coming out. SÌ, DEL FANTE! MA FALLO DAVVERO E TUTTO, FINO IN FONDO!

Prima di tornare a “politicare” il sostenitore della restaurazione di sinistra dovrebbe fare un’escursione a Canossa e riconoscere i propri peccati secondo l’atto di dolore della “Questione Morale” di Berlinguer. O starsene zitto
Del Fante-Ciampolini: gioia di vivere in motoretta

AGLIANA. Tanto per dare la colpa a qualcuno, come solitamente fanno i compagni post-comunisti, l’articolo irrefrenabili. Gli struggimenti (assurdi) della sinistra aglianese, di Alessandro Romiti, mi ha portato a riflettere, ancora una volta, sull’immortalità non dell’anima (che non esiste), ma dell’anima comunista, che esiste eccome: e non solo non si libera mai dal corpo, ma trasmigra – di generazione in generazione – come in una sorta infinita di staffetta con passaggio di testimone.

Giorgio Napolitano. Attenti a Nosferatu!

Guardate Renzi che risorge con quell’araba fenice della Boschi e vi renderete conto che i vampiri non li ammazzi neppure con un paletto di frassino o una pallottola d’argento: Dracula – quel pallido, lento, gobbetto, con la testa incassata tra le spalle, che sta al Quirinale – è lì pronto a rinnovare i suoi riti secondo le indicazioni di Nosferatu che vive e veglia sull’Italia.

È tutto un programma, quello di Mattarella, nipotino di Napolitano. Basta pensare che, alla vigilia della sua elezione, il vento strappò – come mi ricordava il capogruppo FdI, Fabrizio Baroncelli – la bandiera del torrino del Quirinale: le somme tiratele voi (oppure… toccatevi!).

Si staccò perfino il tricolore…

Immortali, si diceva. E di questo bisognerebbe che la nuova giunta aglianese prendesse atto, mirando (come la bella Signora al suo popolo) all’inossidabile Guido che, solleticato dalla stampa organica, rilascia filosofiche dichiarazioni alla collega Salvi, su La Nazione, attraverso le quali, con l’aria da Grande Puffo, ci indica la via della riscossa, bandiera rossa trionferà.

Trecento voti di distacco non bastano, cari Fratelli d’Italia e Lega, per arrestare La resistibile ascesa di Arturo Ui, che, sul viso, ha una cotenna di almeno 4,5 centimetri di spessore, se – come leggete nel pezzo della Salvi – ha il coraggio di uscire allo scoperto e offrire, alla plebe di Agliana, buoni consigli (diceva De André) ora che, scasato dal Comune, non può più dare il cattivo esempio.

Siete di destra e populisti, cari rappresentanti melon-salviniani, ma sembrate non capire una classica “mazza”. La sconfitta del nazi-fascismo – così caro alla favola bella dei post-comunisti aglianesi – non avvenne con episodi di politically correct; fu opera (come evidentemente non sapete), e provvidenziale, di quell’Enola Gay che, il 6 agosto 1945, scaricò mezzo megatone di radiazioni letali su Hiroshima con una bomba dal tenero nome, Little Boy.

Secondo voi, gli Usa, erano stati politically correct? E mentre il Machiavelli invita il Principe (= chi ha il potere) a non fare prigionieri, ma ad eliminare fisicamente i nemici per non correre rischi, la destra è lì che si gingilla e lascia campo libero e libera manovra a un signore che, pur essendo perfettamente cosciente dei disastri compiuti dal suoi compagni, riordina le truppe che dovrebbero, al contrario, andare incontro al destino del saldo dei propri debiti come i nazisti a Norimberga; affrontando, cioè, un processo che rendesse al Comune di Agliana i miliardi spesi inutilmente per fini non istituzionali:

  1. Edizione Treccani di Agliana

    dai regali a Tvl

  2. al foraggiamento della Coop. Pane e Rose della Luisa Tonioni

  3. alle cause perse per volontà del dottor Andrea Alessandro Nesti, che oggi querela tutti dopo avere spolpato i cittadini di Agliana

  4. alle colpevoli distrazioni di una segretaria comunale che si è limitata a riscuotere stipendi e prebende senza muovere un dito (e che al momento del licenziamento si è pure lamentata che questo le avrebbe recato un danno sulla pensione, senza tener conto dei danni che lei aveva provocato con la sua colpevole inefficienza e inerzia)

  5. al milione di euro complessivamente fumato per il Giugno Aglianese fra sussidi e occupazione di suolo pubblico non riscosso.

Tutto questo è solo la punta dell’iceberg; e vi risparmio il resto.

Non si può tollerare la spregiudicatezza del signor Del Fante che inneggia al cambiamento radicale e al rovesciamento dei “fascisti” al potere dopo che loro, le sinistre, di Pistoia e di Agliana ne hanno fatta non una pelle di becco, ma addirittura una pelle di daino per asciugare/prosciugare le «casse del popolo» e ingrassare le «case del popolo» e il partito.

Eccoli qua i nostri… personaggètti del De Luca crozziano. Padre & Figlia. Lo Spirito Santo scenderà poi sui cittadini non come fiammelle, ma come tagli e tasse

Guido non vuole parlare del futuro “governatore”, ma lo sanno già tutti che morto Rossi arriverà la Saccardi – se i toscani non rinsaviscono e mandano tutte queste zecche a quel paese.

«Dobbiamo tornare – fa scrivere alla Salvi – a esse­re quello che eravamo, per la costruzione di un futuro comu­ne»: quello che eravamo (= sperperatori seriali?) per un futuro che, per 74 anni, è stato un incubo per Agliana, o altrimenti la sinistra (tanto spregiata dal Guercini, che ora se la sta baciando di gusto “alla francese”…) sarebbe passata al primo turno con il 75%, come il 92% del Pci di Lamporecchio negli anni 90!

«Non ci deve spaventare il confronto», scrive il Del Fante: ma loro – è il caso di dire – si spaventano di qualcosa quando, dopo tutti i guasti provocati, tornano a chiedere la fiducia del popolo perché si faccia dissanguare ancora di più?

«Usciamo dal letargo, parliamoci»: ma esci dal letargo anche tu, piccolo Berlinguer. E soprattutto affronta il tema, e parlacene, delle decisioni da tribunale che i tuoi compagni hanno adottato negli ultimi 10-15 anni, ma che la destra debole e politicamente corretta non vuole portare in tribunale.

L’atto di dolore di Del Fante

Per ripulirsi, però, dalla cacca in cui siamo stati immersi, bisogna fare un bagno; un vero bagno con soda caustica e bruschino: non cercare di lavarsi gli occhi con le punte delle dita ancora sporche come quelle della Taide dantesca che che “si graffia con l’unghie merdose” (Inferno, 18).

Tu non puoi parlare, Guido. Non sei, tuo malgrado, né il Gunizzelli del «dolce stil novo», né il Cavalcanti amico di Dante. Sei solo un partigiano della restaurazione – e neppure troppo originale, a leggere la collega Salvi.

Per ripulirti dalla cacca in cui sei stato immerso per sostenere i tuoi «correligionari del califfato», un coming out, un uscire allo scoperto, ma completamente, è del tutto indispensabile: prima di riorganizzare le tue file chiamandole a raccolta, devi fare un atto di contrizione come Enrico IV a Canossa. Devi riconoscere i vostri errori e chiederne la giusta punizione con un atto di dolore che – a casa tua –, vista la laicità, si chiamerà «Questione morale» alla Berlinguer.

Se non lo fai, ti resta una sola opzione: statti zitto, Guido! Corri in vespa con l’Eleanna e divertiti! È un mestiere che ti viene molto più a mano».


Notarelline agostane

Silvia Pieri

 

1. Dicono che presto ad Agliana rivedremo in consiglio la Silvia Pieri al posto del Guercini. Almeno lui smetterà di sbaciucchiare il Pd!

2. L’articolo di Alessandro Romiti catto-moralisti. Ma perché la bara bianca per Nadia?, che ha suscitato un vero terremoto su Facebook, stamattina – 20 agosto 2019 – è a ben oltre 20mila letture. Ma vi terremo ancora informati.

Ci dispiace molto per chi non l’ha apprezzato, ma non possiamo farci nulla.


Edoardo Bianchini
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