consorzio bonifica 3. IMPIANTI IDROVORI E CASSE DI ESPANSIONE, UN 2018 DI INVESTIMENTI

Il punto sulle opere di difesa idraulica da attivare in caso di piena. Avviato un programma di investimenti tecnologici per il 2018
Impianto Castelletti

PRATO — PISTOIA. Dopo una delle estati più siccitose degli ultimi decenni, anche l’inverno finora non ha registrato precipitazioni rilevanti ma al Consorzio, terminato anche l’ultimo passaggio tardo autunnale di sfalcio della vegetazione per lasciare puliti e sgombri fiumi, torrenti, fossi e canali si lavora ora ad una ricognizione di tutti i sistemi meccanizzati di difesa in caso di piena.

Il Consorzio ad oggi ha infatti in gestione 17 impianti tecnologici fra cui 6 sistemi idrovori, 8 casse di espansione con apparecchiature elettromeccaniche e 3 impianti di sezionamento su cui sono installati in totale 52 paratoie motorizzate e 16 sensori di livello idrometrico con varia tecnologia tra sonar, radar e piezometrici.

A questi si aggiungerà la cassa di Ponte a Tigliano sul Torrente Ombrone, che sarà inaugurata a breve, con altre 2 paratoie e un sensore di livello.

Viaccia, Fosso di Piano, Castelletti e Crucignano sono questi i nomi dei principali impianti dotati di pompe idrovore in grado di sollevare e smaltire le cosiddette “acque basse” quando queste non riescono a scolare naturalmente a causa dei livelli troppo alti dei principali corsi d’acqua naturali della Piana fra Firenze, Prato e Pistoia.

Il presidente Marco Bottino

Nel dettaglio: l’impianto di Viaccia è costituito da 4 pompe per una portata di circa 7,5 mc al secondo ciascuna; Fosso di Piano è dotato di 3 + 1 pompe da 1750 litri al secondo; a Crucignano si trovano 3 pompe sommerse da 2650 litri al secondo; Castelletti infine è dotato attualmente di 4 pompe lato Gora Bandita con la previsione di altre 2 lato Vingone per un totale complessivo fino a 9000 litri al secondo per lato; tutti gli impianti sono tecnologicamente avanzati e dunque dotati di teleallarme, paratoie, sgrigliatori e gruppi elettrogeni di emergenza.

A questi si aggiungono: gli impianti tecnologici Paratoie Fosso Reale, Agnaccino, Impianto Idrovoro di Via Rinalda, Scaricofosso Gavina – Sottopasso Fosso Macinante e Paratoia Acqualunga che grazie a porte vinciane, altre pompe idrovore e varie paratoie meccanizzate regolano afflussi e deflussi dei canali drenanti ricadenti nei bacini del Bisenzio e Ombrone Pistoiese; le casse di espansione dotate di organi motorizzati come Ponte alle Vanne, Castelletti/Bandita, Castelletti/Vingone, Olmetti, Agnaccino, Lavacchione, Castelnuovo, Case Carlesi e Madonna Della Tosse e tutte le altre casse che invece entrano in funzione naturalmente al raggiungimento dei livelli di sfioro opportunamente calcolati.

E il programma 2018 prevede nuovi investimenti tecnologici per queste opere strategiche: dotare il personale tecnico consortile di un nuovo software gestionale avanzato per la verifica funzionale su tutte le apparecchiature e realizzare una sala operativa unificata dalla quale si possano osservare tutti i sensori di livello sparsi per il territorio durante gli eventi meteo.

“Un grande sistema di regolamentazione delle acque di tutto il Medio Valdarno costruito, curato e gestito con professionalità da tecnici specializzati ed operatori del Consorzio in collaborazione con il Genio Civile regionale — commenta il Presidente Marco Bottino — opere idrauliche che ormai fanno parte del nostro paesaggio e di cui molti spesso non si accorgono nemmeno ma che invece sono fondamentali per tenere all’asciutto territori densamente abitati e ricchi di imprese e infrastrutture”.

[consorzio di bonifica medio valdarno]

 

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