CONSIGLIO COMUNALE, DISCUSSA INTERPELLANZA SUI MIGRANTI

Daniela Belliti, Vicesindaco di Pistoia
Daniela Belliti, Vicesindaco di Pistoia

PISTOIA. Il consiglio comunale di lunedì 10 ottobre si è chiuso con due interpellanze, la prima sui migranti e la seconda sull’intitolazione di uno spazio pubblico a Don Ferrero Battani.

Il capogruppo di Pistoia spirito libero Betti ha interpellato l’amministrazione per avere un quadro aggiornato delle presenze di migranti sul territorio comunale e, tra le numerose questioni, sapere qual è l’onere a carico del Comune di Pistoia per la gestione dell’accoglienza.

Sul tema, l’assessore al sociale Nuti ha presentato innanzitutto la differenziazione tra sistema di prima e seconda accoglienza.

Per quanto riguarda il sistema di prima accoglienza, i richiedenti protezione internazionale sono assegnati ai territori dal ministero dell’Interno tramite le Prefetture. I migranti vengono ospitati nei cosiddetti Cas – centri di accoglienza straordinaria – la cui gestione viene affidata dalla Prefettura stessa – tramite apposito bando – ad enti, cooperative e associazioni del territorio.

In tali strutture sono garantiti beni e servizi primari, servizi alla persona, servizi relativi alla domanda di asilo, servizi di integrazione (insegnamento della lingua italiana, educazione civica, inclusione sociale e progetti di utilità sociale).

La permanenza nei Cas è garantita fino alla conclusione dell’iter della domanda di protezione internazionale, che può concludersi con esito positivo o negativo. In caso di esito positivo, ossia il riconoscimento della protezione, gli ospiti sono inseriti in progetti Sprar, dove prosegue l’accoglienza mirata all’autonomia personale. Con esito negativo, le persone ricevono un provvedimento di espulsione con allontanamento dal territorio italiano. Nei Centri di accoglienza straordinaria situati nel comune di Pistoia sono presenti 362 richiedenti protezione internazionale. Nessun onere è a carico dell’amministrazione comunale.

Il sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati (Sprar) costituisce una rete di centri di cosiddetta seconda accoglienza, destinata ai richiedenti e ai titolari di protezione internazionale. In Italia è attivo dal 2002 ed è composto dalla rete degli enti locali che, con il contributo delle realtà del terzo settore, realizzano interventi di accoglienza. Lo Sprar è finalizzato all’integrazione sociale ed economica di soggetti già titolari di una forma di protezione internazionale (rifugiati, titolari di protezione sussidiaria o umanitaria).

Gli obiettivi principali sono quelli di offrire al singolo beneficiario misure di assistenza e protezione, ma soprattutto favorire l’acquisizione di una ritrovata autonomia lavorativa e abitativa. Sono previsti servizi primari quali vitto e alloggio, assistenza sanitaria e sociale, inserimento scolastico dei minori, contestualmente ad attività volte ad agevolare l´acquisizione di strumenti per l’autonomia.

A Pistoia il progetto territoriale di accoglienza Sprar è attivo dal 2014 ed è realizzato dal Comune capoluogo insieme a quelli di Quarrata, Agliana, Serravalle, Pieve, Monsummano Terme, Ausl Toscana Centro, Provincia di Pistoia e Società della Salute Valdinievole. Ad oggi, i posti di accoglienza messi a disposizione sono 67, destinati ad altrettanti beneficiari e divisi tra le strutture di Pistoia (4), Agliana (1), Quarrata (1), Pieve a Nievole (1), Monsummano (2), Serravalle Pistoiese (1). Le risorse sono state messe a disposizione dei soggetti partecipanti allo Sprar dal Ministero dell’Interno attraverso la ripartizione del Fondo nazionale per le politiche e i servizi dell’asilo per gli anni 2014, 2015, 2016.

Il consigliere Betti si è detto soddisfatto della risposta ricevuta.

L’ultima interpellanza è stata presentata sempre dal capogruppo di Pistoia Spirito Libero Betti che ha chiesto se vi fosse la possibilità e la volontà di intitolare uno spazio pubblico a Don Ferrero Battani, possibilmente nella Valle delle Buri.

A tale proposito l’assessore Belliti ha spiegato che le questioni riguardanti la toponomastica sono discusse all’interno di un’apposita commissione comunale la cui attuale composizione è stata ridefinita nel giugno del 2013 e il cui compito primario è assegnare un nome ad aree di circolazione, giardini, cippi e lapidi, impianti sportivi, monumenti e aree pubbliche in genere. Nello specifico, nessuna strada o piazza pubblica può essere intitolata a persone che non siano decedute da almeno dieci anni. Tale limite può essere superato presentando apposita istanza alla Prefettura.

In chiusura la vicesindaco ha invitato il consigliere a procedere con l’attivazione della procedura.

[balloni – comune pistoia]

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