«CI SCUSIAMO PER IL RITARDO» AL MASCAGNI DI POPIGLIO

Realizzato dal gruppo teatrale Gli Omini è dedicato alla valorizzazione della linea ferroviaria Porrettana e alle sue piccole stazioni di periferia. In scena martedì 24 aprile alle ore 21
Gli Omini

POPIGLIO. [m.f.] Ci scusiamo per il ritardo, storie di treni uomini e viaggiatori, è il titolo dello spettacolo teatrale in scena alle ore 21 il prossimo martedì 24 aprile al teatro Mascagni di Popiglio.

Lo spettacolo, realizzato dal gruppo teatrale Gli Omini è dedicato alla valorizzazione della linea ferroviaria Porrettana e alle sue piccole stazioni di periferia.

“Lo spettacolo è un collage di frasi. Storie, personaggi, frammenti di vista raccolti sui binari, nelle sale d’aspetto e negli altri locali della stazione. È una piccola folla, un campione di umanità, che vive per una parola, un aneddoto, un destino apparentemente insignificante.

C’è sicuramente il distacco dell’osservatore, che si concretizza in una vena ironica… e che in scena si traduce in un inevitabile straniamento.

Ma c’è anche un’adesione sentimentale, un’empatia che si sedimenta e si consolida nel lavoro. Ci scusiamo per il disagio nasce in presa diretta con la realtà, quasi senza altro. Non mancano squarci ironici, surreali.

Il teatro Mascagni di Popiglio

Tra fari e nebbie, notti e binari, si svela la transitorietà dei nostri destini, la nostra fragilità. A passare in questi luoghi di passaggio la maggior parte del loro tempo sono (…) individui marginali, profughi dell’esistenza che in questo “non luogo” di transito hanno trovato rifugio. La loro fragilità diventa sintomo della vulnerabilità di tutti noi.

Le loro vicende apparentemente periferiche, spesso sgangherate, assumono un significato politico.” Oliviero Ponte di Pino, Giulia Alonzo, www.ateatro.it (http://www.ateatro.it/)

Ci scusiamo per il disagio ha debuttato a luglio 2015, in versione site-specific, nel Deposito dei Rotabili Storici di Pistoia (un luogo carico di memoria, un angolo protetto della città che è stato aperto al pubblico diventando la scenografia con i suoi binari morti e i suoi vagoni d’epoca), per poi essere ospite di numerosi Festival e teatri italiani nella versione da ‘palcoscenico’.

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