comunisti, logica & storia. MA DIO C’È? A GUARDARE L’UMANITÀ CHE VA IN GIRO OGGI NON SEMBREREBBE…

«… la storia, per funzionare davvero, è simile a un “coito”, un rapporto carnale che è un piacere e, se è interrotto, che piacere è? È solo una “maior manustruprationis forma” (traduzione chiara a tutti: “una sega un po’ più meglio”) che si sostanzia in un autoerotismo onanistico che non dà risultati»
Facciamola pure la campagna elettorale, ma facciamola tutta. La differenza fra un «comunista» e un «socialista» sta anche nel fatto, non di poco conto, che per andare al potere i primi scatenano una guerra santa come Mani Pulite, in quanto si sentono santi sempre e subito

 VADE RETRO, VIA SALVINI!

I PIDDÌ SONO DIVINI

SONO SANTI, SONO BELLI:

TU SEI IL LUPO, LOR GLI AGNELLI!


 

TORNO al mio, ormai stabilizzato, «sistema filosofico». Perché un caro allievo (che capisce poco, però) ha diffuso il vignettone di Salvini che vedete in alto, in prima posizione.

Ogni volta che vedo delle cazzate come questa, il sangue mi si rivolta e spunta la domanda cruciale se dio esista o no.

Mi viene in mente un’arietta metastasiana sempre citata da don Renato Gargini per accreditarne l’esistenza:

Dovunque il guardo giro,
immenso dio, ti vedo,
nell’opre tue t’ammiro,
ti riconosco in me…

A questo punto, però, anche se giro lo sguardo intorno, non solo non vedo niente, ma dio non lo posso neppure ammirare nelle sue «opre», una delle quali dovrebbe essere l’uomo, che Colui avrebbe creato a sua immagine e somiglianza. Ma se esamino il pensiero di chi ha creato il vignettone di Salvini/Aisha, perdonatemi la rima, mi scappa la piscia. Ovviamente dalle risate scompisciate.

Quel dio lì, mi spiace, non lo posso neppure riconoscere in me, perché io non sono un portento, pur essendo molto più logico di certi comunisti ferventi. Se dio, compagni catto-com, fosse come me, avreste ben poco da ridere perché, al vostro solo entrare in chiesa, l’arca dell’alleanza rappresenterebbe lo show famoso che tutti abbiamo visto in Indiana Jones: sparerebbe fulmini e cazzi vari in ogni direzione. Non si salverebbe nessuno.

Quando dico «comunisti» – lo ripeto fino alla nausea – non intendo indicare la classificazione canonica «Pci», quanto piuttosto quella vasta gamma di materia plasmatica o, più probabilmente oscura, che naviga nel mondo e combina guai con un cervello mononeuronale, tre narici, un bel portafoglio in tasca, case al mare e in montagna, ville come Mario Monti, sorriso come mortadella di Bologna, sguardo intelligente di una sardina di quelle che sbagliano la mafia con le brigate rosse. Chiaro?

Tutti questi sono latamente «comunisti», perché in comune hanno non poco, in quanto condividono un non-cervello con una spiccata tendenza al non-ragionamento che, mischiato all’acqua come il Tamarindo, piglia il colore dell’indefinito/indefinibile (cioè cacca), indice inconfutabile dell’ assoluta in-capacità di argomentare il proprio pensiero in quanto assente. Del resto tutto ciò che è unico (come anche dio) è assente: provate a chiamarlo e ve ne renderete sùbito conto.

Tutti questi «comunisti di establishment» (tanto per essere un po’ fichi e anglofoni) credono assolutamente che in assoluto la storia sia solo quello che vedono loro: e ci scassano i coglioni notte e dì con i misteri della fede come quello di «Salvini ladro», uno dei tanti monopattini su cui si muovono senza sosta.

Per loro pluralismo e pluralità non esistono e quindi, noi che non siamo cattocomunisti, che siamo distanti da loro migliaia di anni luce, che non siamo figli di dio, che non andiamo d’accordo né con Zuppi né con la Cei (… sono troppo Cei pe’ vedécci!), dobbiamo compiere i nostri sforzini, ogni giorno, al fine di ricordare alle élites radical-Rolex che la storia si scrive tutta – e non un pezzo solo.

Perché la storia, per funzionare davvero, è simile a un coito, un rapporto carnale che è un piacere e, se è interrotto, che piacere è? È solo una «maior manustruprationis forma» (traduzione chiara a tutti: «una sega un po’ più meglio») che si sostanzia in un autoerotismo onanistico che non dà risultati.

Ce lo ricorda la Bibbia presentandocene la figura come di uno che «semen fundebat in terram ne liberi nascerentur», “schizzava” per terra perché non venissero fuori figli. E anche lui fu incenerito – ma allora dio c’era, oggi non più.

Tornando alla metafora, cari comunisti con tre narici, ma un solo neurone e un solo pensiero – quindi, proprio poìno-poìno –, «coitate, fratres», ma fino in fondo e svenite venendo e guardando anche quello che preferite non vedere: qualcuno dei vostri idoli che Salvini lo rendono pallido come una di quelle donnine sbiancate ciucciate fino all’osso dal Conte Dracula.

Anche lui era attratto dal rosso, come voi e i vostri amati condottieri (cardinali compresi). Anche i vostri condottieri, come lui, ci hanno levato il sangue dalle vene e dalle tasche per metterci in mano al Quarto Reich.

«Se dio ci sarebbe, è bellissimo», canterebbe il sommo Proeta del Vernacoliere. Fàtela finita, comunisti, di fare i “pisani” col gelato in mano, a passeggio ai Bagni Pancaldi di Livorno!

Edoardo Bianchini
[direttore@linealibera.info]
I diritti umani non sono delimitabili

Se Salvini ruba, è un ladro:
ma non muta tanto il quadro
se a puppar quattrini ed ossi
sono Zinga oppure Rossi.


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