CON I BEA-FOUR A SOSTEGNO DELLA FONDAZIONE TRONCI

The Bea Four Logo
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PISTOIA. Vuoi sapere chi erano i Beatles? Respirare l’aria dei mitici anni 60? Non puoi mancare il 6 giugno al Pianeta Melos in via dei Macelli Pistoia alle 22 perché protagonisti saranno i Beafour cover band dei Fabfour di Liverpool. L’evento è nell’ambito del Festival per la valorizzazione del patrimonio della Fondazione Tronci. La Fondazione Luigi Tronci è un patrimonio artistico, musicale, culturale che la provincia di Pistoia non può permettersi di sottovalutare e lasciarsi scappare.

Al fine di rendere tutta la cittadinanza pistoiese consapevole e partecipe di questa considerazione l’Associazione Culturidea e la Fondazione stessa hanno organizzato un grandioso evento con ben diciannove appuntamenti. Si tratta del II Festival della percussione per Tronci e dell’XI Festival della Musica e delle Arti per Culturidea.

Venerdì 6 giugno alle 22.00 presso Pianeta Melos in via dei Macelli Pistoia ci sarà uno spettacolo veramente speciale “Love me do Beatles Tribute. Four conosciuta oggi a livello nazionale.

A sostegno della Fondazione Tronci
A sostegno della Fondazione Tronci

In principio erano gli Heartbeats, ma oggi sono i Bea-Four, un gruppo sincronizzato come un orologio svizzero sulle atmosfere e sulle melodie della band più famosa di ogni tempo. Durante lo spettacolo, poi ,ci sarà un’illustrazione puntuale dell’attività della Fondazione con l’intervento in prima persona di Luigi Tronci. Come in altre occasioni anche per questo XI Festival Culturidea dimostra la volontà dell’Associazione di impegnarsi per una società migliore. La serata sarà introdotta da una vera esperta in fatto di Beatles, la bella e brava Alice Ferri, mentre l’idea di dedicare uno spettacolo al grande gruppo britannico è stata di Riccardo Diolaiuti, Susanna Cafissi, Niccolò Franzini, Floriano Cecchini, Valentina Perugi, Elena Baldi e Fausto Malucchi. L’Associazione Culturidea ha questa volontà e lo dimostra con ogni sua singola iniziativa.

Tornando alla musica i Bea-Four con le loro interpretazioni, curate nei minimi particolari, hanno la capacità di far rivivere gli anni della Brithis Invasion con una corrispondenza tale alla realtà che agli spettatori sembrerà di essere tornati con una macchina del tempo ai mitici sessanta. Il programma della serata cercherà di rendere anche chiari i due momenti pleonastici del quartetto di Liverpool, quello più legato alla corrente rockettara americana e l’altro invece figlio di una raggiunta maturità compositiva e di sperimentazioni.

[culturidea]

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