coerenza. «LA VEDI? LA INZUPPI FORSE NEL CAFFELLATTE LA MATTINA…?»

Due esempi di argomentazioni di alto profilo forniti da due lettori dotati di somma coerenza e raffinata cultura
La coerenza la infili nel cappuccino?

AGLIANA. Un amico di Castiglion Fiorentino cinquant’anni fa mi diceva così. E giù risate a sfare, perché, se non è vero del tutto, è senz’altro vero per l’imperatore dei francesi, cioè per Bona-Parte.

In siculo – se non sbaglio – si dovrebbe dire pressappoco così: «A coerenza di la genti jè comu a pìeddi d’a uàddira: va unni tu a tiri e s’allunga da tutti i banni.  E sunnu propriu i cchiù duri e puri a cùsiri u vistutu cu chidda pìeddi dà…», ossia: la coerenza della gente è come la pelle dei coglioni: va dove tu la tiri e s’allunga da tutte le parti. E sono proprio i più duri e puri a cucirsi il vestito con quella pelle là…

Nei giorni scorsi mi avevano mandato un pensierino di Guido Del Fante («Comunque un “giornalista” che parla solo di centrosinistra e fa campagna con e per la destra di Agliana è poco credibile. Questo basta per smettere di leggere questo giornale [Linea Libera – n.d.r.] online chiaramente di parte») e stamattina mi imbatto in un altro suo “fiore” che suona così: «Basterebbe una risposta, la democrazia è anche questo…».

Il primo dei due “incidenti di percorso” di Del Fante, vuol far credere che lui, al contrario di Linea Libera, è davvero super partes: speriamo che il giovine si accorga delle stupidaggini che inanella, perché se va a vedere quante cose abbiamo scritto di lui e per lui sul nostro quotidiano, resterà male, dato che dovrebbe rendersi conto che «di parte» è lui che predica la morale e non noi che raccontiamo i fatti. Del resto, ci pensi bene: di cos’altro potevamo parlare se non delle decine di fatti e misfatti dei suoi amati Pd?

Così parlò Del Fante. 1

Ma più significativa assai è la sua seconda filosofica e profondissima osservazione. Del Fante è indignato perché il nuovo Sindaco Benesperi l’anno scorso votò contro l’omofobia e quest’anno, incoerentemente, non ha ancora concesso il patrocinio del Comune di Agliana alla manifestazione di Pisa di domani 6 luglio (se non sbaglio).

E ha ragione di essere indignato: peccato che lo sia solo dal suo punto di vista dopo essersi tirata «a pìeddi d’a uàddira» dalla parte giusta. Infatti Del Fante, uomo che stuzzica la coerenza di Benesperi, fa un bello scivolone sulla cacca quando dice: «Basterebbe una risposta, la democrazia è anche questo».

E chiariamolo pure: è una bella cacca di vacca (in toscano méccia, per l’esattezza). Perché ci ricorda, col suo ditino puntato e l’aria sussiegosa da Lisa Simpson prima della classe, che «la democrazia è anche questo», cioè rispondere: ovverosia non sottrarsi alle domande, come ha fatto con noi il Sindaco Marco Giunti, gentiluomo d’altri tempi.

Così parlè Del Fante. 2

Per citare Dante, mi verrebbe da dire «Guido i’ vorrei che tu e Magnanensi e Fragai e Alessandro Andrea Nesti e Bardelli di Tvl e la Tonioni e il Vannuccini (e molti altri in fila) e io, fossimo presi per incantamento in un vasèl ch’andasse ad ogni vento»: vorrei, cioè, che voi piddini imparaste, più che insegnare, che cos’è la democrazia.

Infatti a questi signori che ho appena citato e che si sono tagliati la lingua per non rispondere alle domande sui casini che hanno combinato con le loro mani, Guido dovrebbe insegnare che «Basterebbe una risposta, la democrazia è anche questo», dal momento che o la coerenza la inzuppi nel cappuccino la mattina, o devi – giustamente – smetterla di rompere i coglioni per insegnare agli altri quello che proprio tu non sai e non conosci.

Per questo ci verrebbe da dire: da grande, Guido, scegli di fare il professore, datoché la maggior parte dei docenti-Fedeli non conoscono la materia che insegnano. È così che si motiva e si argomenta, o Del Fante in scooter: non lo si fa certo con apodittiche (fàttelo spiegare dalla Valeria, lei è laureata ad Harward) affermazioni del tipo «Questo basta per smettere di leggere questo giornale [Linea Libera – n.d.r.] online chiaramente di parte». Un corno! disse il tagliaboschi quando sentì strombettare il cacciatore di stambecchi sulle Alpi.

Così parlò Paolo Tilli

In aggiunta, però, alcuni amici hanno segnalato anche un’altra amenità di un certo signor Paolo Tilli che, poeta stilnovista con forti ascendenze leopardiane, commenta godi popolo con queste sagge e delicate parole: «Più che un articolo di un giornalista sembra la difesa di un marito cornuto in tribunale all’udienza per il divorzio, ma questo bianchini che vita triste conduce? Magari ha anche tute le ragioni del mondo ma questo stile da vedova non trombante fa veramente ridere».

Questo Paolo (il cui nome, purtroppo, significa poco, pochino, pochetto, poca-roba) sembra fare come i gatti quando rizzano il pelo e gonfiano la coda; commenta, da spavaldone, con espressioni forti come per dire: «Badahà che roba, mbecille! Tu se’ proprio uno sciauràto con lo stile da vedova non trombante!».

E fa vedere con grande chiarezza chi è: un poca-roba che oltretutto della vita conosce il giusto se non sa che sono proprio le vedove – magari libere da mariti ingombranti e spocchiosi come lui – a spassarsela a tutto spiano, su e giù Casale e Baco.

Il riso abbonda…

D’altra parte ognuno mostra quello che è e quello che ha, come nella famosa barzelletta dell’automobilista che sorpassava e faceva le corna, mentre il sorpassato lo salutava sempre con il fazzoletto, senza scomporsi più di tanto.

Al casello si ritrovano e il cornaiolo chiede al gentile come mai, mentre lui gli faceva gestacci, l’altro rispondeva sempre con il saluto sventolando un fazzoletto bianco. E il gentile: «Vede, caro… ognuno mostra quello che ha!».

Se argomentare un giudizio di qualsiasi tipo, positivo e/o negativo, significa mettere in mezzo mariti cornuti, divorzi e stile da vedove non trombanti, i risultati, davvero, caro Paolo/poca-roba, non possono che essere necessariamente due:

  1. io passo una vita triste perché vedo gente che, al pari di lei, non capendo quello che legge, prende fischi per fiaschi, lucciole per lanterne, pulpiti per polpette e chiccole per caccole
  2. io passo una vita ancor più triste nel constatare che quello stile da vedove come-dice-lei fa ridere anziché far riflettere come e quanto sarebbe giusto.

E purtroppo, come lei evidentemente non sa, in questo mondo il riso abbonda in due bocche: quella dei cinesi e quella degli stolti.

E allora… godi, popolo!

Edoardo Bianchini
[direttore@linealibera.info]
Diritto di schiantar dal ridere


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