consiglio comunale. CONFERMATE LE TARIFFE TARI DEL 2019

Il provvedimento è stato approvato con 19 voti favorevoli, 9 contrari e 2 astenuti

Margherita Semplici

PISTOIA. Consiglio comunale, confermate le tariffe Tari del 2019 Con 19 voti favorevoli (Fratelli d’Italia, Pistoia Concreta, Forza Italia, Lega, Amo Pistoia), 9 contrari (Pd, Pistoia Sorride, M5S, Pistoia Spirito libero, Pistoia in Azione) e 2 astenuti (Gabriele Gori, capogruppo della Lega e il Gruppo Indipendente), nella seduta di lunedì 28 settembre, è stata approvata la determinazione delle tariffe della tassa sui rifiuti (Tari) per l’anno 2020.

Il consiglio comunale ha quindi approvato le tariffe Tari 2020, confermando quelle del 2019 —approvate dall’assemblea consiliare il 12 marzo 2019 — avvalendosi della facoltà prevista dalla legge (comma 5, art. 107 D.L. n. 18/2020) che ha disposto che «I comuni possono, in deroga all’articolo 1, commi 654 e 683, della legge 27 dicembre 2013, n. 147, approvare le tariffe della Tari e della tariffa corrispettiva adottate per l’anno 2019, anche per l’anno 2020, provvedendo entro il 31 dicembre 2020 alla determinazione ed approvazione del piano economico finanziario del servizio rifiuti (PEF) per il 2020. L’eventuale conguaglio tra i costi risultanti dal PEF per il 2020 ed i costi determinati per l’anno 2019 può essere ripartito in tre anni, a decorrere dal 2021».

Il provvedimento è stato presentato in aula dall’assessore al bilancio Margherita Semplici.

«Per il 2020 i Comuni possono confermare le tariffe Tari del 2019, come stabilisce la legge, dopodiché saranno calcolati eventuali conguagli, a partire dal 2021 spalmati in tre anni, una volta che Ato avrà approvato il Piano economico finanziario entro il 31 dicembre 2020. In realtà – ha sottolineato Semplici — speravamo che prima della scadenza del 30 settembre fosse possibile ridefinire le tariffe, visto il periodo legato all’emergenza sanitaria con l’interruzione del servizio fornito da Alia che avrà, quindi, maturato un risparmio sui costi, ma purtroppo così non è stato.

Per farlo era necessario che l’Ato approvasse il Piano economico finanziario 2020 in tempo utile. A parziale “discolpa” di Ato va detto che dal primo settembre questo organismo ha un nuovo direttore, Dario Baldini, subentrato a Sauro Mannucci.

Baldini – ha detto l’assessore — sta prendendo contezza della nostra concessione, sia in base alle nuove tariffe di Arera che della particolare situazione legata al Covid.

Per quanto riguarda il pagamento dei bollettini della Tari – ha spiegato Semplici — per i cittadini non cambia niente. I contribuenti pagheranno le stesse cifre dello scorso anno (a meno che nel frattempo non ci siano stati cambiamenti che non dipendono dal Comune come, ad esempio, un numero di persone nel nucleo familiare maggiore rispetto all’anno scorso), solo con scadenze diverse.».

Nel dibattito sono intervenuti alcuni consiglieri comunali tra i quali Walter Tripi del Partito democratico e Giampaolo Pagliai di Forza Italia.

«Il nostro voto è contrario – ha detto Walter Tripi, capogruppo del Pd: avevamo chiesto di usare l’avanzo libero di bilancio per abbassare la Tari domestica alle famiglie, in questo momento di enorme difficoltà. Abbiamo chiesto di sapere quanto ci stanno costando i cassonetti interrati e il loro spregio al centro storico, abbiamo chiesto di sapere cosa si ha intenzione di fare sulla raccolta rifiuti nelle periferie, il cui servizio è del tutto insufficiente.

A nessuna di queste domande è arrivata una risposta chiara, né abbiamo chiaro quale sia la posizione del Comune ai tavoli in cui si decide. La Tari è soltanto un tassello di un’assenza di politiche sui rifiuti del Comune, mentre intorno tutti si organizzano nel senso della sostenibilità».

«Il bilancio del Comune (parte corrente) è di 90 milioni di euro – ha ricordato Giampaolo Pagliai, consigliere di Forza Italia – Centristi per l’Europa —. A chi gestisce il servizio di raccolta rifiuti per conto nostro, il Comune eroga circa 14 milioni di euro, cioè tra il 16 e il 17% del bilancio. Le voci che condizionano questi costi sono tre: spazzamento, raccolta e smaltimento. 

È noto che la raccolta differenziata, da quando si è rotto il filo con il mercato cinese per l’acquisto di materiali separati e differenziati, non ha più mercato e quindi la raccolta differenziata viene ricompattata. Gran parte del costo della bolletta pagata dai pistoiesi dipende dal costo dello smaltimento. Da 20 anni la Regione Toscana ha avuto la totale incapacità di realizzare un piano per lo smaltimento economico ed ecologico, infatti i nostri rifiuti vanno all’estero. Per quanto riguarda le agevolazioni sui costi della Tari per i cittadini più deboli, questi sono già esonerati o pagano una cifra molto ridotta. Quello che approviamo oggi (lunedì scorso, ndr) è un atto dovuto».

[comune di pistoia]

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