COME SARÀ LA PROSSIMA INFLUENZA? IMPOSSIBILE FARE PREVISIONI

Secondo la Simg, Società italiana di medicina gernerale, non si può dire in anticipo se sarà più o meno grave dello scorso inverno
Parte la vaccinazione antinfluenzale
Parte la vaccinazione antinfluenzale

FIRENZE. «Non è assolutamente possibile dire in anticipo se l’influenza della prossima stagione sarà più o meno grave», dicono Aurelio Sessa e Saffi Giustini medici di famiglia della Società italiana di medicina generale (Simg).

In questi giorni sono circolate ipotesi secondo cui, dopo che nella passata stagione l’influenza era stata relativamente lieve e aveva colpito solo l’8% della popolazione, ci attenderebbe un inverno più critico.

«Si tenga conto – riflettono i due medici – che il virus non è ancora stato isolato in Italia e che, nell’emisfero australe, dove è appena finita, è stata assolutamente normale e simile a quanto successo da noi lo scorso anno».

I due medici Simg, che si occupano di l’influenza da molti anni e che hanno dato vita alla prima rete di quei “medici sentinella” che segnalano i casi di influenza osservati tra i loro assistiti, sostengono l’imprevedibilità di queste malattie da virus: «Da questa settimana dovrebbero essere disponibili i vaccini; ora siamo ancora in attesa del caso indice che darà il via alla stagione influenzale ma la sorveglianza epidemiologica e virologica parte già da questa settimana in tutta Italia e noi continueremo a rilevare l’andamento numerico dei casi e a fare i tamponi.

Riguardo alle caratteristiche della prossima influenza potremo essere più precisi solo dalla seconda metà di dicembre, quando potremo valutare l’impatto reale sulla popolazione; questo è il periodo in cui, come succede ogni anno, si fanno affermazioni generiche e premature».

Le raccomandazioni sono dunque, come al solito, di vaccinarsi: «Purtroppo abbiamo livelli di vaccinazione piuttosto bassi, c’è stata una sorta di disaffezione anche verso il vaccino antinfluenzale e in particolare dobbiamo rivolgere questo appello ai medici, paradossalmente una categorie che si vaccinano meno di tutte».

[saffi giustini]

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