CINQUE RACCONTI SU MAIGRET SCRITTI NEGLI ANNI 30

Gino Cervi nei panni di Maigret
Gino Cervi nei panni di Maigret

CORRE l’anno 1934 quando Georges Simenon decide di concludere la carriera del suo commissario Maigret, lo scrittore belga ambisce forse a non essere etichettato ulteriormente come autore di romanzi polizieschi. Per esigenze economiche e con le pressioni dell’editore, però, Simenon torna sulla sua decisione rimettendo all’opera il più famoso poliziotto di carta, prima nelle vesti di pensionato che non si rassegna al congedo e poi facendolo tornare al Quai des Orfèvres.

Ed ecco oggi “Minacce di morte” di 166 pagine, contenente cinque racconti tradotti da una simenoniana di lungo corso come Marina Di Leo, con un Maigret declinato in versioni diverse ma sempre inconfondibile: scontroso e umano in “Quelli del Grand Cafè”, turista poco spensierato in un lussuoso albergo di Cannes nell’Enigmatico signor Owen, sottoposto alle tentazioni di un’avvenente ventenne in “Minacce di morte”.

Tre racconti inediti nella traduzione in italiano, affiancati da “Vendita all’asta” ambientato in una locanda sperduta in Vandea e “Il prigioniero della strada” quasi il manifesto della personalità di Maigret, dove il commissario ingaggia una gara di resistenza con un sospettato impegnando le energie fisiche e psicologiche di entrambi, una sfida aperta fino all’ultima mossa nella quale vincerà Maigret. Simenon si caratterizza come sempre nel non innamorarsi dei suoi personaggi, scrutandoli a debita distanza.

Il personaggio di Maigret coniuga il rigore dell’uomo di legge e la complessità dell’uomo tout court, con una produzione in serie di 75 romanzi e 28 racconti scritti tra il 1931 ed il 1972, che non è così nettamente distinta dalla produzione “non Maigret” dell’autore, scritta con sorprendente rapidità ed anche per necessità di forza maggiore. Nonostante ciò le inchieste di Maigret avvincono come deve fare la buona narrativa ed insegnano a comprendere senza giudicare come sa fare la grande letteratura.

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