contadini & luigini. GLIFOSATO E “BUONA MORTE” IN CONSIGLIO COMUNALE

Principio di precauzione e norme parametrate sulle eccezioni. E intanto continua lo scontro tra “contadini” e “luigini”...
Giacomo Del Bino
Giacomo Del Bino

PISTOIA. Consiglio comunale pieno di spunti quello del 30 maggio. Si è aperto con la commemorazione di Marco Pannella, ricordato con stima e diversi distinguo da parte di vari consiglieri, ne è uscito comunque un ricordo affettuoso di tanti che almeno una volta lo hanno votato e che hanno celebrato il valore del suo battagliare indomito per i diritti individuali (che poi danno vita alle lotte collettive…).

A seguire: le difficoltà della sanità pistoiese e in particolare la situazione delle lavoratrici adette alla sanificazione dell’ospedale, la discussione sulla compatibilità dell’attività vivaistica con la legittima aspirazione alla salute dei cittadini, per concludere con un ordine del giorno presentato dai consiglieri del gruppo Movimento 5 Stelle relativo a eutanasia e fine vita, tema doloroso che ha procurato sincera commozione in alcuni e profonde riflessioni da parte dei consiglieri.

Andando per ordine: ha iniziato Del Bino M5S, denunciando una lista d’attesa che rinvia a ottobre un’ecografia urgente, costo 48 euro, per una paziente con Isee a zero.

Alessandro Tomasi-
Alessandro Tomasi

Un’altra triste vicenda è stata denunciata in assemblea da Alessandro Tomasi che già nei giorni scorsi ne aveva parlato alla stampa (vedi), il fatto che 68 donne hanno avuto ridotte del 15% le ore di lavoro.

“La cooperativa che gestiva l’appalto ha sostento di non rientrare nei costi e ha pensato bene di tagliare sul personale e subito dopo cedere il lavoro a un’altra cooperativa.

“La retribuzione si aggira, adesso, intorno a 5 euro l’ora! I turni sono allucinanti: devono pulire 22 stanze con bagni e ambulatori in 4 ore scarse! Questi sono i frutti della scelta di far costruire l’ospedale e far gestire i servizi dai privati”.

La Consigliera Breschi è intervenuta dichiarando che mancano 70/80 medici e altrettanti infermieri: “Il bilancio della nostra Asl chiude in pareggio e anzi diversi milioni tornano all’area vasta…”, ma a tutto discapito della collettività locale.

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Carla Breschi

Altro tema caldo, quello dei vivai e del loro impatto sulla salute. Una comunicazione della consigliera Carla Breschi sulla pericolosità del glifosato (erbicida totale prodotto dalla Monsanto e il cui uso è stato autorizzato dall’Ue) ha innescato il dibattito sul tema “no al glifosato, sì al principio di precauzione”.

Derubricato l’intervento del Sindaco che nei giorni scorsi aveva affermato la necessità di non consumare altro territorio destinandolo al vivaismo, l’assemblea cittadina ha discusso dell’uso dell’erbicida e degli altri preparati utilizzati nella produzione del verde, del loro controllo e della necessità di far rispettare i regolamenti (per esempio con controlli a campione tra le tante aziende vivaistiche presenti sul territorio).

Alessio Bartolomei
Alessio Bartolomei

L’intervento più accalorato è stato quello del consigliere Bartolomei (che si occupa personalmente anche di produzione del verde), il quale non ha mancato di far notare come siano i vivaisti stessi a vivere nel cuore delle loro attività, con le loro famiglie; come i prodotti che vengono impiegati siano certificati non tossici – purché utilizzati nel giusto quantitativo e nei debiti modi – e come infine sia assurdo demonizzare anche questa attività che ovunque nel mondo è sinonimo di bellezza e salute mentre a Pistoia, patria planetaria della produzione di piante ornamentali, se ne parla quasi solo male.

Il consigliere ha affermato che applicando rigorosamente il principio di precauzione non si dovrebbe fare più nulla. Da lì a parlare di chi dovrebbe produrre la ricchezza per pagare le spese a tutti gli altri il passo è stato breve…

Infine è stata la volta dell’ordine del giorno su eutanasia e fine vita, presentato da Giacomo Del Bino, con lo scopo di impegnare il Sindaco a sollecitare la discussione in Parlamento della legge relativa, che è stata depositata il 13 settembre 2013 e ancora aspetta una definizione.

Molti gli interventi, anche molto sofferti di chi ha familiari in situazioni si salute per cui si potrebbero configurare le ipotesi di eutanasia passiva, cioè la revoca dei sistemi di supporto alla vita (respiratori etc.). Qualcuno, come Salvatore Patanè, ha detto che la vita è una sola e che niente potrebbe convincerlo a rinunciarvi o a chiedere ad altri di farlo per lui.

Alessandro-Capecchi
Alessandro-Capecchi

Capecchi: diamo un senso alla sollecitazione che viene da questo ordine del giorno. Sotto il profilo della sostanza la questione è figlia di un equivoco di fondo, la vita nel nostro mondo è legata al concetto di felicità. “A mio parere è una pia illusione il diritto alla felicità. La vita è sofferenza, sempre – ha detto il consigliere di Pistoia Domani –. Non è un caso che anche in queste ore si abbiano conferme di crimini e delitti atroci: la ragazza di Roma, uccisa dal fidanzato, lasciato da due giorni, non si spiegano se non in riferimento al fatto che non siamo attrezzati a sopportare il dolore, le difficoltà, le avversità”.

Pare che il 64% degli italiani sia favorevole all’eutanasia, perché si parametrano le norme non sulla generalità delle situazioni ma sulle situazioni eccezionali… Il passaggio successivo è un progressivo allargamento del concetto di eutanasia, in alcuni paesi si è ragionato in modo tale che non si possono parametrare le norme sulle eccezioni.

Ha concluso il consigliere capogruppo del Pd Sarteschi, dichiarando di essere favorevole all’ordine del giorno del M5S perché una norma (ben fatta, anche se questa non lo è) che garantisca la possibilità di decidere della propria morte è indispensabile. Anche in considerazione del fatto che comunque, raccontava un vecchio medico, chi non sa far morire la gente quando è il momento, non è un buon medico.

[Paola Fortunati]


 

CONTADINI & LUIGINI

 

L'orologio Carlo LeviA margine di questo consiglio comunale viene alla mente uno scritto del 1950 di Carlo Levi: una lettura da fare e rifare, di cui riportiamo alcuni brani da “L’Orologio”:

Ecco: i due veri partiti che, come direbbero nel Mezzogiorno, si lottano, le due civiltà che stanno di fronte, le due Italie, sono quella dei ‘Contadini’ e quella dei ‘Luigini’.

“Ebbene: chi sono i Contadini? Sono prima di tutto i contadini: quelli del Sud, e anche quelli delNord: quasi tutti; con la loro civiltà fuori del tempo e della storia, con la loro aderenza alle cose, con la loro vicinanza agli animali, alle forze della natura e della terra, con i loro dèi e i loro santi, pagani e pre-pagani, con la loro pazienza e la loro ira. […]

E poi ci sono gli industriali, gli imprenditori, i tecnici: soprattutto quelli della piccola e media industria, e anche qualcuno della grande: non quelli che vivono di protezioni, di sussidi, di colpi di borsa, di mance governative, di furti, di favoritismi, di tariffe doganali, di contingenti, di diritti di importazione, di privilegi corporativi.

Gli altri, quelli che sanno creare una fabbrica, quel poco di borghesia attiva e moderna che, malgrado tutto, c’è ancora nel nostro paese, per quanto possa sembrare un anacronismo. E anche gli agrari, magari i grossi proprietari di terre, ma quelli che sanno dirigere una bonifica, ridare una faccia alla terra abbandonata e degenerata. […] E gli operai, […] la grande massa operaia abituata all’ordine creativo della fabbrica, alla disciplina volontaria, al valore che sta nelle cose

Carlo Levi e i contadini
Carlo Levi e i contadini

Sono Contadini tutti quelli che fanno le cose, che le creano, che le amano, che se ne contentano. Sono Contadini anche gli artigiani, i medici, i matematici, i pittori, le donne, quelle vere non quelle finte. Infine, siamo Contadini noi: […] quelli che si usano chiamare, con una parola odiosa, gli “intellettuali”[…]. […] quelli che io definisco Contadini sarebbero i produttori: e se vi piace, usate pure questo termine”.

“E i Luigini, chi sono? Sono gli altri. La grande maggioranza della sterminata, informe, ameboide piccola borghesia, con tutte le sue specie, sottospecie e varianti, con tutte le sue miserie, i suoi complessi d’inferiorità, i suoi moralismi e immoralismi, e ambizioni sbagliate, e idolatriche paure. Sono quelli che dipendono e comandano; e amano e odiano le gerarchie, e servono e imperano. Sono la folla dei burocrati, degli statali, dei bancari, degli impiegati di concetto, dei militari, dei magistrati, degli avvocati, dei poliziotti, dei laureati, dei procaccianti, degli studenti, dei parassiti.

Ecco i Luigini. Anche i preti, naturalmente, per quanto ne conosca molti che credono a quello che dicono […]. E anche gli industriali e commercianti che si reggono sui miliardi dello Stato, e anche gli operai che stanno con loro, e anche gli agrari e i contadini della stessa specie. […] Poi ci sono i politicanti, gli organizzatori di tutte le tendenze e qualità […].

Carlo Levi, la sua firma
Carlo Levi, la sua firma

Ce li metto tutti: comunisti, socialisti, repubblicani, democristiani, azionisti, liberali, qualunquisti, neofascisti, di destra e di sinistra, rivoluzionari o conservatori o reazionari che siano o pretendano di essere. Sono di più, ma non molto, per ragioni evidenti. […] perché ogni Luigino ha bisogno di un Contadino per vivere, per succhiarlo e nutrirsene, e perciò non può permettere che la stirpe contadina si assottigli troppo. […]

I Luigini hanno il numero, hanno lo Stato, la Chiesa, i Partiti, il linguaggio politico, l’esercito, la Giustizia e le parole. I Contadini non hanno niente di tutto questo: non sanno neppure di esistere, di avere degli interessi comuni. Sono una grande forza che non si esprime, che non parla. Il problema è tutto qui”.

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One thought on “contadini & luigini. GLIFOSATO E “BUONA MORTE” IN CONSIGLIO COMUNALE

  1. Buon giorno Paola!…allora dopo rapida meditazione provo a dare la mia personale interpretazione:
    – Glifosato: Oms e Efsa, lo assolvono, non esistono evidenze tra tumori e assunzione anche in sovradosaggio di detto fitofarmaco, detto anche per il popolo, pesticida. In ogni caso se non usiamo questo dobbiamo usare pesticidi di provata pericolosità (se volete trovare sui banchi dell’ortofrutta quello che trovate al prezzo che lo trovate, ovvero pochissimo rispetto a 50 anni fa). Quindi? Eppure il tempo è cosa preziosa….
    – D’altro canto….Bartolomei….non se la può cavare a buon mercato con le certificazioni….terra, aria e acque pistoiesi sono infarcite di pesticidi e non ci veniamo a rccontare barzellette: l’uso di fitofarmaci comporta questi inconvenienti e non è gestibile. Bisogna dire chiaro che il benessere materiale ha portato i suoi bravi inconvenienti, compresi certi tumori, tipo quello alla tiroide. D’altro cambio pare che ai tempi dei miei bisnonni la gente morisse come funghi a tutte le età….di stenti….
    – Felicità: un tempo era andare in cantina con la Romina….oops…forse faccio confusione sulla nota canzone dei Carrisi family…bè…insomma, si può dire di tutto….l’importante è non fare confusione tra frustrazione per i mille sogni irrealizzati proposti dalla Coopseituchipuòdartidipiù e il mero atto criminale, compiuto da una merda abominevole di uomo che da fuoco ad una ragazza. E’ importante non confondersi…tanto per non bruciare sta poveretta per la seconda volta.
    – I luigini: pare che la loro presenza sia fisiologica in ogni agolo del mondo, un po come le zanzare. Il problema è che ormai il rapporto tra loro e chi lavora si è sbilanciato troppo a favore dei primi in Italia. E questa è la ragione per la quale tantissima “gente comune” della “società civile” a Roma voterà ancora il PDFILEGAFARTELLID’ITALIA…scommettiamo?
    Saluti…anche dal platano
    Massimo Scalas

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