COME UN OSSO AL CANE

Cos’era la «Casa del Popolo»?
Cos’era la «Casa del Popolo»?

PISTOIA. Conoscere il passato per vivere il presente e progettare il futuro. Qualcuno lo ha detto e ha detto bene. Senza memoria non si vive.

Io mi ricordo le “Case del Popolo”, per esempio al Bottegone – dove davanti c’era la Capannina (democristiana), assieme a tante altre case del popolo disseminate in tutto il territorio della Provincia.

Vedete oggi Circoli, salvo alcuni “giapponesi”, con sopra scritto Casa del Popolo?

La domanda è da porsi e la risposta è chiaramente personale. Io ritengo che di Case del Popolo non ce ne sia stato più bisogno da circa venti anni, sostituite egregiamente dalle Parrocchie che costavano meno, producevano meglio e “fruttavano” al massimo.

Barbiana nel Mugello, Il Forteto a Firenze, Le Casermette a Pistoia – tanto per citare alcuni esempi  –  non erano forse il seme fecondo che avrebbe partorito quei catto/comunisti/adulti “in carriera” che nella nostra Provincia hanno trovato fertile coltura e, usando denaro pubblico, cioè nostro, ancora imperversano indisturbati?

Niente nomi, ovviamente, perché la querela di qualche ciabatta invecchiata è sempre dietro l’angolo: ma la storia è storia. Quella pur minuscola, quella delle chitarre a strimpellare in chiesa – in attesa anche di “abbuffarsi” come a Pracchia (vedi) –, quella della prima Repubblica Conciliare in Pistoia, prima in Italia, e su a venire.

Casa del PopoloDiscorsi da reazionario e codino, ma non da ruffiano.

Dimenticavo, per completezza di informazione, che i discepoli che seguivano a modo loro il Verbo del Padre, si chiamavano don Milani a Barbiana, Maniago al Forteto e don Gargini, don Bagni, don Frosini e compagnia briscola a Pistoia.

Così è, se vi pare, anche se i giovani d’oggi niente conoscono di questi servi di Dio che, visto che in Paradiso non andrò, non rivedrò. Neppure rivedrò il cattolico adulto Papa/Papà/Ivano/Gao Zu Liu Bang quando nel tremila io sarò morto e lui ancora Presidente della Fondazione Caripit.

La Casa del Popolo che non c’è più. Da lì eravamo partiti ed ai giovani, specialmente quelli di “sinistra”, vorrei raccomandare di farsi raccontare cosa erano le Case del Popolo.

La «Casa del Popolo» più grande del Mondo: a Bucarest
La «Casa del Popolo» più grande del Mondo: a Bucarest

Si sono persi, questi giovani, quasi sempre già vecchi nell’esporre le proprie ambizioni per “il domani” con un frasario strapoliticamente corretto, gli obiettivi, le forme, le modalità di contrapporsi all’altra metà del mondo, quel capitalismo che dava loro da mangiare e che spesso li sfruttava ma che faceva vivere.

Quel capitalismo, non questo. Oggi questi “compagnucci della parrocchietta” parlano di libero mercato, di capitalismo, di profitto e di riduzione della spesa sociale come fosse “roba loro”: e in effetti lo è, perché sono i figli eterologhi di questa società senza politica, senza etica, senza utopia e con un capitalismo scoppiato.

Due esempi: la disputa fra il prete del Centro Giovani e la Curia, senza lavarsi i panni in casa propria. L’altro esempio, la patetica, furbastra e molto probabilmente massima “intuizione” del Segretario Provinciale Pd che, sapendo di avere già stravinto alle elezioni del Presidente della Provincia, per la paura di fare “il pieno” e poi di non poter gettare la colpa sulle opposizioni, offre, come un osso al cane, qualche posticino di sopravvivenza politica all’opposizione. Con una legge fatta dal suo compagno Bomba-Renzi.

Un’offerta e uno scherzo da… preti!

Che ci stanno a fare le Case del Popolo? Ora comincio a comprendere anch’io: è tutto dire…

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