CLAUDIO MARTELLI, «RICORDATI DI VIVERE» (SENZA INDULGERE TROPPO, MA VIVERE)

«Un uomo che ha vissuto epoche e incarichi prestigiosissimi, che ha deciso di ritrarsi dalla scena pubblica sentendosi in dovere di rispettare il valore delle istituzioni e il popolo»
Giampaolo Pagliai, Claudio Martelli e Samuele Bertinelli
Giampaolo Pagliai, Claudio Martelli e Samuele Bertinelli

PISTOIA. Ieri Claudio Martelli, già delfino di Bettino Craxi, già vice Presidente del Consiglio del Governo Andreotti nel 1989, poi Ministro di Grazia e Giustizia (incarico che abbandonò appena ricevuto un avviso di garanzia) insomma proprio lui, è venuto a Pistoia a presentare il suo libro “Ricordati di vivere”.

In sala Maggiore le sedie erano già quasi tutte occupate alle 17:30, ora prevista per l’incontro. C’erano tanti socialisti e non solo. C’erano gli appassionati della politica e della storia politica della nostra Repubblica, giovani e meno giovani, un bel po’ di gente.

L’on. Martelli esce dalla stanza del Sindaco, che affaccia sulla sala Maggiore, è invecchiato (era molto bello e affascinante) appare relativamente incerto. È brevemente e amichevolmente introdotto da Giampaolo Pagliai (che gioisce in modo patente) poi la parola passa al Sindaco, l’ospite padron di casa, Samuele Bertinelli.

Il Sindaco illustra, elogiandolo lo stile letterario e la cultura di cui è intessuto il libro (tra l’altro dichiara di averlo letto tre, dico tre, volte, di notte perché di giorno c’è troppo da fare, ma poi anche al volo all’ultimo momento, una rilettura, per costruire meglio la sua introduzione) e poi parte con le osservazioni non alla forma né tanto meno all’uomo, ma ad alcune affermazioni del libro relative a indebite “indulgenze” dei socialisti nei confronti, per esempio, dei soldi. In un lungo lavoro di analisi Bertinelli ripropone molti dei temi affrontati, in chiave critica.

Prende infine la parola l’autore. Ha un eloquio piano e gradevole, elogia subito la lunga esposizione del Sindaco definendola magistrale e dice di augurarsi che sia stata registrata. Viene rassicurato in tal senso. Prosegue esponendo il suo punto di vista sulle varie questioni ed è di nuovo bello e giovane com’era e riesce a farsi capire, oltreché con le parole, con il tono, con gli accenti.

Di indulgenze preferisce non occuparsi – dichiara ironicamente– non essendo la dottrina dell’indulgenza nelle sue corde. Tuttavia se si vuol parlare di soldi forse sarebbe il caso di osservare anche il comportamento degli altri, che pure stanno a sinistra – e qui cita la voragine del Monte dei Paschi di Siena che supera di gran lunga, per consistenza, ogni altra “indulgenza” pregressa.

È un uomo che ha vissuto epoche e incarichi prestigiosissimi, che ha deciso di ritrarsi dalla scena pubblica sentendosi in dovere di rispettare il valore delle istituzioni e il popolo (cui attribuisce il potere di riformare lo Stato attraverso i referendum, anzi preconizza che le riforme istituzionali si faranno solo e se ci saranno i referendum), è un uomo che ancora vuole occuparsi di politica – così ha concluso il suo intervento – non certo candidandosi o accettando incarichi che gli starebbero stretti, ma lavorando, come ha fatto ieri, ad un ragionamento perché la sinistra italiana non manchi di nuovo e ancora l’appuntamento con la storia.

paolafortunati@linealibera.info

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LA SINISTRA E L’APPUNTAMENTO CON LA STORIA

 

Claudio Martelli
Claudio Martelli

Già… proprio quello.
Mi interrogo su quanto si sarebbe non potuto, ma dovuto fare con Tangentopoli e dopo.
Mi interrogo su quanto non è stato fatto e, soprattutto, non si è voluto fare. E nonostante le mozzature – tutte inutili – delle decine di teste.
Mi interrogo sulla «questione morale» di Berlinguer e sulle ruberie infinite che continuano imperterrite e impunite: e allora quel «la sinistra italiana non manchi di nuovo e ancora l’appuntamento con la storia» mi è dolorosamente e completamente chiaro, oracolare, definitivo.
La storia non insegna niente. La sinistra non impara niente.
Semplicemente una realtà da impazzire, poveri nostri giovani italiani dinanzi a un futuro di Merkel e di niente.

E.B.

direttore@linealibera.info

Foto di Luigi Scardigli.

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One thought on “CLAUDIO MARTELLI, «RICORDATI DI VIVERE» (SENZA INDULGERE TROPPO, MA VIVERE)

  1. seppur Martelli sia stato un personaggio politico che ha ricoperto importanti ruoli, resta sempre una persona condannata per aver ricevuto una tangente quindi trovo piuttosto fuori luogo che il Comune lo ospiti per presentare un libro.

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