CONSIDERAZIONI A TUTTO CAMPO SULLA VICENDA ORESTE GIURLANI

Donzelli e Giurlani durante l’irruzione di Fdi-An nell’Uncem

PESCIA. È notizia niente affatto sconvolgente, almeno per noi: Oreste Giurlani, quello di Uncem, è stato arrestato.

Lo abbiamo “tampinato” dai tempi di Quarrata/newsLinee futureLinea Libera.

Noi lo abbiamo fatto da anni questo “pedinamento politico”, perché siamo un quotidiano libero a differenza di altri che adesso sparano cifre e “novità marce” che “allora” non potevano dire (?).

Il poter dire che avevamo ragione, a partire dalle cariche ricoperte in Comunità Montana come assessore al bilancio ed altro ancora fino  ai settecentomila euro per un sistema di videoconferenze partorito con i soldi del contribuente “in illo tempore” insieme ad altre spregiudicate operazioni politiche di messa a dimora di politici “trombati” nelle varie municipalità dell’Oreste che lui medesimo ha usato – “Cicero pro domo sua” – nonché il prestarsi surrettiziamente a fare l’agenzia di collocamento per politici “fusi” non gli è valso niente.

Che fine faranno il Mo.To.Re e la filiera del legno, tutta roba della Montagna Pistoiese e dei suoi sindaci compagni o compagni sindaci?

Sappiamo per certo che Oreste non vorrà fare la fine del compagno  Greganti, anche perché non ne ha la statura “criminogena”: se non parlerà, parleranno gli altri.

Anzi, ha già parlato il vergognoso e badogliano comunicato stampa del Pd, attraverso i suoi lecchini che proponiamo alla valutazione dei Piddini in buona fede che, o cominciano a ragionare con il loro cervellino, oppure  possono benissimo andare a farsi benedire (vedi  Arresto Sindaco Giurlani di Parrini Marras e Mazzeo).

Leggetevi bene questo documento ufficiale dei tre “fringuelli” del Pd perché, nonostante i secoli, trascorsi i Giuda sono sempre fra noi: anzi, fra loro.

Dunque l’Oreste nel suo fulgore dà rifugio ai vari Morelli e soci nel suo carrozzone politico chiamato Uncem  e si inventa di tutto e di più; anche un telegiornale meteo toscano. La regione “butta” quadrini, si parla di undici milioni di euro in cinque anni, e Oreste addirittura si autonomina consulente Uncem per la sua Uncem: e tutti zitti, salvo (o anche?) coloro che vedono i contributi Inps spariti o meglio, mai versati. Robetta fra compagni.

Adesso, se leggete il comunicato ufficiale dei piddini, fra l’altro trovate che: “Attraverso una Risoluzione approvata nella seduta del Consiglio regionale del 6 aprile 2016, infatti, abbiamo chiesto e ottenuto che la Regione non trasferisse più le risorse a Uncem bensì ad Anci (infatti Oreste è divenuto vice presidente regionale Anci – n.d.r.). Un atto che abbiamo accompagnato sollecitando con forza ai nostri sindaci un cambio alla guida dell’associazione e una revisione complessiva dell’intera struttura che oggi, in virtù di quel processo da noi voluto, si trova in fase di liquidazione”.

Domandina: sapevano ed hanno cercato di affossare? Risposta: sicuramente.

Ancora: “Parallelamente all’avvio di questa nuova fase abbiamo anche votato all’unanimità in consiglio regionale una mozione in cui ribadivamo la richiesta di procedere a tutte le verifiche necessarie sull’attività di Uncem e sulla gestione delle risorse fin lì ricevute dalla Regione Toscana”.

Domandina: sapevano ed hanno cercato di affossare, messi alle corde dal consigliere regionale Donzelli di F.d.I.? Risposta: sicuramente.

Ciliegina finale: “Se qualcuno ha sbagliato e ha commesso degli illeciti sarà la magistratura ad accertarlo e noi, come sempre, rispetteremo le sentenze perché è giusto che chi sbaglia paghi”.

Tralasciando l’aspetto regionale del problema, ci domandiamo se i candidati sindaci locali del Pd non vorranno prendere le dovute distanze da certi comportamenti, ricordando loro che le municipalità adesso fuse, versavano come quota associativa più di cinquemila euro l’anno ciascuna senza però richiedere un adeguato controllo finanziario. In più hanno versato migliaia di euro per  tutte le iniziative che il capomandria proponeva ai pecorai (politici) a lui sottomessi e consenzienti.

Il documento dei compagni Parrini, Marras e Mazzeo non poteva trovare ufficio stampa migliore: capito Montanini? Allora andate e votate i vostri rappresentanti piddini e magari chiedete al vero  candidato Sindaco (nascosto) di San Marcello Piteglio, uomo di Manes e della Dynamo che si chiama Moreno Seghi, se anche lui, “a quei tempi”, era in Comunità Montana con Oreste  cosa cacchio ci faceva… Si limitava ad aprire l’uscio degli uffici per deformazione professionale? Oppure ha fatto come i tanti suoi compagni? Invece di aprire gli usci ed i bilanci, li chiudeva?

Nonostante tutto, avendo conosciuto Oreste Giurlani che ebbe a profferire parole non troppo gradevoli verso i sindaci locali ai tempi della uccisione premeditata della sanità in Montagna  attraverso la soppressione dell’Ospedale Pacini,  sento di essergli  umanamente vicino.

Perché nonostante si sia sentito o si senta ancora furbo e forte in virtù di “ciò che sa”, i Giuda di casa propria hanno già emesso la loro sentenza: colpevole.

Compagnucci della parrocchietta, ricordatevelo l’11 giugno quando andrete a votare.

Perché Oreste è l’emblema del potere politico catto-comunista che ogni tanto inciampa.

Lui è inciampato per le redole della nostra Montagna, ma gli altri?

[Felice De Matteis]

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