consiglio comunale. PARERE FAVOREVOLE SUL BILANCIO DI PREVISIONE E PLURIENNALE DELLA SOCIETÀ DELLA SALUTE

Si tratta di un bilancio di circa 17 milioni di euro. Il documento ottiene 22 voti favorevoli e 2 astenuti

Società della Salute Pistoiese

PISTOIA. Il consiglio comunale lunedì scorso ha espresso il parere sul bilancio di previsione 2022 e pluriennale 2022/2024 della Società della Salute con 22 voti favorevoli (Fratelli d’Italia, Pistoia Concreta, Forza Italia – Centristi per l’Europa, Lega per Salvini premier, Gruppo Misto, Amo Pistoia, Partito Democratico e Giovan Battista Grasso di Italia Viva) e 2 astenuti (Pistoia Spirito libero e Roberto Bartoli di Italia Viva), nessun contrario.

Il documento è stato presentato dal vicesindaco e assessore alle politiche di inclusione sociale e presidente della Società della Salute Pistoiese Anna Maria Celesti.

In apertura del suo intervento Celesti ha ringraziato tutto lo staff tecnico e amministrativo della Società della Salute guidato dal direttore Daniele Mannelli, tutti i sindaci e gli assessori che fanno parte della SdS Pistoiese (per un totale di nove Comuni), il Comitato di partecipazione e la Consulta del terzo settore.

«Il bilancio di previsione 2022 è basato sulle risorse di cui abbiamo certezza – ha spiegato il presidente della Società della Salute — che otterremo nel corso del 2022. I bilanci di previsione in termini di ricavi e costi sono inferiori rispetto alla reale attività della SdS, che invece viene rappresentata nel bilancio consuntivo che si approva entro il 30 giugno di ogni anno».

I contributi di Regione e Asl per finanziare la SdS. «In questo bilancio 2022 – ha proseguito Celesti — i contributi previsti dalla Regione Toscana ammontano a 1.608.807 euro di cui 918.671 provengono dal Fondo nazionale per le politiche sociali e 36.674 dal Fondo regionale di assistenza sociale, 112.331 dal Fondo di solidarietà interistituzionale e 541.130 euro per i progetti di gravissima disabilità. L’Asl Toscana Centro erogherà un contributo pari a 10.143.342 euro per la gestione diretta della funzione di residenzialità e semiresidenzialità per anziani disabili, compresa la gestione dei centri semiresidenziali per disabili quali Casa di Alice e Pantarei per il Fondo della non autosufficienza e per la vita indipendente».

Il contributo dei 9 Comuni per finanziare la SdS. «I Comuni invece contribuiranno – ha detto Celesti — per le quote sociali relative non a tutte le deleghe ma quelle che sono i centri diurni e le residenze per i cittadini disabili anziani e a rimborso quota parte delle spese per i centri di disabilità come Pantarei, Casa di Alice, le attività laboratoriali con l’impegno che il Consorzio utilizzi le risorse a questo scopo che sono conferite dai singoli Comuni a vantaggio dei cittadini residenti nel territorio di competenza.

I contributi erogati dai 9 Comuni che fanno parte della SdS Pistoiese ammontano in totale a 5.380.277 euro. Sono così ripartiti: 323.075 da parte dell’Unione dei Comuni Montani dell’Appennino Pistoiese; 96.280 euro dal Comune di Agliana, 103.772 euro dal Comune di Marliana (che ha erogato tutte le funzioni alla Società della Salute), 114.246 da parte del Comune di Montale, 4.110.000 euro dal Comune di Pistoia per prestazioni sociosanitarie, residenziali e semiresidenziali per non autosufficienti e disabili, prestazioni socioassistenziali e residenziali per anziani, donne e minori, assistenza domiciliare, scolastica, disabili, educativa e familiare; trasporto seminternato, progetti di inclusione sociale.

Una seduta del consiglio comunale di Pistoia

Infine la quota del Comune di Quarrata è di 244.575 euro e quella del Comune di Serravalle Pistoiese è di 361.327 euro».

Acquisto di servizi sociosanitari. Per quanto riguarda i costi e quindi l’acquisto di servizi sociosanitari abbiamo: 2.746.662 come Fondo per la non autosufficienza, 638.939 per il progetto vita indipendente, 541.130 per il progetto delle gravissime disabilità, 6.757.741 per la gestione diretta delle funzioni di residenzialità e semiresidenzialità per anziani disabili (le cosiddette quote sanitarie) 5.380.273 per la funzione diretta della funzione socioassitenziale residenziale e ancora 258.000 per la gestione diretta dei progetti socioassistenziali dal Fondo sociale assistenziale».

Infine il vicesindaco Celesti ha concluso evidenziando che «il bilancio della SdS ammonta a circa 17 milioni di euro. Per quanto riguarda i vari progetti in tutto sono stati intercettati e ad oggi utilizzati 10.354.789 euro (dal 2018 al 2022), oltre a tutti i fondi già elencati».

Nel dibattito sono intervenuti numerosi consiglieri comunali tra i quali Francesco Mazzeo (Lega per Salvini premier), Tina Nuti (Pistoia Spirito libero), Iacopo Bojola (Forza Italia – Centristi per l’Europa) e Roberto Bartoli (Italia Viva).

«Si tratta di una giornata importante – ha detto il capogruppo della Lega per Salvini premier Francesco Mazzeo – per Pistoia e i suoi cittadini che hanno avuto la possibilità di essere aiutati grazie all’ottimo lavoro svolto dal vicesindaco Celesti e dal direttore Mannelli della Società della Salute. Un lavoro costruito in pochi anni e che sta dando proprio tanti frutti con numeri importanti di persone aiutate. Tanti i settori toccati: dai bandi per i detenuti per dare loro la possibilità di lavorare, al bonus bebè, segnale politico importante, per incoraggiare le nascite. E poi anche il bonus famiglie portando l“Isee a 50.000 euro.

Per quanto riguarda, invece, il Centro antiviolenza delle donne ci sarà la possibilità di concedere, a chi ha denunciato una violenza, di ricevere un assegno di 400-500 euro per un anno: per raggiungere questo obiettivo la SdS ha fatto la sua parte. Altro tema importante è l’agricoltura sociale: uno strumento per poter di nuovo inserire in un contesto comunitario persone che, per vari motivi, si sono allontanate dagli altri».

«Pistoia Spirito Libero esprime un voto di astensione al Bilancio di previsione della Società della Salute Pistoiese – ha dichiarato la capogruppo Tina Nuti — perché nel documento emergono le criticità presenti da vario tempo: la struttura tecnica del consorzio fra Comuni e Azienda Sanitaria è troppo debole, solo quattro persone devono intercettare i numerosissimi finanziamenti europei, nazionali e regionali banditi annualmente.

È indispensabile riuscire a partecipare e vincere questi bandi per proseguire nei progetti di sostegno alle persone più fragili, il rischio è quello di perdere dei finanziamenti per mancanza di personale. Altra criticità sono le liste di attesa per l’accesso alle Residenze Sanitarie per Anziani, così come ai Centri diurni per disabili adulti e minori e per i malati di Alzheimer. Prima della pandemia i numeri della lista di attesa erano rilevanti e a doppia cifra e presto torneranno a questa entità se non saranno aumentati i posti disponibili. Ma di questo non c’è traccia nel bilancio di previsione. Per la salute mentale deve essere fatto di più con progetti mirati a rafforzare le esperienze di socializzazione, gli inserimenti lavorativi e l’abitare solidale. Dopo anni in cui la società della Salute ha consolidato e sviluppato quanto ha trovato fatto ci aspettiamo che imprima un deciso cambio di passo».

«Fino al 2017 nessun consigliere comunale conosceva nel dettaglio la Società della Salute – ha detto il capogruppo di Forza Italia – Centristi per l’Europa Iacopo Bojola —. Invece dal momento in cui si è insediata questa Amministrazione la SdS passa sempre periodicamente dal consiglio comunale. È vero, sul Consorzio abbiamo cambiato idea ma l’abbiamo fatto in merito alla gestione e sulla capacità progettuale degli ultimi 4 anni: è questo il cambiamento da sottolineare.

Roberto Bartoli

La Sds è un’invenzione della Regione Toscana nata nel 2005, ma fino al 2015 non ha avuto un direttore. Sono passati 16 anni dal momento in cui si sono costituite le SdS, ma la capacità di intercettare fondi attraverso i bandi e la qualità dei servizi erogati sono riconducibili agli ultimi 4 anni. Tutto il resto sono le solite fake news. Purtroppo alcuni consiglieri fanno ancora confusione tra le competenze sanitarie che spettano all’Asl e quelle socioassistenziali e sociosanitarie di competenza della SdS. Chi parla di liste di attesa nella società della Salute significa che non conosce perimetri di queste due competenze. Infine vorrei evidenziare che negli ultimi 4 anni i bilanci della SdS passati dal consiglio sono sempre stati approvati all’unanimità».

«Gli interventi di questa maggioranza – ha evidenziato Roberto Bartoli di Italia Viva – rivendicano qualcosa senza il diritto di farlo. Il lavoro della Società della Salute viene da lontano. Le cifre riportate nei bilanci sono importanti perché danno conto della ricerca e dell’ottenimento di finanziamenti attraverso anche una notevole partecipazione ai bandi. Ma non è questo il tema.

La SdS tuttora ha gambe nella struttura sociale dei Comuni, infatti il Consorzio ha un personale minimo. Purtroppo nel nostro Comune la struttura sociale non è stata cambiata, riformata e, per certi aspetti, rivoluzionata. Ci sono grandi dotazioni di risorse, ma manca la progettualità. Oggi non esiste un bisogno ma esistono le persone. Se parliamo del problema della salute mentale va detto che queste persone sono recluse, disperse non ci sono attività a loro dedicate perché su queste persone non è mai stato fatto un progetto. Il lavoro svolto dall’allora assessore Tina Nuti andava, in parte, in questa direzione. Tante congratulazioni per i soldi ottenuti, ma non basta. È importante, invece, procedere in una dimensione di progettualità».

Nelle repliche Celesti ha risposto al consigliere Bartoli: «Si sta parlando del bilancio della Società della Salute e non di quello del settore sociale del Comune. Le sue osservazioni critiche sono da porre casomai in consiglio nella discussione del bilancio del Comune. Le funzioni che svolge la SdS sono altre. Il suo intervento oggi (lunedì ndr) non è coerente con l’atto portato in aula in quanto tutti e 9 i sindaci della SdS che appartengono a espressioni politiche diverse lo hanno condiviso.

Durante i 14 mesi di Covid il lavoro svolto da tutti gli operatori della SdS è stato fondamentale a partire dall’incremento dell’assistenza domiciliare, dovuto alla chiusura dei centri diurni per anziani e disabili a causa della pandemia. Infine la salute mentale – ha chiuso Celesti – non è mai stata delegata alla SdS pur essendo previsto e quindi questa materia rimane in carico all’Azienda sanitaria».

[comune di pistoia]

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