COMUNITÀ MONTANA DINANZI AL GUP IL 28 FEBBRAIO

Comunità Montana sub iudice...
Comunità Montana sub iudice…

SAN MARCELLO-MONTAGNA. Il 28 febbraio la telenovela Comunità Montana e l’unico reo confesso, il sig. “G.S.”, torneranno in un’aula di giustizia davanti al giudice per l’udienza preliminare.

Inutile dire che la curiosità è tanta perché in questo atto tecnico potrebbero essere nascoste anche le lecite richieste di rito abbraviato o addirittura di patteggiamento.

Quest’ultima ipotesi, se accetata, potrebbe decretare la fine ingloriosa di una vicenda scandalosa che ben si posiziona nel nostro territorio accanto alle altre vergogne che in questi ultimi tempi, assente la politica, quella vera, spadroneggiano con una indicibile faccia tosta. Semmai un poco di seria politica ancora potesse dare segnali alla cittadinanza della Montagna, potremmo attenderci un dignitoso porsi dei Comuni Montani come richiedenti di parte offesa e quindi con costituzione di parte civile dinnanzi al Gup.

Il tempo non manca tecnicamente. Probabilmente manca la voglia e il desiderio di pretendere chiarezza e giustizia. I segnali negativi in tal senso abbondano perché una sinergia dei Comuni interessati a richiedere verità e giustizia non appare neppur lontanamente all’orizzonte.

Vorremmo essere piacevolmente smentiti e nell’attesa invitiamo il Comitato Recupero Ammanco in Comunità Montana a prepararsi a sostituirsi – se possibile, nel processo − a quella politica praticata nei Comuni della montagna che arriva sempre dopo o addirittura nemmeno parte.

Basti pensare all’Ospedale Pacini che potrebbe ri-tornare comodo dinnanzi alla decisa denuncia dell’Intersindacale Medica che ci dice che al San Jacopo regna il caos e che i ricoveri potrebbero interessare nuovamente la struttura dell’ex Ospedale L. Pacini di San Marcello.

Poichè la legge sta facendo il suo corso (lentissimo), non ci vogliamo addentrare nelle pieghe di quello che potrebbe accadere.

Chi può – i Sindaci della Montagna – valutino attentamente come muoversi se non altro perché, ricandidandosi o meno alle prossime amministrative, del loro comportamento dovranno comunque rendere conto ai loro elettori.

Il Comitato Recupero Ammanco in Comunità Montana, lo ripetiamo, stia pronto, in caso di più che probabile fuga dalle responsabilità dei politici: a surrogarli in compiti e funzioni che sarebbero spettati ai Sindaci in questa squallida vicenda.

Poi la Montagna giudicherà.

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