ci fa senso. NON “PA” MA “PI”, PUBBLICA INEFFICIENZA

Dehors del gran caffe le damier
Dehors del Gran Caffè le Damier

PISTOIA. La quinta commissione consiliare era invitata per le 17 in prima; per un po’ dopo in seconda convocazione.

Passa un’ora e finalmente si riunisce. Sono le 18 di oggi 19 ottobre.

Appena dieci minuti dopo, più o meno, l’adunanza si scioglie e tutti se ne vanno. C’erano anche i cittadini. In latino si dice “infecta re”, senza aver concluso un cappero. Manca il dirigente, ci dicono. Manca il funzionario, aggiungono.

Il tema era quello dei tavoli lungo le vie o in aree pubbliche: i cosiddetti (tanto per essere tributari dei francesi che ci sfottono a buon diritto) dehors.

I commercianti avrebbero dovuto presentare nuova domanda a novembre: ma la vecchia normativa non è più in corso legale e quella nuova non c’è ancora. La lira, insomma, non si può più sospendere e l’€uro non è ancora nato.

È da nove mesi che se ne discute, in Comune, a Pistoia. In nove mesi nasce un bambino, ma la struttura amministrativa comunale non è capace di ri-scrivere un regolamento.

Attualmente la stessa sorte tocca a: 1. lavori in economia; 2. asili 0-3 anni; 3. Giostra dell’orso.

È ovvio che in questo caso è errato parlare di PA, pubblica amministrazione. Dobbiamo dire PI, pubblica inefficienza.

Chi non è d’accordo alzi la mano.

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3 thoughts on “ci fa senso. NON “PA” MA “PI”, PUBBLICA INEFFICIENZA

  1. Buongiorno….mmmmh…dunque, dunque….se ho capito bene:
    – regolamento da riscrivere
    – 9 mesi sono passati
    – la commissione si riunisce per 10 minuti

    tirando le somme: un bel gettone di presenza (immagino che a Pistoia funzioni come in tutti gli altri comuni italiani…ma se mi sbaglio fatemelo sapere che mi cospargo il capo di cenere) per 10 minuti di non lavoro, su una questione che la città aspetta da tempo di vedere risolta.

    proposta: aboliamo le commissioni e rinnoviamo in automatico il vecchio regolamento

    1. Sig. Scalas, condivido appieno la sua riflessione come sempre attenta e puntuale. Ecco perchè ieri ho ritenuto necessario mettere a verbale la mia personale intenzione di lasciare il gettone della seduta in favore del “fondo di solidarietà”. A quanto sembra però non è possibile rifiutare il gettone direttamente, tutt’al più, mi è stato detto, se è mia intenzione di devolverlo in beneficenza, di riscuoterlo e poi farne ciò che voglio… Ovviamente ci sarà il verbale a conferma delle mie parole e non solo. L’intenzione spontanea di non recepire il gettone è nata in primo luogo per come è stata gestita la seduta: apertura lavori alle 17.58 circa (la II° convocazione era fissata per le 17.30 e i gruppi presenti erano più che sufficienti per aprire la seduta) in assenza di assessore, funzionari/dirigenti,ospiti e chiusura dopo venti minuti molto scarsi e documenti che continuavano ad arrivare anche dopo la chiusura; in secondo luogo invece ho riflettuto sul fatto che questa seduta potrebbe essere presa in attenzione dalla Corte dei Conti per danno erariale non avendo prodotto alcunché per la collettività tranne i costi annessi alla commissione.
      Al di là di questo, sto prendendo comunque contatto con il dirigente dell’ufficio preposto per comprendere quale sia l’iter corretto per non avere la corresponsione di tale gettone di presenza in rispetto di ciò che ho scelto volontariamente di fare. Quando avrò risposta non sarà un problema condividerla con lei e i lettori di Linee Future. Cordiali saluti

      1. Buon giorno Sig.Giorgi…la ringrazio per il riscontro: vede, io non sono uno di quelli che pensa che il lavoro di un politico non vada retribuito (e non penso nemmeno vada dato in parte al partito o movimento che sia) anzi, se ben fatto porta a ricadute positive per tutta la collettività, quindi va pagato e bene (pur senza sforare, come si fa ora dalle medie europee). Io sono contro a questo sistema, che permette in modo surrettizio di avere uno stipendio a fine mese che è indipendente dal lavoro svolto. Tutti ormai sappiamo come funziona il gettone di presenza e l’abuso che se ne fa. (lasciamo perdere poi quanto sia ridicolo per le istituzioni stesse il divieto di rifiutarlo….) Quindi in questo caso concordo con Lei e apprezzo molto le sue intenzioni. Vada avanti così, che prima o poi le persone inizieranno a valutare i fatti anche in questo Paese di chiaccheroni. Io vi stò votando anche se non sono grillino perchè da anni ho deciso di guardare le “opere” e lasciar perdere le parole.

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