consiglio comunale. APPROVATA LA DECIMA VARIAZIONE DI BILANCIO

Il provvedimento è passato con 25 voti favorevoli e 1 astenuto

Consiglio comunale in videoconferenza a Pistoia

PISTOIA. Il consiglio comunale di lunedì 21 dicembre, ha approvato la decima variazione di bilancio con 25 voti favorevoli (Fratelli d’Italia, Pistoia Concreta, Lega, Forza Italia – Centristi per l’Europa, Amo Pistoia, PD, M5S e Italia Viva), 1 astenuto (Pistoia in Azione) e nessun contrario.

La manovra è stata presentata dall’assessore al bilancio Margherita Semplici.

«Si tratta di una variazione di bilancio adottata in via d’urgenza dalla giunta – ha spiegato Semplici — per far fronte all’emergenza legata all’acquisizione di contributi, per quanto riguarda i buoni spesa, per 502.000 euro, la stessa somma a quella già erogata nei mesi di marzo e aprile. Inoltre con il provvedimento prevediamo in bilancio la somma di 100.000 euro per far fronte ad altre esigenze essenzialmente di natura abitativa.

Pertanto si prevede l’incasso di questi contributi e la distribuzione sui rispettivi capitoli di spesa. La vicesindaco Celesti è intervenuta in commissione bilancio per spiegare le modalità di erogazione dei contributi, in particolare dei buoni spesa. Il Comune di Pistoia – ha proseguito l’assessore Semplici – ha scelto di replicare la modalità, a nostro avviso positiva, adottata nei mesi precedenti, periodo di marzo aprile.

Per l’erogazione dei contributi sarebbe stato possibile procedere anche con un bando, tuttavia è stata decisa un’altra modalità per non ritardare in maniera consistente l’erogazione di questi contributi. Il decreto prevede che questi contributi siano di emergenza, per aiutare chi in questo momento ha difficoltà economiche. Se fosse diventato un contributo tardivo non avrebbe colto l’esigenza di immediatezza che riteniamo soddisfatta attraverso la modalità prescelta. Quindi oggi (ieri ndr) il consiglio comunale è chiamato a ratificare questa delibera urgente della giunta per le ragioni spiegate».

Nel dibattito sono intervenuti alcuni consiglieri comunali tra i quali Roberto Bartoli (Pistoia Sorride), Gabriele Gori (Lega), Iacopo Vespignani (Pistoia in Azione) e Lorenzo Galligani (Fratelli d­Italia).

«Bene il finanziamento destinato ai buoni spesa  ha detto il consigliere di Pistoia Sorride Roberto Bartoli —, pessima la modalità di gestione da parte dell’amministrazione. Mentre in altri comuni si è provveduto per residenti con bandi e avvisi pubblici, pratiche e controlli puntuali, pubblicazione delle graduatorie, Pistoia ha gestito in via di fatto con una delibera di Giunta che limita a cittadini, senza bando, per telefono, con controlli a campione, senza graduatorie. Un modo di gestire a rischio clientelismi per meri fini elettorali. Vedremo cosa accadrà se ci dovesse essere una prossima distribuzione dei buoni spesa: ci auguriamo che gestiscano come negli altri comuni con trasparenza criteri ben definiti graduatorie e controlli puntuali».

Anna Maria Celesti

«Sono imbarazzato e allibito – ha espresso il capogruppo della Lega Gabriele Gori – del contenuto di alcuni interventi. In commissione la vicesindaco Celesti ha spiegato bene e dato ampie risposte sulle modalità di erogazione dei contributi economici e anche su come vengono svolti i controlli.

Tra pochi giorni sarà Natale e credo che non si possa nemmeno pensare di posticipare a dopo le feste aiuti economici a chi ha bisogno, la troverei una scelta priva di umanità. Gli interventi che mi hanno preceduto li trovo costruiti in modo pretestuoso. Cavalcare una questione così delicata come i buoni pasto, proprio in questo particolare momento dell’anno, a mio parere, non merita nessuna risposta. Credo che alcuni consiglieri abbiano frainteso l’importante lavoro che è stato fatto».

«Mi sono astenuto alla variazione di bilancio – ha spiegato il capogruppo di Pistoia in Azione Iacopo Vespignani —che prendeva atto dello stanziamento delle risorse per i buoni spesa, perché sono assolutamente contrario alla modalità utilizzata dal Comune di Pistoia. Mentre gli altri Comuni stante la delicatezza del tema hanno previsto procedure on line, con istruttoria e verifiche preliminari e graduatorie nel rispetto della privacy, il nostro Comune riceverà domande telefonicamente senza nessuna verifica preliminare.

Con controlli a campione solo dopo aver erogato i buoni. Il rischio altissimo è che in molti che hanno davvero bisogno e sono in gravi difficoltà rimarranno fuori. Non è accettabile. Le risorse non sono illimitate. Occorreva concentrarsi davvero sulla procedura di accoglimento e di verifica delle domande».

«La discussione di oggi verte prevalentemente sulle misure di sollievo economico per le famiglie colpite dalla pandemia – ha evidenziato il consigliere di Fratelli d’Italia Lorenzo Galligani — : l’organizzazione della distribuzione, grazie al lavoro degli uffici coadiuvati dalla dirigente Pierotti e dal vicesindaco Celesti, è stata efficace e veloce.

La città intera, durante questa pandemia, si è mostrata compatta e solidale rispondendo con entusiasmo e partecipazione alle raccolte di denaro per l’ospedale, di beni primari per i più bisognosi e, durante la seconda ondata, alle campagne in supporto degli operatori economici del territorio in difficoltà. Davanti a tutto questo gli attacchi di una parte delle opposizioni sono parsi inconsistenti e fuori luogo».

Nelle repliche il vicesindaco e assessore alle politiche di inclusione sociale Anna Maria Celesti ha precisato alcune questioni sollevate durante il dibattito in consiglio comunale.

«Vorrei chiarire alcuni aspetti – ha sottolineato Celesti —. La misura attuata a marzo 2020 di solidarietà alimentare era dovuta ai 502.000 euro che il Governo nazionale aveva erogato attraverso un’ordinanza della Protezione civile. Il 23 novembre 2020 un decreto legge firmato dal Capo dello Stato Mattarella richiamava esattamente quanto era previsto nell’ordinanza di marzo, elargendo ai Comuni una cifra pressoché identica del sostegno legato alla solidarietà alimentare, fornendo buoni spesa e di prima necessità a tutti coloro che hanno subito problemi legati alle difficoltà economiche dovute al Covid e che non abbiano altri sussidi economici né da parte dello Stato né da parte di altre istituzioni, compresi i Comuni.

È una misura importante, una misura che dà sollievo a diversi settori come quello degli artisti, dei piccoli imprenditori, degli artigiani, dei commercianti, ambulanti, ecc. Da marzo sono passati nove mesi e la situazione per ciascuno di loro e non solo, nel frattempo, è peggiorata. E proprio per questo adesso gli aiuti economici sono ancora più necessari e importanti rispetto a marzo e anche stavolta abbiamo utilizzato lo stesso percorso per l erogazione».

Sul requisito della residenza, necessario per ottenere il contributo economico, Celesti ha chiarito: «Si tratta di un requisito che hanno adottato anche i Comuni di Lucca, Pisa, Sesto Fiorentino, Prato, Agliana, Quarrata, Montecatini Terme, Livorno e Milano, per fare alcuni esempi. Mi meraviglia che si sia potuto pensare che abbiano diritto al contributo solo i residenti che hanno la cittadinanza e non anche i residenti con il permesso di soggiorno, persone che abitano nella nostra città, che lavorano, che pagano le tasse.

E aggiungo che in questo Comune c’è un segretariato specifico, con personale dedicato per quanto riguarda gli stranieri, aperto tre giorni alla settimana e sono lì che si affrontano i problemi legati a situazioni ben diverse da quelle previste per la solidarietà alimentare del Governo. Non abbiamo mai chiuso le porte a nessuno e dobbiamo essere orgogliosi dei nostri servizi sociali di come svolgono il loro lavoro da anni: una modalità che ho trovato già strutturata quando sono diventata vicesindaco e assessore».

Celesti ha concluso con una chiosa sui controlli. «Per quanto riguarda i controlli su chi ha davvero diritto agli aiuti economici – ha detto Celesti – li faremo a tappeto controllando le autocertificazioni per andare incontro a chi ha veramente bisogno. Adesso siamo in una situazione di emergenza e i contributi devono essere erogati in tempi molto brevi. Se questa dovesse diventare una misura strutturale da parte del Governo discuteremo nelle sedi opportune, cioè in commissione, metodi e criteri di erogazione».

[comune di pistoia]

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