“ATTO DI ABIURA”, E SI RICORDA LA NASCITA DI GALILEI

A Villa La Magia uno spettacolo musicale a cura del pianista quarratino Andrea Nesti. Con Gianni Voltan
Galileo
Galileo

QUARRATA. Sabato 15 febbraio ricorre il 450° anniversario della nascita di Galileo Galilei e l’Amministrazione Comunale di Quarrata ha ritenuto opportuno celebrare questa ricorrenza proponendo lo spettacolo musicale “Atto d’Abiura” di Andrea Nesti, pianista, compositore e organizzatore di eventi musicali, da anni residente a Quarrata. Lo spettacolo (ad ingresso gratuito) si terrà alle ore 21 nel Salone Affrescato della Villa Medicea La Magia (via Vecchia Fiorentina I tronco, 62). Con Andrea Nesti (al pianoforte) si esibirà Gianni Voltan (come voce recitante). Saranno disponibili in totale 100 posti non numerati. Per questo motivo è gradita la prenotazione.

Sull’idea di questo spettacolo Andrea Nesti spiega: “Nella pagina culturale di un quotidiano del 16 dicembre 2007, attirò la mia attenzione un titolo: è morto il teologo che difese Galileo. L’articolo raccontava la vicenda di padre Enrico di Rovasenda, frate domenicano, al quale si deve la riapertura del processo a Galileo e che poi portò la Chiesa Cattolica a riconoscere, in maniera ufficiale e definitiva, che commise un errore a condannare come eretiche le tesi dello scienziato. Pensa: che strano il caso o la coincidenza che dir si voglia. Alcuni mesi prima, infatti, avevo terminato di scrivere la musica proprio sull’abiura che pronunciò Galileo dinanzi ai cardinali.

Il frate era morto all’età di 101 anni nel convento genovese di Santa Maria del Castello e, se avessi saputo prima dell’esistenza di tale persona, confesso che avrei tentato, se le condizioni fossero state benevolenti, considerata l’età del domenicano, di stabilire un contatto. Ancor prima di musicarlo, nel leggere il testo dell’atto d’abiura e più in generale della vicenda, ho avvertito una particolare caratteristica in Galileo, alla quale tengo molto anch’io, la condivido e la ammiro e che mi piace chiamare “pensare contemporaneo”.

Quel pensare che riesce a liberarsi dalle “catene”, rappresentate dalle nostalgie e dalle suggestioni del passato e che – frequentemente – ci impediscono di camminare, di andare avanti. Dal passato al contrario il “contemporaneo” apprende, trasforma, migliora per tentare di migliorare il presente, anticipa il futuro, talvolta rischiando anche in prima persona; qualità riservata a pochi e che chiamo, con tutto il suo significato, coraggio. Dovessi dunque esprimere una descrizione “artistica” (scientifica non oso), azzarderei l’ipotesi che Galileo, nel suo tempo, sia stato un grande uomo contemporaneo. La musica che ho scritto sul testo d’abiura ricerca con umiltà e ambizione di accompagnare le parole, talvolta di superarle, altre ancora di lasciarle sole… Come soli, si tanto in tanto, rimangono i nuclei sonori misurati nel tempo e che ho chiamato improvvisi.

Al pianista l’invito a costruire i vari improvvisi dopo avergli indicato il materiale musicale suggerito sulla partitura. E avanti con cluster, glissandi, tremoli, frammenti melodici che intercalano il percorso della recitazione dell’attore, sempre pacata, sofferta, serena.

E ancora. Dall’ingresso dei due interpreti e fino alla conclusione, le durate indicate sulla partitura, espresse in minuti, generano questa serie: 1,2,3,5,8,13.

È la sequenza numerica del matematico Leonardo Fibonacci, nato alcuni secoli prima, anche lui a Pisa, nella stessa città di Galileo Galilei.
Che strano il caso o la coincidenza che dir si voglia…”

[Comune di Quarrata]

Sostenete questo quotidiano con un piccolo contributo attraverso bonifico intestato a

«Linee Stampalibera» Iban IT08V0306913833100000001431 su CariPt di Porta San Marco-Pistoia. Riceverete informazioni senza censure!

Print Friendly, PDF & Email

Lascia un commento