CONFERENZA SU “RUSKIN E PISTOIA” ALLA FORTEGUERRIANA

L’iniziativa fa parte della rassegna “La Forteguerriana racconta Pistoia”
Gianluca Chelucci
Gianluca Chelucci

PISTOIA. Domani giovedì 5 marzo alle 17 nella sala Gatteschi della biblioteca Forteguerriana Gianluca Chelucci, storico dell’architettura e console regionale del Touring club italiano, presenterà la conferenza “Ruskin e Pistoia: la fama dei monumenti e del folclore locale nell’età vittoriana”. L’iniziativa fa parte della rassegna “La Forteguerriana racconta Pistoia”.

Sin dall’inizio del XIX secolo, il patrimonio artistico di Pistoia fu al centro di indagini storico-critiche da parte di studiosi ed eruditi locali. Grazie a questi contributi furono elaborate le guide rivolte agli amanti delle belle arti e al forestiero del Tolomei (1821) e del Tigri (1853).

Tali studi supportarono l’opera di illustri figure della storiografia artistica internazionale, tra cui Ruskin, Burckhard, Cavalcaselle. Nei più accreditati manuali di storia dell’arte pubblicati nella seconda metà dell’Ottocento non mancava il riferimento ai monumenti romanici pistoiesi e ai capolavori di scultura in essi contenuti, tra cui il pulpito di Giovanni Pisano in Sant’Andrea, definito da Ruskin “il più bel pulpito del mondo”.

Il passaggio in città di un personaggio come Ruskin riveste un’importanza eccezionale non solo per i riferimenti a Pistoia in testi fondamentali come Le sette lampade dell’architettura (1849) e Le pietre di Venezia (1851), ma anche per gli studi sulla documentazione dell’arte e sui primordi della tecnica fotografica.

Attraverso le testimonianze degli autori stranieri, e in particolare della nutrita colonia di scrittori e storici dell’arte gravitanti attorno all’ambiente cosmopolita della Firenze ottocentesca, è possibile ripercorrere le principali tappe della fortuna critica dei monumenti cittadini e l’evoluzione dell’immagine turistica di Pistoia, conservatasi sino a tempi recenti.

Ai nomi di eminenti rappresentanti della cultura dell’età vittoriana, come Henry James o John Addington Symonds, va aggiunto quello del pittore danese Kristian Zahrtmann, autore del dipinto “Il matrimonio mistico di Pistoia”, che incarna in modo emblematico l’immagine del viaggiatore colto e che riunisce in sé i motivi dell’interesse del pubblico straniero per le attrattive storico-artistiche e per il folclore di Pistoia.

Quel “colore locale” che spinse sull’Appennino, alla ricerca di una vagheggiata spiritualità e semplicità di vita, un personaggio straordinario come Francesca Alexander, interprete dei racconti popolari e dei canti dei “poeti illetterati” della montagna pistoiese, trascritti e illustrati dall’Alexander ed editi da Ruskin in Inghilterra e in America a partire dai primi anni Ottanta.

Gianluca Chelucci, storico dell’architettura, è autore di studi su Pistoia con particolare riguardo al dibattito critico sui temi dell’architettura, del restauro e delle arti decorative. Seguendo questi filoni, si è soprattutto soffermato sulle testimonianze dell’eclettismo e del modernismo con contributi dedicati all’iconografia della città, ai restauri della chiesa di San Francesco, alla realizzazione del Palazzo della Cassa di Risparmio, nonché alle vicende legate alla presenza o al passaggio a Pistoia di personaggi come J. Ruskin, F. Alexander, L. Merrick, A. de Gubernatis, A. Melani, G. Michelucci, P. Porcinai.

Il programma completo delle conferenze può essere consultato sul sito Internet della biblioteca Forteguerriana all’indirizzo http://www.forteguerriana.comune.pistoia.it/la-forteguerriana-racconta-pistoia.

[balloni – comune pistoia]

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