mirano prevalentemente a “sfangarla” ad arrivare a fine anno senza denunce.
    Sulla maleducazione di molti genitori direi di sorvolare…parlano da soli gli atti d’inciviltà commessi da adulti che pensano di avere l’età dei loro figli e vanno in giro conciati come deficenti.
    Il risultato di tutto ciò è che, tornando ai paragoni, è che io che andavo a scuola dal 1 ottobre al 31 maggio dalle 8.30 alle 12.30 in quinta sapevo a menadito le regioni italiane e tutte le province, i fiumi i laghi…conoscevo i fatti della 1° guerra mondiale…oggi mio figlio in 4 anni ha studiato “gli ambienti” (cosa sono montagna, collina, pianura….) , ha fatto dalla 1° alla 3° la Preistoria (ridere per non piangere) e non sa nemmeno cosa sia un poligono….
    A chi giova? Forse a chi ha deciso che un popolo ignorante lo si raggira meglio.
    Massimo Scalas

  2. Anche a me fa senso, e non poco. Non ho mai vissuto nel mondo della scuola dopo la fine degli studi, ma ho molte conoscenze ed amicizie in quel mondo, e spesso, nei nostri incontri sento parlare della scuola come è adesso. E, nonostante non sia la prima volta e certe cose già le sappia, non posso fare a meno di provare indignazione, rabbia, tristezza, a leggere quanto dicono Edoardo nel suo articolo e Massimo nel suo, come sempre, puntualissimo intervento. Per quanto riguarda fiumi, laghi, monti e quanto altro vogliamo, non posso che confermare in pieno, così come, in negativo, per quanto attiene ai genitori di oggi.
    Ma poi, dopo avere dato ragione a piene mani ad Edoardo e Massimo (per quanto gliene può fregare), mi domando, come per altri argomenti di discussione: come se ne esce? Ci sarà mai qualcuno, in Italia, che un bel giorno scopre il bluff e ricomincia davvero tutto, su basi nuove? Magari, semplicemente, non vergognandosi di ripristinare quelle cose, non certo poche, che andavano bene cinquanta anni fa e che sono state abbandonate per ansia di falso nuovismo, o per chissà quale altro motivo?
    Oppure dovremo dare, a malincuore, ancora una volta, ragione a Edoardo quando dice che questa Italia non potrà salvarsi?
    Piero.

  3. Salve Piero!…ottima domanda: rispondo che se non siamo in grado, si può copiare. Copiare dai primi. In questo caso la Finlandia, che ha fatto una riforma partita nel 72 e terminata nell’83. Non a caso metto le date, perchè già lì è implicita la differenza che corre tra una Nazione dove ogni ministro smonta quello che ha fatto il precedente e un’altra dove si mette in pista una riforma articolata, complessiva, di lungo periodo che, per sua natura necessita di chiarezza di obbiettivi condivisa da tutte le forze politiche e sociali e che va al di là del colore del governo in carica. Non stò a spiegarla tutta, ma per capirci basti pensare che là gli studenti che vogliono, non dico insegnare, ma accedere alle facoltà abilitanti sostengono un’esame che ne scarta il 90%. Perchè diciamolo una volta per tutte. La scuola non è l’edificio, ne i mezzi didattici. La scuola è l’insegnante, che se bravo può anche fare a meno di libri, ausili, lavagne elettroniche…
    Se ritrovo il link della riforma finlandese lo posto.
    Alla prossima
    Massimo Scalas
    PS. dimenticavo prima la perla di un’insegnante delle elementari che nel pomeriggio, coi bimbi in giardino a giocare (a che serve il pomeriggio?…serve a parcheggiare i bambini in attesa che i genitori se li riprendano…è scientificamente dimostrato che dopo un’ora su un’incombenza, la capacità di concentrazione di un adulto cala…figuratevi in prima elementare…), raccontava a voce alta e coi bambini he sentivano le sua gesta erotiche con un pittore marocchino che doveva dipingergli la cucina….

  4. …posso aggiungere solo che non essendo più capaci di incidere positivamente su nessun aspetto del vivere civile, la politica, i politici tendono solo al miglior risultato per sé…
    la buona scuola non interferisce minimamente con l’educazione né con la formazione, al massimo scongiura una ulteriore rampogna da parte dell’Europa sul tema del precariato…in verità questa riforma non elimina nemmeno il precariato non avendo ciò come vero fine.
    E’ più semplice sparare numeri che verificare e scegliere.
    Il sostegno, al Governo, se lo danno da soli.

Lascia un commento