commissari d’oro. ANNO NUOVO, RYNO VECCHIO

Fragai, in piedi con l’ombrello, non sembra un guru indiano che prega?

 

AGLIANA. Il nuovo anno è finalmente arrivato e con i petardi della mezzanotte ci arrivano per uozzap delle foto davvero intriganti, con il famoso Rino Fr(e)gai, già commissario del Sindaco Mangoni, anche conosciuto come sovietkommissar supremo aglianese.

La barba bianca è stata una sorpresa anche per noi e non sappiamo dire se è un elemento prescritto dal partito a tutti i politici trombati (anche l’Assessore Italo Fontana, l’avrebbe fatta crescere e così il puparo Magnanensi l’aveva nello scorso giugno) o un tentativo di camuffarsi per la vergogna dopo le spericolatezze combinate ad Agliana, con l’abbandono del Comune da parte del gruppo dei codardi.

Magnanensi. Anche il puparo si lasciò la barba dopo la débâcle del Pd e la fuga dei codardi dal Comune

Il Rynocommissario ne avrebbe ben donde, perché la serie delle malefatte non si ferma alla vicenda della determina di 33.000 euro a favore di una srl privata decotta, riconducibile a uomini del partito (la vicenda, venne coordinata dall’ex assessore con la compagna montalese Marianna Menicacci e l’accordo delle funzionarie Elena Santoro e Tiziana Bellini, che si erano “dimenticate” di dare il parere sulla condizione di congruità tecnica, chiaramente indisponibile vista la liquidazione volontaria della società. Una facezia, direbbe lui, anche se questo è disposto dalla legge l’art. 49 D.Lgs 267/2000).

Il Fragai ai tempi della “trasparenza” (mancata) depilato e sorridente: allora Berta filava…

Adesso ad Agliana, il clima è diverso: il sindaco Benesperi, dopo aver cacciato la segretaria Fata Smemorina (alias Donatella d’Amico) e acquisito un nuovo segretario (che pare ancora in fase di “ambientazione”), sembra davvero voler bonificare la palude aglianese e tirare fuori tutti gli scheletri sepolti negli armadi.

Eravamo tre amici al bar, e Fragai, stimava molto l’ex comandante Nesti.(Caramelli, Fragai e Nesti in via Magnino nell’aprile 2014)

Il Rynocommissario, è oggi ripreso con una squadra di sindacalisti della Cgil e a noi sembra un guru indiano o un frate carmelitano: insomma ha un’aria davvero spiritual-spiritata.

Chissà se ha poi mai spiegato ai colleghi compagni delle indecenze messe in piedi nella redazione del famigerato regolamento servizio associato di polizia municipale, antisindacale, illegittimo e illogico, poi bocciato anche dalla Regione Toscana, ma strenuamente difeso dal Fr(e)gai e dalla Paola Nanni per rimettere in arcione il dottor Nesti, che ora vuole anche un mezzo milione di danni almeno per aver tenuto per 15 anni il comando dei vigili: ma i suoi compagni, in quei tre lustri, non lo hanno mai pagato con le tabelle stipendiali da comandante?

E non è un caso se proprio questo atto è stato la molla che ha fatto saltare tutti gli schemi, spaccando il partito e rovinando – di fatto – l’ipotesi di unione tra i due Comuni di Agliana e Montale, nonché la pace nel Pd aglianese.

Molti elettori – primo dei quali il già assessore Luciano Nesti – furono contrari alla nomina del Fragai in giunta Mangoni e, con il senno di poi, hanno avuto la migliore dimostrazione della correttezza delle loro proteste, ignorate dalla segreteria del Pd, anche sottoposta ai diktat di Paolo Magnanensi (l’uomo della chitarra, come scriveva la Blimunda in una delle sue Cronache di Narnia (pardon! Agrùmia):

Sull’onda del cambio di verso nazionale, i Nuovi Potenti agrumesi – schizzati sul carro dei vincitori con la foga di Renzo su quello dei monatti – corrono presto ai ripari. Per fare un’ipotesi: un ex-sindaco chitarrista e festaiolo si ricicla nelle vesti incolori di cripto-sindaco, seleziona un front man giovane e docile, appronta il colpo di mano. La cordata – messa a punto come si usa in convivi amicali, tra un brunello e una bistecca – comprende notabili di varia risma e caratura; i tycoon del posto, faccendieri e imprenditori di mille intraprese e mille faccende; qualche recuperato irriducibile (sorrisi gioviali e ambizioni da squalo; e naturalmente, intorno al front man, una frotta di signorine e giovanotti affabili, amabili, agevolmente fruibili. I clienti di sempre si affollano ingordi. Il popolo si convince.

[Citazione da http://www.blimunda.it/?p=37]

La storia della consiliatura Mangoni ha fatto il suo corso e i suoi effetti dimostrano una gestione assai discutibile che ha recato gravi danni alle tasche dei cittadini, che però hanno risposto in modo chiaro chiedendo un ricambio di amministratori.

Adesso arriva il carnevale e chissà se il notevole pensionato d’oro indosserà qualche maschera per evitare di farsi riconoscere in provincia o continuerà con un look così spirituale…

Alessandro Romiti
[alessandroromiti@linealibera.info]
Diritto di critica e commento


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