COM’È DIFFICILE ESSERE IRREPRENSIBILI

Lino Calogero Di Gloria
Lino Calogero Di Gloria

PISTOIA. La Storia è conoscenza e ricordo, oggi in special modo, e dovrebbe suscitare curiosità e desiderio di conoscere la propria città, soprattutto nelle giovani generazioni, abbinando luoghi a nomi, strade a vicende, piazze a eventi.

Si pensi a via Curtatone e Montanara, piazza Garibaldi, vicolo dei Fuggiti e giù, giù fino a… Giardino Anna Magnani.

Giardino Anna Magnani è semplicemente piazza Monteoliveto, dedicata a questa attrice forse perché contigua al Teatro Manzoni. Tutte le volte che transito per quella via e vedo il nome di quel giardino, mi domando se la commissione addetta alla toponomastica non aveva altri nomi più “pistoiesi” e, senza offesa, più nobili da proporre.

Mi torna in mente la vicenda dell’intitolazione di una via al Sen. prof. avv. Lino Calogero Di Gloria, sulla cui vicenda è indispensabile la lettura di un articolo a suo tempo pubblicato dall’allora Quarrata/news e che vi prego di leggere (vedi).

In quell’articolo sono chiaramente espresse ragioni e titoli per poter ancora oggi affermare che Pistoia resterà sempre un suburbio, un’area periferica urbana, una piccola città, un sarcofago, un “niente” programmato e voluto tale da un’amministrazione che ha ancora paura dei suoi uomini migliori e del loro ricordo.

Anna Magnani in Bellissima
Anna Magnani in Bellissima

Intitolare una via, una piazza, un luogo a questo Signore, che tale era in tutti i sensi, potrebbe smuovere la curiosità di qualche giovane e spingerlo a rivedere la storia non secondo Stalin e i suoi tristi epigoni (di cui questa maggioranza è il degno, attuale prodotto) ma nella lettura di certi documenti e di certi scritti che favorirebbero il disvelarsi di certe “sozzure” che dalla Liberazione in poi sono state il cemento unificante di una sinistra moralmente e indiscutibilmente inaffidabile e camaleontica.

Perché potremmo cominciare a parlare di certe operazioni edilizie che niente hanno da invidiare alle attuali vicende locali e nazionali, e la cui denuncia pubblica e documentata costarono il volontario oblìo di questo galantuomo e la corrispondente “esplosione” di potere politico di un altro signore di cui non vogliamo fare il nome, perché defunto, in base alla buona regola, non sempre applicata, soprattutto verso una certa parte politica di allora, del “parce sepulto”.

Però, costeggiando il giardino che ricorda l’attrice romana, il contrasto con un nome civilmente più prestigioso, localmente ancora ricordato soprattutto in raffronto ai tanti “papponi” ancora in circolazione e operanti sul territorio, si pone. Perché il Sen. avv. Lino Calogero Di Gloria è stato dimenticato da coloro che avrebbero avuto il dovere e l’obbligo di ricordarlo alle generazioni future?

Permettetemi una piccola malizia: il Sen. Di Gloria era anche un eccellente penalista; aveva studio in proprio e sala d’aspetto singola. Se ai suoi tempi era già in vigore l’art. 37 del codice deontologico degli avvocati (scarica: Codice Deontologico Avvocati) lui era, anche in questo caso, al di sopra di ogni sospetto.

Insomma, per la gente limpida e per bene, in Pistoia, non c’è proprio un minimo spazio – almeno – per il ricordo?

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