colpi alla montagna. PACINI, QUALE FUTURO?

Come verrà “potenziato” il Pacini di San Marcello dal 1° gennaio 2016? Sarà forse trasformato in Presidio Integrato Ospizio Territoriale?
Un Piot non è un neccio con la ricotta...
Un Piot non è un neccio con la ricotta…

SAN MARCELLO-MONTAGNA. L’ospedale Pacini, ora Piot, era, fino a pochi anni fa, un’eccellenza della sanità Toscana. Un Ospedale, funzionante e funzionale alle esigenze non solo della Montagna ma di tutta la provincia, tanto da contribuire alla diminuzione delle liste di attesa.

Un ospedale, con attrezzature all’avanguardia, in cui lavoravano professionalità che ne avevano fatto un polo attrattivo, ma che faceva “ombra” alle strutture della Piana.

Sostanzialmente un’anomalia da sanare e da riportare dentro gli standard qualitativi e quantitativi della media provinciale – più o meno vicini allo zero.

L’esperimento è riuscito: pezzo dopo pezzo l’ospedale è stato svuotato e dalla fine del 2012 è diventato un Piot. Il modello Giuditta, tanto caro ai compagni, verrà ora esportato nella vicina media valle del Serchio, zona afflitta dagli stessi problemi e con le stesse preoccupazioni già vissute nella Montagna Pistoiese: deindustrializzazione – vedi recente vicenda Kme –, spopolamento, riduzione dei servizi e crisi generale.

Il tempo è ora compiuto, i pianeti sono nuovamente allineati, le coordinate sono state inserite e Darth-Rossi è pronto a fare fuoco.

Nei patti territoriali, strumento surrettizio per far accettare alle comunità locali quello che altri avevano deciso per loro, incisi nel bronzo da Marroni, Giurlani e Compagni, ma su una carta neanche buona per essere riciclata o appesa al cesso, sta scritto: “Far precedere ogni decisione relativa alla riorganizzazione dei presidi distrettuali e/o territoriali, anche della Montagna, alla preventiva concertazione con i comuni interessati. […] Dare precise garanzie che i servizi previsti siano sufficienti alle necessità e che quantomeno non vengano ridotti in rapporto a quelli erogati fino ad oggi, nello specifico garantendo presso il Presidio Integrato di San Marcello: a) il mantenimento di un’attività ospedaliera; b) il funzionamento del pronto soccorso, dell’attività ortopedica tutto l’anno secondo le necessità e la casistica, della medicina internistica e il turn-over degli operatori con le stesse modalità adottate nel resto dell’Azienda”.

Si dice potenziamento, si legge nozze coi fichi secchi
Si dice potenziamento, si legge nozze coi fichi secchi

Come verrà potenziato il Pacini di San Marcello dal 1° gennaio 2016, data in cui entrerà a regime la Legge Regionale 28/2015 e quando anche i medici che operano nella struttura saranno andati in pensione?

  • I medici saranno rimpiazzati?
  • La struttura continuerà a essere presidiata h 24?
  • Eventuali azioni saranno concertate o verranno nuovamente calate dall’alto come successo per la chiusura della cucina?
  • I Sindaci chineranno ancora la testa mettendola nuovamente sotto la sabbia per non vedere e sentire?
  • In cosa sarà trasformato il Piot?
  • Sarà trasformato forse in Presidio Integrato Ospizio Territoriale?
    La sigla non cambierebbe e potranno sempre raccontare che niente in fondo è cambiato.

Su tutti questi interrogativi aleggia la profezia dell’Assessore alle finanze di San Marcello, Sabrina Sergio Gori, che, in consiglio comunale, immaginò di contrapporre a eventuali nuovi attacchi alla sanità della Montagna una bella linea“Maginot” (vedi Quarrata/news, Meno male che Silvia C’è… sulla Linea Maginot della difesa del Pacini”.

Ma l’assessore-intercettore non poteva scegliere come linea difensiva almeno il Piave, così tanto per rimanere in Italia?

No, ha scelto proprio la Maginot, l’unica linea ininfluente per le sorti di una battaglia. Quindi tranquilli: come quella storica, non entrerà minimamente in funzione…

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