confartigianato. «GLI ARTIGIANI NON MOLLANO, MA VOGLIONO RISPOSTE»

Simone Balli: «La crisi sta cancellando la parte più vitale del nostro sistema produttivo». L’associazione chiede un nuovo patto fiscale che preveda il contrasto all’evasione, ma anche la tassazione degli utili reali e non di quelli virtuali. Nel pistoiese 600 aziende chiuse in tre anni
Simone Balli
Simone Balli

PISTOIA. “Senza crescita si muore. La crisi sta cancellando la parte più vitale del nostro sistema produttivo”. Simone Balli, presidente di Confartigianato Imprese Pistoia, davanti all’assemblea dei soci ha affrontato di petto il problema.

Nel triennio 2013-2015, l’imprenditoria artigiana pistoiese ha registrato la chiusura di 600 aziende; nel 2015 il tasso di decrescita è stato dell’1,5%, le imprese attive iscritte all’albo sono scese sotto la soglia delle 10mila unità. A livello nazionale dal 2009 allo scorso anno, sono sparite circa 20 mila aziende. “Questa, per noi, è l’economia reale” ha sostenuto Balli.

Tanti soci e tante autorità all’annuale assemblea che si è svolta nel salone dei Fondatori, dagli onorevoli Caterina Bini e Edoardo Fanucci, all’assessore regionale Federica Fratoni; dai consiglieri regionali Marco Niccolai e Massimo Baldi, all’assessore comunale Tina Nuti, al presidente della Camera di commercio Stefano Morandi, ai vertici di Carabinieri, Polizia, Guardia di finanza, dell’Esercito.

Ospite d’onore, la professoressa Marina Puricelli, docente alla Sda (Scuola di direzione aziendale) della Bocconi, che ha presentato il suo ultimo libro “Il successo nelle mani”, un vero e proprio racconto dell’economia giovanile italiana, 31 storie, raccolte da nord a sud, per spiegare l’Italia che va.

“Riflessioni sul futuro nelle nostre mani” era il tema scelto per l’assemblea, un messaggio di speranza e determinazione. Nonostante tutto. Nonostante le tasse record, il credito bancario sempre più difficoltoso, la burocrazia opprimente. Una riflessione senza sconti.

“Sulle spalle degli imprenditori – ha detto il presidente Balli – grava il fardello di una politica inconcludente, senza una precisa prospettiva ormai da molti, anzi troppi anni”.

Ma le imprese non si arrendono, ha assicurato il presidente, e continueranno la loro battaglia per la riduzione della pressione fiscale, della burocrazia fiscale. Ma non solo. Confartigianato chiede un nuovo patto fiscale che preveda il contrasto all’evasione nel rispetto dei diritti del contribuente, ma anche la tassazione degli utili reali e non di quelli virtuali. Le imprese chiedono anche l’annullamento dell’incremento dell’Iva e dell’Irap (“La tassa più assurda che esista”, l’ha definita Balli) e la riduzione della spesa pubblica improduttiva.

Assemblea dei soci Confartigianato
Assemblea dei soci Confartigianato

Questi sono i fondamentali della battaglia degli imprenditori che “tenacemente porteremo avanti nell’interesse delle aziende”, ha assicurato il presidente.

“Spesso – ha insistito Balli –  ci chiediamo il motivo per il quale ai politici sfuggono due dati fondamentali della nostra economia: in Italia, il 95,1% delle imprese occupa fino a 10 addetti, mentre la grande impresa rappresenta appena lo 0,6%  e genera occupazione per il 33%. Ecco perché la ripresa diventa un miraggio, in assenza di una politica economica e fiscale che ponga l’artigianato e le piccole e medie imprese al centro degli scenari di sviluppo. Purtroppo, la politica stenta a mediare tra interessi generali e interessi particolari”.

Ma adesso siamo all’ultimo appello: troppa disoccupazione, troppe aziende che chiudono, troppe famiglie sul lastrico. E troppo suicidi. Secondo Balli, occorre procedere velocemente con le riforme per raggiungere tutti gli obiettivi che ci hanno posto Unione europea, Bce e Fmi. A questo proposito, il presidente di Confartigianato Pistoia ha annunciato “l’orientamento verso un netto sì al referendum sulla riforma costituzionale perché “interviene su aspetti di interesse per le imprese: le competenze del Governo, la governabilità, la semplificazione e la velocizzazione del procedimento legislativo e decisionale, la valorizzazione dei rapporti tra Stato e territori e il completamento del titolo V della Costituzione”.

Ma le riforme in Italia, seppur assolutamente necessarie, potrebbero non essere sufficienti in questa Europa perché “l’Europa che vogliamo, non è quella che ci troviamo davanti – ha affermato Balli – quella dello spread, dei più forti e dei ‘carrozzini’ a loro legati. Quello che abbiamo oggi è molto lontano dall’idea di Maastricht e molto lontana anche da ciò che volevano i padri fondatori. Adenauer e De Gasperi, sicuramente non avrebbero voluto un’Europa schiava dell’economia di carta e della finanza speculativa: pensavano ad una comunità di valori e non solo ad un’unione per lo scambio delle merci”.

Non poteva mancare un riferimento a Pistoia Capitale della cultura italiana nel 2017. Un evento straordinario ed una opportunità importante. “Un grande ed impegnativo riconoscimento al lavoro svolto dal sindaco Samuele Bertinelli e dai suoi collaboratori. A lui abbiamo assicurato la massima collaborazione anche con alcune possibili iniziative, come una edizione particolare di Arts&Crafts, da realizzare sempre in stretta collaborazione con la Confederazione nazionale degli artigiani”.

In un quadro di riferimento problematico, quali dovrebbero essere il ruolo e la collocazione istituzionale di un’associazione di imprese in un territorio? Il presidente è stato esplicito: “Non siamo attratti dal mito delle mega aggregazioni o fusioni. La nostra idea è quella di creare una sinergia a partire dalle province più vicine come Prato e Lucca, senza escludere il comprensorio fiorentino”.

Confartigiano Pistoia, vuole un modello diverso: un sistema di rete associativa che risponda in maniera più capillare, flessibile ed efficace alle imprese.

Ma il presidente Balli ha lanciato anche un messaggio di speranza e di impegno.

“Noi saremo, con ancora maggiore determinazione a fianco delle imprese – ha assicurato Balli – le aziende hanno capito che stiamo facendo molto sul serio rimboccandoci le maniche insieme a loro e questa nostra vicinanza ha fatto riemergere, in tanti imprenditori, la voglia di lottare. La logica che ci muove, è quella di valorizzare le imprese e creare per loro nuove opportunità, lavorando giorno dopo giorno insieme ad esse, anche promuovendo aggregazioni a geometria variabile, la ricerca, l’innovazione e l’internazionalizzazione”.

[confartigianato pistoia]

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